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Casale e Monferrato casalese, Trinese

DA TRINO A CREA - Tanta gente per il pellegrinaggio a piedi al Santuario Mariano che custodisce la Madonnina portata da Sant'Eusebio - Clima di amicizia, preghiera, affidamento a Maria, che ha fatto bene ai cuori - Molto apprezzate le parole del Rettore del sacro luogo, Mons. Franco Mancinelli e del Parroco, Don Claude Tossou -

Primo maggio, festa di San Giuseppe lavoratore

(marilisa frison) – Un Primo Maggio da record per la tradizione trinese.

Circa 150 pellegrini hanno partecipato ieri al cammino verso il Sacro Monte di Crea, numeri che non si registravano da anni.

Il ritrovo alle 6:45 alla Cappelletta ha visto convergere famiglie, gruppi di amici e una forte componente giovanile.

Il cielo non era limpido, ma prometteva bene e ha retto per tutto il percorso.

In molti altri hanno poi raggiunto il Santuario di Crea, nel Monferrato casalese, con mezzi propri.

Il variopinto sciame di persone oranti si è snodato tra le colline con soste di preghiera a Camino, Rocchetta e alla Madonnina, prima della pausa caffè e dell’ultima salita.

Proprio l’ultimo tratto, il sentiero noto come “100 scalini” che sbuca direttamente sul piazzale del Santuario Mariano, ha messo alla prova i pellegrini: una rampa ripida, nel bosco, che porta ai 455 metri del Sacro Monte, parte del sito UNESCO dei Sacri Monti del Piemonte.

Ad attendere i fedeli, alle 11, Mons. Franco Mancinelli, Rettore del Santuario per la Santa Messa. Presenti anche i pellegrini di Borgo Ticino, Novara.

“Tre diocesi oggi qui riunite: Novara, Vercelli e Casale Monferrato, a cui il Santuario appartiene”, ha sottolineato il Rettore in apertura.

La celebrazione è stata presieduta dal parroco di Trino don Claude Tossou, concelebrata dal Rettore e da altri sacerdoti.

Il coro della parrocchia di San Bartolomeo di Trino ha animato la liturgia.

Nell’accoglienza e nell’omelia, don Claude ha legato il Pellegrinaggio alla memoria di San Giuseppe lavoratore, celebrato il 1° Maggio:

La Madonna è molto contenta di questo cammino fatto in suo onore. Gradisce e tiene conto di tutto, anche della fatica di ogni scalino”. Un riferimento anche alla “saggezza delle parole di Gesù nei suoi incontri pubblici”, come modello di dialogo.

Dopo la Messa, il piazzale e i prati del Santuario si sono popolati per il pranzo al sacco tra le 23 cappelle seicentesche del Sacro Monte.

Alcuni gruppi hanno poi scelto di rientrare a Trino nuovamente a piedi.

Decisivo, per l’ottima riuscita dell’iniziativa, il coinvolgimento degli Animatori dell’oratorio per la presenza giovanile.

Si è camminato, si è pregato, si è parlato. Tutti con tutti.

Un Primo Maggio diverso.

Un Pellegrinaggio vissuto nell’amicizia, tra persone e nella filiale amicizia con la Madre Celeste, cui sempre ci affidiamo con fiducia, che ha lasciato pace e un po’ di leggerezza.

Per qualche ora i pensieri grevi sono rimasti a valle, e nei cuori è entrata la consapevolezza di aver condiviso qualcosa di bello e buono.

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