TRIPPA PER I GATTI / 933 – Se li vuoi meno pasciuti firma da Catricalà - VercelliOggi.it VercelliOggi
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Sono anche in tanti: ma servono davvero, in una città come Vercelli, dieci Amministratori in Giunta? - Possibili altri modelli organizzativi

TRIPPA PER I GATTI / 933 - Sindaco, Assessori e Presidente del Consiglio Comunale pagati profumatamente? Chi dice no può andare a firmare al banchetto di Michelangelo Catricalà - Oltre 9 mila euro lordi al mese per i Sindaci, più di 4 mila per Assessori e Indefessi Presidenti dell'Aula

A Verbania la Giunta del Sindaco Silvia Marchionini ha rinunciato a prendere tutti quei soldi - Il Primo Cittadino ha detto: io questa faccia non ce l'ho - E a Vercelli? Pare che ce l'abbiano

Chi vuole (tentare di) porre un freno all’escalation degli aumenti dei compensi agli Amministratori comunali, può firmare al banchetto, domenica 8 ottobre, domani.

Ma andiamo con ordine.

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Diciamo subito che prendere tutti quei soldi non è affatto obbligatorio, anzi!

Già da mesi c’è (almeno un) Sindaco di Capoluogo, Silvia Marchionini di Verbania, che ha detto un dignitoso “no” – leggi qui -.

Rinuncio.

Rinuncio perché, ha detto, papale papale, come si vede e sente dallo streaming del Consiglio Comunale di Verbania:

”Io questa faccia non ce l’ho”.

E con lei tutta la sua Amministrazione.

Fortemente contrariati, come si vede e sente,

sempre nel video allegato all’articolo che si vede qui sotto (ad un’ora e 27 minuti dall’inizio della seduta) i suoi attuali oppositori,

forse speranzosi di essere maggioranza dal 2024, i quali, se vorranno, dovranno aumentarsi gli stipendi, fino al limite massimo previsto dalla Legge e, quindi, mettere fuori la loro, di faccia.

Un limite cui subito ha aderito, invece, il Comune di Vercelli, dispensando, tanto alla Giunta del Niente, quanto all’indefesso Presidente del Consiglio Comunale, il massimo della retribuzione.

Se Silvia Marchionini dice “Io questa faccia non ce l’ho”, di diverso parere pare siano i suoi omologhi vercellesi.

E, proprio grazie al Sindaco Marchionini, si viene a sapere anche un’altra cosa: non è vero, come certo story telling tenta di spacciare per buono, che questi aumenti siano interamente a carico dello Stato, quindi, tutto sommato, chi se ne frega.

Perché c’è l’8,5 per cento di Irap (ovviamente, sul lordo) che tira fuori il Comune.

I conti di cosa costino di sola Irap il Sindaco e 9 Assessori sono presto fatti.

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C’è poi il problema rappresentato dalla pletorica consistenza numerica della Giunta.

Dieci persone dieci.

Anche qui, il massimo consentito dalla Legge.

Già par di udire l’indefesso Presidente del Consiglio Comunale: noi siamo per la Legge!

Viva la Legge, dunque, che, tuttavia, non impedirebbe di ridurre un po’ il numero degli Assessori, tanto più ora che sono profumatamente pagati e potrebbero dedicare il tempo pieno.

Tempo pieno e capacità manageriali.

Sicchè – dicono coloro che stanno guardando un po’ le tendenze emergenti presso gli Enti Locali maggiori, in vista del voto 2024 – in molte situazioni si sta pensando (non da oggi, peraltro) a modelli organizzativi in cui ad ogni Dirigente comunale, corrisponda il proprio (e uno solo) Assessore di riferimento, così da rendere più organico il rapporto tra Esecutivo e management, più diretta e immediata la verifica tra obbiettivi e risultati, più semplice il confronto.

A Vercelli vorrebbe dire cinque o sei Assessori oltre al Sindaco.

Al di là delle esigenze di sovvenire ai bisogni familiari, c’è qualcuno che potrebbe dire che sei Assessori oltre al Sindaco sarebbero pochi?

Che dire poi della Presidenza del Consiglio Comunale?

Almeno in questa fase, una funzione che pare meccanica: staccare il microfono al quinto minuto e un secondo a chi sta parlando (e qui, però, le responsabilità sono di chi un simile regolamento d’Aula ha votato).

Anche se, peraltro, il termine di cinque minuti per ogni intervento non risulta perentorio: è, infatti, di intuitiva evidenza che la tolleranza non possa essere la stessa per qualsiasi argomento in trattazione, che si parli di Bilancio, di alberate che rischiano di cadere sul coppino delle persone, di piano Kipar – Patriarca – Pirata, oppure, per esempio, di come sistemare le rastrelliere per le biciclette in Corso Abbiate.

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Ma quanto sono (e, da gennaio 2024, saranno) pagati Sindaco, Assessori e Presidente del Consiglio Comunale?

La progressione delle indennità di carica è illustrata da questa tabella.

Va altresì chiarito che, nel tempo, quando gli aumenti non sono stati tempestivamente applicati, sono successivamente stati erogati fior di arretrati: dura Lex, sed Lex.

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Insomma, l’argomento è tutt’altro che di poco conto e, se è vero che ci sono ben poche speranze che la Giunta del Niente, né l’Indefesso, per il momento rinuncino ad alcunchè, è altrettanto vero che questa materia potrebbe essere uno dei punti più qualificanti dei programmi ed impegni elettorali dei candidati Sindaco alle prossime elezioni comunali del 2024.

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Ora i cittadini che vogliono far sapere la propria opinione su questi aumenti hanno uno strumento concreto: andare a firmare al banchetto organizzato dal Consigliere Comunale indipendente, Michelangelo Catricalà.

Ecco cosa dice l’interessato:

“𝐕𝐢 𝐀𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐃𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢𝐜𝐚 𝟖 𝐎𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐕𝐢𝐚 𝐂𝐚𝐯𝐨𝐮𝐫 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟎 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟖 𝐜𝐢𝐫𝐜𝐚.

Continua la raccolta firme per dire 𝐍𝐎 𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐢𝐧𝐝𝐞𝐧𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐀𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐚𝐥𝐢 (Sindaco, Assessori, Vice Sindaco e Presidente del Consiglio)

Raccolta firme a sostegno di una possibile mozione per chiedere:

  • 𝐂𝐡𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐀𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞 𝐫𝐢𝐧𝐮𝐧𝐜𝐢𝐧𝐨 𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐧𝐜𝐫𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢
  • 𝐂𝐡𝐞 𝐢 𝐬𝐨𝐥𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐚𝐫𝐦𝐢𝐚𝐭𝐢 𝐯𝐞𝐧𝐠𝐚𝐧𝐨 𝐮𝐭𝐢𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐢 𝐝𝐚𝐥 𝐆𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐚 𝐟𝐚𝐯𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐢/𝐢𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞 𝐢𝐧 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐢𝐜𝐨𝐥𝐭𝐚̀

Le indennità a Sindaco e Assessori raggiungeranno il tetto massimo a partire da gennaio 2024: circa 𝟏𝟎.𝟎𝟎𝟎 € per il Sindaco, più di 𝟓.𝟎𝟎𝟎 € al Vicesindaco e più di 𝟒𝟎𝟎𝟎 € agli Assessori.

Ritengo che gli aumenti (legge di bilancio Dicembre 2021) delle indennità degli Amministratori Comunali siano quantomeno imbarazzanti nei confronti degli Italiani, soprattutto in questo periodo storico, pesante dal punto di vista economico dove tutto aumenta in modo sproporzionato rispetto a ciò che si guadagna: bollette, mutui raddoppiati, beni di prima necessità, caro-scuola,

carburanti mai cosi alti”.

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