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NOTIZIE DAI CARABINIERI – 25 novembre: Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. Il bilancio delle attività svolte in provincia di Vercelli      

Ad oggi sono stati riscontrati 76 reati di violenza di genere per i quali sono state attivate le procedure “Codice Rosso”

Provincia di Vercelli, Vercelli Città

La celebrazione della “Giornata mondiale contro la violenza sulle donne”, che quest’anno cade  in un momento in cui questo gravissimo fenomeno risulta quanto mai alla ribalta a seguito di tristi quanto eclatanti episodi, induce anche l’Arma dei Carabinieri a trarre un bilancio delle attività svolte, in provincia di Vercelli, sia per soddisfare i propri obiettivi istituzionali, sia in funzione della
tradizionale vicinanza a tutta la popolazione, in particolare a coloro che, per qualsivoglia motivo, si trovino in condizioni di difficoltà.

Lo specifico settore della violenza di genere ha avuto un forte impulso nel corso del 2023, anche a seguito di ripetute campagne di sensibilizzazione a livello nazionale e locale, ed i risultati, quantomeno nell’ottica di una presa di coscienza più incisiva che in passato, si sono visti.

Infatti, durante l’anno in corso risultano essere stati denunciati, e perseguiti, solo ai reparti dell’Arma dei Carabinieri, ben 76 reati di violenza di genere per i quali si è proceduto ad attivare le procedure per il cosiddetto “Codice Rosso”, ovvero quelle speciali tutele previste dalla Legge 69/2019 finalizzate da una parte a salvaguardare le parti offese offrendo, se richieste, maggiori protezione e sorveglianza, e dall’altra a garantire una corsia preferenziale nello svolgimento delle attività giudiziarie connesse alla punizione dei reati commessi ed alla prevenzione della posa in essere in futuro di ulteriori condotte illecite da parte dei presunti responsabili.

Particolare attenzione è stata anche rivolta al fenomeno del “revenge porn”, ovvero la diffusione di immagini e/o filmati destinati a rimanere privati, di cui si ha la sensazione che non sia emerso ancora nelle sue reali dimensioni in quanto fonte di particolare senso di vergogna da parte delle vittime, che quindi non sono sempre ben disposte a denunciare.

La partecipazione di personale dell’Arma a convegni ed iniziative anti-violenza, l’istruzione di militari – specialmente di sesso femminile – attraverso la partecipazione a specifici corsi di aggiornamento organizzati a livello centrale, la diffusione di informazioni sui fenomeni della violenza di genere mediante lo svolgimento di conferenze nelle scuole, la distribuzione di materiale
informativo, sono tutti metodi in essere per contribuire ad arginare questi odiosi fenomeni criminali, dando sempre la priorità alla protezione delle vittime e cercando di fornire loro un senso di sicurezza e di vicinanza delle Istituzioni.

Tutto ciò è sufficiente? Certamente no, ma c’è il forte impegno a proseguire su una strada, ormai tracciata, di maggiore considerazione soprattutto nei riguardi di chi denuncia, e di inflessibile severità nel perseguire i presunti responsabili di violenza di genere, senza trascurare anche nei riguardi di quest’ultimi la possibilità di offrire loro, qualora se ne dimostrino realmente interessati e senza sminuire la portata di eventuali condanne penali ricevute, un percorso che li porti ad acquisire consapevolezza delle proprie responsabilità e riscatto per un futuro senza più l’uso della violenza nei confronti del prossimo, chiunque esso sia.

Redazione di Vercelli

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