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FIORILE E MESSIDORO - Prosegue la rassegna “Un incantevole XXV Aprile”- In prima linea: Marie Colvin        

In programma il primo degli ultimi due appuntamenti che concluderanno la rassegna 2023/24 che ha per tema i Cronisti di guerra

Valsesia e Valsessera

Nuovo anno, nuovo appuntamento con la rassegna biblio-cinematografica Un incantevole XXV Aprile.

Il 14 gennaio, nella consueta cornice del Salone XXV Aprile in Via D’Adda 33 a Varallo, si terrà il primo degli ultimi due appuntamenti che concluderanno la rassegna 2023/24 che ha per tema i Cronisti di guerra.

La guerra… tema purtroppo di grande attualità: ne sentiamo parlare ormai tutti i giorni con la sua cronaca di morti, di distruzione, di soprusi.

E’ stato anche tema del discorso del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella come saluto di fine anno ai cittadini e a lui lasciamo la parola: “La guerra, ogni guerra, genera odio e l’odio durerà, moltiplicato, per molto tempo dopo la fine dei conflitti. […]

Il rischio concreto è di abituarsi a questo orrore […]

Vite spezzate, famiglie distrutte, una generazione perduta; macerie non solo fisiche che pesano sul nostro presente e graveranno sul futuro delle nuove generazioni. […]

La guerra non nasce da sola, nasce da quel che c’è nell’animo degli uomini, dalla mentalità che si coltiva, dagli atteggiamenti di violenza, di sopraffazione che si manifestano. […]

Parlare di pace oggi non è astratto buonismo, al contrario è il più concreto e urgente esercizio di realismo. […]

E impegnarsi per la Pace significa considerare queste guerre una eccezione da rimuovere e non la regola per il prossimo futuro […]

E’ in questo contesto che si inserisce la rassegna di questo anno, conseguenza dell’umore dei tempi.

Ed è a una delle voci più competenti e riconosciute in ambito di giornalismo estero come inviata di guerra che noi ci affidiamo: Marie Colvin.

Pratica della zona del Medio Oriente, inviata in Cecenia, Kosovo, Sierra Leone, Zimbabwe, Sri Lanka, Timor Est, coprì tutte le zone di guerra più “calde”.

Vinse molti premi per il suo coraggio nell’esporsi fisicamente ai pericoli e per quello di dire sempre la verità, dando voce ai veri protagonisti: i civili.

Nel corso della sua carriera Marie Colvin incontrò e intervistò molti capi di Stato e leader militari, ma la sua “passione” era soprattutto quella di raccontare l’impatto che la guerra aveva nella vita delle popolazioni. “Queste sono persone che non hanno voce. Sento di avere una responsabilità morale nei loro confronti, che sarebbe da codardi ignorare”.

Marie Colvin è morta il 22 febbraio 2012 in Siria, all’età di 56 anni, uccisa mentre  lasciava una sede media non ufficiale durante l’offensiva di Homs.

Il mio lavoro è testimoniare” diceva.

Per le letture prendiamo la voce dai suoi articoli; quanto al film, abbiamo scelto il biopic “A private war” diretto da Matthew Heineman con Rosamund Pike nei panni della reporter.

 

Redazione di Vercelli

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