E se per migliorare una città fosse necessario, prima di tutto, imparare a guardarla con occhi diversi? Non soltanto strade, piazze, edifici e giardini, ma un insieme di spazi, relazioni, percorsi ed energie che contribuiscono a definire il modo in cui viviamo e percepiamo l’ambiente urbano.
È da questa riflessione che nasce “Feng Shui urbano – Un nuovo sguardo su Gattinara”, l’incontro promosso dal Comune di Gattinara, in programma venerdì 23 ottobre 2026, alle ore 21.00, presso la Sala Conferenze di Villa Paolotti, in Corso Valsesia 112.
Una serata che andrà ben oltre la semplice presentazione di un’antica disciplina orientale: al centro dell’appuntamento ci sarà infatti uno studio specifico sulla città di Gattinara, realizzato da un gruppo di professionisti, architetti e ingegneri, che hanno analizzato il tessuto urbano attraverso i principi del Feng Shui, individuando possibili interventi e soluzioni per migliorare la qualità della vita, la percezione degli ambienti cittadini e la fruibilità degli spazi pubblici.
Un lavoro che mette in relazione conoscenze tecniche, sensibilità progettuale e principi della tradizione orientale, con l’obiettivo di proporre una lettura originale della città e offrire nuovi spunti per valorizzarne gli spazi.
A guidare il pubblico alla scoperta del Feng Shui sarà il Dott. Federico Gotsch, consulente e insegnante certificato in Chue Style Feng Shui, che illustrerà i fondamenti di questa disciplina e le sue applicazioni all’architettura e all’urbanistica.
Il Feng Shui, letteralmente “vento e acqua”, affonda le proprie radici nell’antica cultura cinese e si basa sull’osservazione delle relazioni tra l’uomo e l’ambiente. Secondo questa tradizione, ogni luogo è attraversato da un’energia vitale, chiamata Qi, il cui equilibrio è considerato fondamentale per favorire armonia e benessere.
Applicato alla dimensione urbana, il Feng Shui propone di osservare la città come un organismo complesso, nel quale la disposizione degli edifici, l’orientamento delle strade, la conformazione delle piazze, la presenza del verde e dell’acqua, i percorsi pedonali e i flussi del traffico concorrono a definire l’identità e la percezione degli spazi.
Ma cosa accade quando questi principi vengono applicati concretamente a una città come Gattinara?
È proprio a questa domanda che cercherà di rispondere lo studio elaborato dal gruppo di professionisti, che ha preso in esame la realtà urbana gattinarese per individuare possibili criticità, potenzialità e opportunità di miglioramento.
L’attenzione si è concentrata in particolare sul rapporto tra gli spazi costruiti e le persone, sulla percezione dei luoghi, sull’organizzazione dei percorsi e sulle modalità con cui cittadini e visitatori vivono e utilizzano gli ambienti pubblici.
Non soltanto un’analisi teorica, dunque, ma un insieme di riflessioni e proposte progettuali che potranno offrire all’Amministrazione comunale nuovi elementi di valutazione per rendere Gattinara una città sempre più armoniosa, accogliente e vivibile.
L’iniziativa nasce grazie anche alla fattiva collaborazione dell’Architetto Andrea Caligaris e si inserisce nel percorso di attenzione che l’Amministrazione comunale dedica alla valorizzazione del territorio, alla qualità degli spazi pubblici e al benessere della comunità.
«Una città non è fatta soltanto di edifici e infrastrutture, ma soprattutto delle persone che la vivono – sottolineano il Sindaco Maria Vittoria Casazza e il Vicesindaco Daniele Baglione -. Per questo riteniamo importante continuare a interrogarci su come migliorare i nostri spazi pubblici, renderli più accoglienti, funzionali e capaci di favorire le relazioni. Lo studio realizzato da questo gruppo di professionisti rappresenta un contributo interessante, perché ci offre la possibilità di osservare Gattinara da una prospettiva diversa, individuando nuove opportunità di valorizzazione. Non significa mettere in discussione gli strumenti tradizionali della pianificazione urbanistica, ma arricchire la riflessione con sensibilità e punti di vista differenti. Perché migliorare una città non significa necessariamente trasformarla, ma talvolta imparare a riconoscerne le potenzialità, valorizzarne gli equilibri e ripensare il rapporto tra gli spazi e le persone».
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Redazione di Vercelli

















