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Nello Spazio Arancio della Regione Piemonte

TORINO - "Voci di donne in Piemonte" della vercellese Elisabetta Dellavalle al Salone del Libro - Sono partigiane, intellettuali, artiste, medici, lavoratrici: queste donne si sono battute con la voce e con le azioni per gli ideali di libertà e di uguaglianza .

La scansione cronologica dei profili parte da Maria Antonietta Torriani, nata nel 1840, e termina con Rossana Benzi, nata nel 1948

Lo Spazio Arancio della Regione Piemonte al Salone del Libro di Torino ha ospitato ieri, domenica 17 maggio alle 12.30 la presentazione di Voci di Donne in Piemonte che, scritto da Elisabetta Dellavalle, è edito da Interlinea.

In dialogo con la scrittrice Laura Bosio, che ne ha scritto l’introduzione, e con la moderazione di Enrico Pagano, Direttore di Istorbive, Istituto capofila del progetto editoriale.

L’autrice ha presentato un’opera dalla struttura particolare e dalle finalità sociali e storiche innegabili: seguendo il calendario temporale che ogni anno unisce il 25 aprile al 2 giugno, giorno dopo giorno vengono raccontate le vite di altrettante donne, o gruppi di donne che lottano per una sola e giusta causa, in 39 capitoli loro dedicati.

Sono figure piemontesi vissute tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Duemila che, con le loro scelte e il loro coraggio, hanno contribuito – in alcuni casi pagando con la vita – alla nascita dello stato democratico”, recita la quarta di copertina, che specifica anche “sono partigiane, intellettuali, artiste, medici, lavoratrici e non solo: queste donne, alcune immeritatamente dimenticate, si sono battute con la voce e con le azioni per gli ideali di libertà e di uguaglianza”.

La scansione cronologica dei profili parte dalla più ‘lontana’ nel tempo, Maria Antonietta Torriani la scrittrice al femminile conosciuta come la Marchesa Colombi, che è nata nel 1840, e termina con la più recente, Rossana Benzi che, nata nel 1948, ha portato avanti battaglie per l’uguaglianza e i diritti dalla sua camera di ospedale, chiusa nel polmone d’acciaio, simbolo di tenacia e forza per tutte e tutti.  

Questa scansione temporale viene interrotta solo dalle date ‘simboliche’: il 25 aprile ha i nomi delle giovani staffette cadute Santina Riberi e Rosanna Re; il 1 maggio ricorda il lungo sciopero delle sartine torinesi, le ‘Caterinette’, mentre il 1 giugno è giustamente dedicato alle mondine di Vercelli che 120 anni fa, il 1 giugno del 1906, ottennero le 8 ore di lavoro in risaia.

Dovutamente, il 2 giugno è il giorno delle tre madri costituenti piemontesi, le torinesi Angiola Minella, Rita Montagnana e Teresa Noce.

Sono spunti di lettura, piccoli scritti da vivere come istantanee, nella speranza che possano essere l’inizio di un cammino di curiosa ricerca per ragionare su quanto fatto, spesso in silenzio, da queste donne”: così nella prefazione, che specifica inoltre come siano solo “una minima parte di quante operarono con coraggio e determinazione. Donne resistenti in ogni tempo: nella monarchia, nella dittatura e nella Resistenza. Simboli di una forza che non si può dimenticare, quella della lotta per la Libertà”.  

 

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