TRIPPA PER I GATTI / 927 – Altri cassonetti spariti: ma qualcuno controlla? - VercelliOggi.it VercelliOggi
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Che il conferimento di rifiuti fosse irregolare è sicuro, ma andiamoci piano a parlare di "discariche abusive"

TRIPPA PER I GATTI / 927 -  Riscriveranno il Rigoletto: la donna non è più mobile "qual piuma al vento", ma come un cassonetto movimentato dai Soci - Spariscono altri contenitori, dopo che per 10 giorni l'immondizia era stata lasciata lì -

Perchè a Vercelli per portare via i rifiuti impiegano tanto tempo e la roba sta in strada?

La donna – cantava il Duca di Mantova nel Rigoletto – è mobile.

Se Francesco Maria Piave avesse mai potuto immaginare la mobilità (fino alla sublimazione) dei cassonetti per la raccolta di plastica, vetro, lattine a Vercelli, avrebbe forse mutato parallelismo.

E’ mobile (la donna) non già qual “piuma al vento”, bensì come un contenitore gestito da Asm Vercelli, l’azienda dei Soci Iren spa e Comune di Vercelli.

Alcuni esempi: leggi qui 

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Ma andiamo con ordine.

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Dunque, è successo di nuovo.

Qui, in via Leonardo Walter Manzone, per i canonici dieci giorni c’è stato questo abbandono di rifiuti.

Tra parentesi: attenzione, non cadiamo nella trappola di chiamare questa montagnola di porcherie “discarica abusiva”, ma ne parleremo meglio in un prossimo articolo.

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Forse i rifiuti saranno stati portati da incivili, o forse da chi faccia traslochi (ad esempio) in nero e trovi più comodo liberarsene in questo modo.

Il fatto sicuro è che nelle altre città questo non succede.

Né a Casale, né a Biella, da nessuna parte.

Questa è, per esempio, la situazione di (sabato scorso) a Savona; c’è un book fotografico di cui presto riparleremo: vicino ai cassonetti non c’è una carta per terra.

Da nessuna parte.

Anche perché l’azienda incaricata li porta via.

A Vercelli, invece, i rifiuti si fermano lì.

Sono stabili, non sono mobili come le donne conosciute dal Duca di Mantova.

Mobili sono i cassonetti.

Ad ogni buon conto, sabato scorso, 5 agosto, li hanno finalmente rimossi.

E, fino a questa mattina, 7 agosto, tutto bene.

Cassonetti vuoti (un po’ malconci, ma “vivi”), e sedime di pertinenza pulito.

Senonchè, nel pomeriggio (sempre oggi, 7 agosto) la sorpresa: i cassonetti sono spariti.

Ma il Comune (il Committente dell’Azienda appaltatrice del servizio di raccolta rifiuti) lo sa?

C’è qualcuno che controlla numero e posizionamento dei contenitori?

Poi si dovrebbe anche controllare che fossero lavati almeno ogni tre mesi, ma siamo ormai ad Irenopoli, non esageriamo.

Però numero e posizionamento dei cassonetti non sono dettagli: sono componenti del servizio e, soprattutto, sono elementi che qualificano il servizio al cittadino.

Chi li ha tolti di lì, ne ha forse messi altri nelle vicinanze?

Anche in questo caso, con il consenso del Committente (che è il Comune)?

Con una valutazione basata – ad esempio – sulla popolazione residente?

Per ora queste sono domande senza risposta, ma sappiamo che i misteri (almeno in questo campo) non esistono.

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