TRIPPA PER I GATTI / 903 – Le Opposizioni non ci stanno a togliere le castagne dal fuoco alla Lega - VercelliOggi.it VercelliOggi
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TRIPPA PER I GATTI / 903 - Le castagne dal fuoco della Lega se le tolgano i leghisti - Le Opposizioni non firmano la mozione di sfiducia a Lavarino, se non ci sono anche le firme dei Consiglieri Comunali del Carroccio - 

Ma questo vorrebbe dire non ancora un ritorno al "celodurismo" di Umberto Bossi, bensì un semplice richiamo in situ degli attributi (politici)

Annunciato da varie scariche di rumors, persino (quando si dice dei paradossi) con qualche manieristico tentativo di trattenerne qualcuno, questa sera si terrà l’atteso incontro del Direttorio provinciale della Lega per Salvini Premier (e se non si può premier, va bene anche qualcos’altro).

Molte cose all’ordine del giorno, ma è d’uopo iniziare, dapprima, con l’appello.

Convoca il Commissario del Carroccio Enrico Montani, per vedere riuniti alla Sede di Corso Fiume i Signori: Daniele Baglione, Eraldo Botta, Carla Camoriano, Angelo Dago, Gian Carlo Locarni, Alessandro Montella, Gian Mario Morello, Alberto Pipitone, Massimo Simion, Alessandro Stecco, Carlo Stragiotti.

I ruoli sono quelli istituzionali: capigruppo in Comune e Provincia, capi delegazione in Giunta, Consiglieri regionali, incaricati di Settore (Enti Locali per esempio), Segretari di Sezione, Consiglieri Regionali.

Tranne che, se uno chiede cosa ci facciano, allora, (seguendo i criteri enunciati) Botta e Morello, in risposta si vedono braccia allargate.

Ma non è questo il punto e bisogna andare con ordine, ora, ad esaminare l’Ordine del Giorno.

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Punto primo: tesseramento.

La componente ancora tiramaniana della Lega provinciale pare nutra dubbi che gli si vogliano segare i passaggi al grado di militante di alcuni loro tesserati.

Sarà vero, non sarà vero?

A tutta prima, il comune cittadino, sarebbe portato a rispondere con un franco: e chi se ne frega?!

Però, no, dài. Stiamo a vedere.

Secondo punto: si parla di Congresso?

Pare, al momento di no.

Anche perché il 2024 è vicino e si rinnoveranno sia i principali Comuni, sia il Capoluogo, ma soprattutto – di nuovo con voto a suffragio universale – anche la Provincia.

Se da Novara ed Alessandria lasciassero qui, tutti soli, Occhi Buoni ed il Conquistatore di Lenta, quelli di Fratelli d’Italia se li mangerebbero ciucciandoli come cozze, avendo poi cura di smaltire i gusci (valve) in modo corretto nel contenitore appropriato.

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Facili, dunque, i primi due punti.

Ora si va nel difficult.

Perché fonti solitamente bene informate dicono: ma sapete, Signori cari, che la (ormai famosa, quanto riservata) mozione di sfiducia nei confronti di Romano Lavarino, per cacciarlo dalla Presidenza del Consiglio Comunale di Vercelli, non si riesce nemmeno a presentare?

Si badi: non diciamo a votare da parte di una maggioranza di Consiglieri.

No, neppure a presentarla, quando occorrono soltanto 11 firme di altrettanti Consiglieri Comunali.

Non ci sono nemmeno quelle.

Ma qui bisogna andare con ordine.

Ci vuole ancora un po’ di pazienza, prima di affrontare gli ultimi due punti, quelli che riguardano il Sagacissimo ed il Consigliere Comunale leghista Franco Vercellino.

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Dunque la mozione di sfiducia.

Abbiamo visto nella Trippa numero 899 – leggi qui –   

che, vistosi ormai sgamato come quinta colonna dell’Onorevole emerito valsesiano e (quindi) ora come uovo di cuculo del Ghiottone (de)posto nel nido della Lega, il Luogotenente in congedo ha fatto su armi e bagagli ed è passato agli ordini dello stesso Ghiottone.

La cosa ha assai indispettito i leghisti, anche perché il Romano ha pensato bene di lasciare il Carroccio dove era stato eletto nel 2019, ma non il posto di Presidente del Consiglio Comunale, che frutta la bella cifretta di 3 mila euro lordi al mese.

E buttali via!

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Un partito in cui gli attributi fossero stati in corrispondenza del quadrante anatomico tradizionalmente preposto ad ospitarli, che avrebbe fatto?

Alcuni esempi possibili.

Il primo.

Avrebbe detto qualcosa come: guardate Signori cari della maggioranza (sarebbero gli “alletati” di Fratelli d’Italia e Forza Italia, ndr), sapete che c’è?

C’è che, se non vi arrangiate voi in qualche modo, a mandare a casa Lavarino dalla carica di Presidente, noi – per esempio – non vi votiamo il Bilancio, quindi a casa ci andate voi e, poi, in sovrammercato, ad ogni deliberazione un po’ critica, vi facciamo mancare i voti.

Discorsi ai quali il Pirata è aduso, perché sono un po’ gli stessi che pare si sia sentito pronunciare quando, volendo il tandem Ghiottone – Emerito, fare fuori Tascini, si sentì dire più o meno così: caro Pirata, se non togli le deleghe a Tascini,

la Lega non viene più né in Giunta, né in Consiglio – leggi qui – .

E il Pirata, come sappiamo, calò le brache.

Che – va detto per inciso – non calò, invece, mai, quando discorsi analoghi glieli fecero, a proposito di altri Assessori giubilandi, in rampa di lancio, calibri del tipo di Roberto Rosso o Gianluca Buonanno.

Il tempo passa per tutti.

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Ma torniamo a bomba.

Il secondo, tra gli esempi possibili.

Avrebbero, in alternativa, oppure preliminarmente, potuto dire: sapete che c’è?

C’è che adesso prepariamo noi (noi Lega) una bella mozione di sfiducia e poi chiediamo alle Opposizioni di firmarla tutti insieme e vediamo come va a finire.

E questa sarebbe stata una strategia minimale, ma concreta per tentare di porre rimedio al criptorchidismo che pare essere la dominante politica di quattro anni nella vita del gruppo leghista in Comune.

Invece, niente.

Anzi.

Hanno addirittura sperato che le castagne fossero tolte loro dal fuoco dalle Opposizioni, illudendosi che sarebbe stato possibile un siffatto discorso:

dapprima, le Opposizioni preparano la mozione di sfiducia.

E, poi, noi facciamo la faccia di quelli che sono stupìti: oppobbacco oppobbacco (come avrebbe detto Diego Abatantuono) le Opposizioni presentano la sfiducia?

E noi valutiamo se votarla o no.

Capito?

A questo punto – è notizia delle scorse ore – pare proprio che alcuni Consiglieri di Opposizione abbiano detto: ma perchè dobbiamo togliere noi le castagne dal fuoco alla Lega?

Noi firmiamo solo e se vediamo “prima” le firme della Lega.

Risultato: quindi, per ora, niente mozione di sfiducia a Lavarino.

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Riassumendo, quindi, i Consiglieri leghisti (nemmeno fossero come Enrico Letta, nella sapida caricatura che ne fa Crozza) né fanno rappresaglia per ottenere dai Fratelli e da Forza Italia la rimozione di Lavarino, ma nemmeno prendono un’iniziativa, mettono fuori la testa e, insomma, fanno qualcosa di politico.

Del resto, hanno passato tre ed ormai quasi quattro anni a mandare giù qualsiasi cosa, anche perché, non sempre e per tutti è il sacrificio è stato gratis.

Ad esempio: è stato proprio Dante a beneficiare del posto lasciato vuoto da Tascini.

E, forse non per caso, è ora proprio lo stesso Dante a frenare (dicunt) ogni azione che potrebbe manifestare (e recuperare) una pur tardiva e minima dignità politica da parte della Lega in Comune di Vercelli.

Intanto il ri-fondatore della lingua italiana sa bene che mai più potrà fare l’Assessore, con i 3 mila e rotti euro al mese che ora frutta l’incarico: meglio resistere ancora 14 mesetti, che tanto passano in fretta.

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Ed è proprio a questo punto che si porrebbe l’ulteriore argomento all’Ordine del Giorno di questa sera, quando sarebbero (dicunt) attese le voci di chi vorrebbe un passo indietro di Locarni:

Il Segretario Cittadino della Lega, infatti, come abbiamo visto, non soltanto non prende iniziative (in altri contesti, sarebbe proprio il Segretario politico ad andare a cercare i Consiglieri per la firma della sfiducia a Lavarino), ma pare proprio che stia frenando ogni azione fosse anche proposta (o coperta) dai vertici regionali, che fosse suscettibile di fare incavolare il Ghiottone, il Pirata e l’On. Emanuele Pozzolo.

E tutto ciò per non rischiare di perdere il posto di Assessore e gli euri correlati.

Del resto, quelli di Fratelli d’Italia lo avrebbero già detto: se belate un po’ più forte, vi facciamo saltare (a voi della Lega) un Assessore per mettere in Giunta Donatella Demichelis.

E, da quel momento, Dante pare abbia i sudori freddi.

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Ed ecco, dunque, l’ulteriore punto all’Ordine del Giorno.

Alcuni potrebbero dire, magari già questa sera: ma guardate, Signori cari, non vi sembra il caso che eleggiamo un nuovo Segretario politico cittadino?

Perché questo tende un po’ a fare la politica per la conservazione del suo posto (come tutti, peraltro), ma lui potrebbe tenere bloccata la linea politica del partito, proprio perché è il Segretario.

Se il discorso salterà fuori, vedremo come andrà a finire.

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Ed ecco il punto (l’ultimo, perché poi c’è gente che deve fare dei chilometri per tornare a casa) che riguarda (potrebbe riguardare) Vercellino ed il Sagacissimo.

A propositi dell’anziano Consigliere, per ora si sa solamente che sarà (potrebbe essere) il prossimo ad andarsene in Fratelli d’Italia.

Questa sera (inventiamo) l’alto consesso leghista potrebbe, ad esempio, stabilire di anticipare i tempi, mandando una mail al Ghiottone per dire di venirselo a prendere entro e non oltre una tal data?

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Resta il già citato nodo “Sagacissimo”.

Cosa ci stia a fare ancora nella Lega lo sa soltanto (forse) il Sommo Pontefice.

Ma pare che nessuno abbia la crudeltà di dirgli qualcosa che potrebbe suonare così: ma ci dici per cortesia quando te ne vai?

Cosa aspetti ancora?!

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Anche per “stanare” queste posizioni un po’ a bagnomaria, la soluzione potrebbe essere proprio quella di proporre ai Consiglieri Comunali residui della Lega, di presentare la mozione di sfiducia a Lavarino.

Si otterrebbero (forse) i seguenti risultati correlati.

Il primo: Locarni dovrebbe decidere tra la politica ed il posto.

Secondo: probabilmente Vercellino se ne andrebbe, e sarebbe comunque una cosa chiara.

Terzo: Simion deciderebbe a sua volta, assai probabilmente per il posto.

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Come finirà?

Deciderà il “Direttorio” di questa sera, convocato in Corso Fiume.

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