TRIPPA PER I GATTI / 949 – Dall’orticello al campo largo, il passo non è breve - VercelliOggi.it VercelliOggi
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TRIPPA PER I GATTI / 949 - Orticello o campo largo? - Con tutto comodo, intanto si vota solo tra quattro mesi, il Centrosinistra tra politica delle alleanze possibili e scelta identitaria - Per ora pare non avere fortuna l'ipotesi di convergere sulla candidatura a Sindaco di Fabrizio Finocchi - Che comunque correrà in ogni caso - 

Dopo una prima fumata nera, se ne attende una che potrebbe essere al massimo grigia il prossimo 15 febbraio

Dall’orticello al campo largo, il passo non è breve e, comunque, nella terra della risicoltura non è detto che il terreno agrario della politica sia ancora adatto per conversioni colturali.

Ma andiamo con ordine.

Chiunque sappia consultare un calendario, si avvede senza difficoltà che le elezioni amministrative sono fissate per i giorni 8 e 9 giugno prossimi.

Quindi esattamente tra quattro mesi.

Come si stanno muovendo le forze politiche per la scelta del candidato Sindaco di Vercelli?

I filoni si dividono immediatamente e già all’inizio del percorso.

Il Centrodestra avoca a “tavoli” nazionali o regionali la trattativa sui Primi Cittadini, secondo criteri territoriali: se a te va Biella, a me va Novara, piuttosto che Vercelli e via discorrendo.

Quindi si collocano le bandierine sulla carta geografica, quasi prescindendo del tutto da valutazioni in ordine alle possibilità di successo delle candidature.

Sapran loro.

In questa chiave: se il candidato Sindaco della coalizione fosse – per esempio – un politico di Fratelli d’Italia a Biella, non potrebbe esserci un altro Fratello aspirante alla fascia tricolore a Vercelli.

La circostanza è propria dei partiti che fanno parte di coalizioni, soprattutto di quelle che, almeno loro credono, hanno il vento elettorale in poppa.

Per il Centrosinistra le cose sono – in questo senso – più semplici perché, almeno a Vercelli, non ci sono, né al momento si vedono in formazione, coalizioni di sorta.

Quindi per ora conviene partire da qui, perché i passaggi paiono più semplici.

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Mesi fa il Direttivo cittadino del Pd aveva con bel garbo declinato l’ipotesi di convergere sulla candidatura di Roberto Scheda con la sua lista Civica Voltiamo Pagina: alle elezioni del 2019 ottenne tre seggi in Consiglio Comunale.

Quindi quel campo largo lì o non era parso abbastanza largo o non era parso abbastanza campo.

Allora si era ventilata l’ipotesi di un candidato di bandiera, Alberto Fragapane.

Che fosse Fragapane o un altro, non avrebbe avuto (e non avrebbe anche oggi) una grande importanza, viste le possibilità di vittoria, che stanno praticamente a zero.

Accade, peraltro, nella vita delle forze politiche, che sia preferibile affermare o riaffermare la propria identità, sottoponendola all’Elettorato, piuttosto che cercare una immediata possibilità di successo, peraltro comunque difficile quando i venti elettorali soffiano in direzione opposta.

Insomma: il momento della testimonianza, piuttosto che del governo. Scelta non nuova e, peraltro, rispettabile.

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Oggi (lunedì 5 febbraio scorso) i dirigenti Pd si sono trovati di nuovo a fare i conti con una (nuova) ipotesi di campo largo.

Si sa che Fabrizio Finocchi stia comunque preparando la propria candidatura, sostenuto dalle Liste di Italia Viva (renziani) e quell’altra di Azione, il partito di Carlo Calenda.

Che – è vero – a livello regionale sostiene Alberto Cirio, ma ha autonomia per i livelli locali.

Ma da qualche settimana si parla con insistenza della possibilità che – a proposito di campo largo – potrebbe anche verificarsi una convergenza tra le liste del Pd, quelle di Azione e Italia Viva e forse, in un contesto del genere, anche di SiAmoVercelli, proprio sul nome del candidato Sindaco Fabrizio Finocchi.

Per ora, però, pare non se ne faccia niente anche di un campo largo così.

Infatti, lunedì scorso il Pd si sarebbe espresso più per il no che per il sì.

Non andrebbe bene nemmeno Finocchi.

Si sono, però, dati appuntamento al prossimo 15 febbraio.

Perché pare – pare – che il “no” non sia proprio un “no” definitivo.

Potrebbe essere un passaggio intermedio, a ben vedere non privo di una certa logica.

Direbbero, infatti, quelli più a sinistra nel Pd: ma guardate, Compagni e Amici, prima di tutto il Pd deve proporre il proprio candidato.

Proporre a chi?

Ad un “tavolo” locale (probabilmente, dunque, da convocarsi insieme ai renziani ed ai calendiani, forse anche ai SiAmo) sul quale mettiamo i nomi possibili: quello del Pd che dobbiamo scegliere, a confronto con Finocchi ed eventuali altri.

Da quel tavolo, dovrà (dovrebbe?) uscire: intanto chi ci sta in una costituenda coalizione e, poi, il nome del candidato.

Procedimento che, come detto, potrebbe anche avere una logica, solo offuscata da due fattori.

Il primo, la tempistica: le elezioni sono sempre convocate per l’8 e 9 giugno prossimi.

Il secondo: a qualcuno una siffatta articolazione dei passaggi liturgici pare un modo piuttosto idoneo a scartare, che non a sperimentare, la possibilità di altre candidature che non siano di un esponente Pd.

Del resto, se il Pd avesse (disponibile a correre) un candidato forte, molto probabilmente lo direbbe subito e amen.

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Intanto, anche nel Centrodestra sono in alto mare, ma di questo ci occuperemo alla prossima Trippa.

Per ora, dunque, candidati sicuri: Fabrizio Finocchi, con quale coalizione (versione small con i soli calendiani e renziani, oppure campo largo con PD) è ancora da vedere e Carlo Olmo.

Come finirà?

Chi vivrà, vedrà.

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