(Elisabetta Acide) – “Il cuore parla al cuore”: questo il titolo scelto per la tre giorni che si è tenuta a Roma, meeting dei docenti di Religione Cattolica (Roma 23-25 aprile 2026), che alla presenza del Card. Matteo Zuppi, del Ministro Giuseppe Valditara in collegamento in diretta, di Mons. Giuseppe Baturi a cui è stato affidato il saluto generale, di Mons Claudio Giuliodori, sotto la “regia” di Don Alberto Gastaldi, responsabile del Servizio Nazionale per l’I.R.C., si sono confrontati sul “pianeta giovani e scuola”.
Una tre giorni che ha sottolineato l’importanza di una disciplina che spesso, lo sappiamo, non è sempre “apprezzata” o “considerata” dal mondo della scuola, ma che è autentico momento di “dialogo” e “confronto”, “risorsa” che può offrire agli studenti, ai giovani, alla società ed a volte anche agli adulti che abitano la scuola, spazi di condivisione e risposte.
“Il cuore parla al cuore”, parole ispirate al motto cardinalizio di san John Henry Newman, dottore della Chiesa e co-patrono del mondo educativo, che con “cor ad cor loquitur” indica una frase di San Francesco di Sales, il quale affermava:: “che tu stesso abbia assimilato a fondo e sia pienamente persuaso della dottrina della quale vuoi persuadere gli altri.
Il massimo dell’artificio sarà l’assenza di artificio.
Le tue parole ti infiammino non d’esagerati clamori e gesticolazioni, ma d’intimo affetto, sgorghino dal cuore piuttosto che dalla bocca, per quanto abbiamo potuto dire con la bocca: il cuore parla pur sempre al cuore, mentre la lingua non fa che colpire l’orecchio”.
Il “cuore che parla al cuore” allora, con rispetto, onestà, amore. Vicinanza, disponibilità, incontro.
Ecco, per l’ascolto degli interventi Teleradiopace Tv che ha curato la registrazione integrale delle giornate
Il momento conclusivo e ricco è stata l’udienza speciale di Papa Leone XIV in Aula Paolo VI per il III Meeting Nazionale degli insegnanti di religione cattolica,che ha coinvolto quasi 6.000 insegnanti,provenienti da ogni regione, promosso dal Servizio Nazionale per l’IRC.
Un “momento” intenso ed un dono particolare che ha riempito i presenti di speranza.
Accolto, al suo ingresso con trepidazione e gioia, Papa Leone ha camminato tra i presenti elargendo sorrisi e strette di mano, segno e dimostrazione di “vicinanza” a chi ogni giorno, a nome della Chiesa, raggiunge, o almeno ci prova a raggiungere “il cuore” di tanti giovani, bambini, adolescenti, per dialogare e portare una parola che sappia rispondere a quelle inquietudini che “abitano” quei cuori.
Tra i presenti anche numerosi docenti di Religione Cattolica della Diocesi di Vercelli delle scuole di ogni ordine e grado, guidati dai delegati dell’Ufficio scuola il Direttore Prof. Giovanni Garlanda con la prof.ssa Barale Carla.
Le parole di Papa Leone, ascoltate in rispettoso e concentrato silenzio, sono arrivate “al cuore” dei docenti presenti.
Sono state parole che hanno esortato e sollecitato l’impegno di “credenti” senza “protagonismi”, ma portando Parola, parole e valori, con coerenza, ”vicinanza ed onestà”, in un mondo che spesso offre ai giovani solo “risposte preconfezionate”.
Molti i passaggi del suo discorso a cui occorre ritornare e su cui siamo chiamati a riflettere: aiutare i ragazzi a “lanciarsi nel dialogo interiore” (papa Leone utilizza l’efficace immagine del “trampolino”), “stringere alleanze educative”, proseguire il “lavoro impegnativo, silenzioso e spesso non appariscente”, di cui il Papa riconosce il valore e di cui ringrazia i docenti presenti, “promuovere pace”, il “dialogo” per “conoscere e amare ciò che si è, per saper incontrare l’altro con rispetto e apertura”.
Nel suo discorso Papa Leone XIV, non manca di sottolineare, quanto la disciplina, che seppur nella scuola non sempre venga valorizzata e considerata, possa costituire disciplina importante: “ L’ insegnamento della religione cattolica è una disciplina di grande valenza culturale, utile alla comprensione delle dinamiche storiche e sociali”
Papa Leone XIV già in occasione della giornata del Giubileo del mondo educativo del 30 ottobre 2025, aveva rivolto parole di speranza e di fiducia ai docenti che erano intervenuti e citando S: Agostino aveva sottolineato come “il Maestro è dentro. La verità non circola attraverso suoni, muri e corridoi, ma nell’incontro profondo delle persone, senza il quale qualsiasi proposta educativa è destinata a fallire”.
Parole dunque, che anticipavano quel “dialogo con il cuore” che ogni docente dovrebbe conservare nella relazione quotidiana, per “intercettare” i bisogni del “cuore”, le inquietudini più profonde, le istanze che parlano al cuore ed alla vita degli studenti e farle diventare “dialogo” ed ascolto, riflessione e cammino.
Il titolo scelto per il meeting di S. John Henry Newman sintetizzava con l’espressione: cor ad cor loquitur viene ripreso proprio da Papa Leone che non manca di sottolineare come il cuore ha bisogno di “verità e significati autentici” e “i giovani… spesso nascondono l’inquietudine e la sofferenza di chi “sente troppo” e in modo troppo intenso, senza riuscire a dare un nome a ciò che sperimenta”.
Impegno e responsabilità dunque, a cui tutti devono sentirsi chiamati per una “missione”: formare “cuori” capaci di “ascolto del cuore, e con ciò alla libertà interiore e alla capacità di pensiero critico”, trasmettere con autorevolezza anche quei “contenuti difficili” con “umile vicinanza” e con “coerenza ed onestà” per rispondere alle “grandi domande della vita”.
Particolarmente bello, a mio parere, il pensiero del suo discorso che dovrebbe, forse “animare” ogni docente appassionato della sua disciplina: gli studenti:
“ricorderanno gli occhi e le parole di chi ha saputo riconoscere in loro un dono unico, di chi li ha presi sul serio, di chi non ha avuto paura di condividere con loro un tratto di strada, mostrandosi a sua volta uomo e donna che cerca, pensa, vive e crede”.
Con questo pensiero credo, ogni docente, arriverà a casa e riprenderà il suo consueto impegno lavorativo con una cura particolare nelle relazioni.
Certo ai docenti si chiede solida competenza disciplinare, passione per lo studio, la ricerca l’aggiornamento, preparazione didattica e pedagogica,ma anche tanta umanità, tanta coerenza, tanto coraggio per aiutare i giovani a crescere con l’impegno della ricerca del vero e del bene, con la responsabilità che a tutti è chiesto di non manipolare e di non farsi manipolare, non cedere alle lusinghe dell’accomodamento, ma camminare sulla strada dell’umano per trovarlo in ogni uomo e donna che si incontra.
Ed il papa non manca di “spronare” i “suoi” docenti ad essere: “servitori del mondo educativo, coreografi della speranza, ricercatori infaticabili della sapienza, artefici credibili di espressioni di bellezza”.
Risuonano forse in questo “essere coreografi della speranza” quelle parole che sentii pronunciare con grande emozione da Benedetto XVI qualche anno fa (era il 2009 e mi trovavo ancora a Roma proprio per l’occasione nella stessa Aula Paolo VI con il Direttore dell’Ufficio Scuola dell’epoca), parlando ai docenti di religione cattolica, quando disse:
“date un’anima alla scuola”, “la scuola e la società si arricchiscono di veri laboratori di cultura e di umanità, nei quali, decifrando l’apporto significativo del cristianesimo, si abilita la persona a scoprire il bene e a crescere nella responsabilità, a ricercare il confronto ed a raffinare il senso critico, ad attingere dai doni del passato per meglio comprendere il presente e proiettarsi consapevolmente verso il futuro”.














