(gabriella franzino – edy guglielmetti) – Il primo maggio 2026, a Feletto, si è celebrata, presso la Piccola Casa della Divina Provvidenza, l’annuale festa di San Giuseppe Benedetto Cottolengo.

Preceduta dal triduo con le S. Messe celebrate da Don Alessandro Botalla martedì 28 aprile, da Don Raffaele Roffino mercoledì 29 e, giovedì 30, memoria liturgica del Santo, da don Ilario Rolle.
La festa ha avuto il suo culmine con la messa solenne celebrata dal Vescovo di Ivrea Monsignor Daniele Salera, concelebrata dal parroco di Feletto don Stefano Teisa; dai sacerdoti cottolenghini don Giovanni Morero, vice padre generale della Piccola Casa di Torino e don Roberto Provera; dai Padri Oratoriani Padre Andrea Plichero e Padre Samuele Menini.
Presenti le autorità cittadine con il Sindaco, signora Cristina Ferrero; il comandante dei Carabinieri di Rivarolo Alfonso Lombardi.
Ha animato la Liturgia la Cantoria parrocchiale.
E proprio alle autorità si è rivolto il Vescovo all’inizio dell’omelia ringraziandole perché, con la loro presenza alle solennità religiose, sono testimonianza di vicinanza della comunità civile ed attenzione verso valori condivisi.
Il Vescovo ha proseguito ricordando, assieme a san Giuseppe Benedetto Cottolengo, il Beato Fratel Luigi Bordino che, più di un secolo dopo la morte del Fondatore della Piccola Casa, ne ha portato avanti l’opera e lo spirito, dedicandosi agli ultimi, ai più bisognosi.
Ha sottolineato come entrambi fossero pervasi da una “santa inquietudine” cioè dalla consapevolezza che la vita doveva essere donata mettendo in pratica il Vangelo: il cristiano non si siede, è sempre in cammino, cerca di leggere le tracce che Dio lascia nella sua vita affinché si possa, nel quotidiano, fare la Sua volontà.

Al termine della Messa, dopo la benedizione impartita dal Vescovo, la statua del Santo, accompagnata dai fedeli in processione, ha percorso la lunga via che porta alla piazza dove il suono delle campane lo ha accolto con un festoso tripudio.

Per concludere la bella ricorrenza, dopo la benedizione finale, un graditissimo rinfresco ha accolto tutti i fedeli nell’ampio cortile della Casa.
“Le celebrazioni per il bicentenario dell’ispirazione carismatica ricevuta da San Giuseppe Benedetto Cottolengo continuano. – Spiega fratel Mauro Ripamonti – Il 2026 è un anno di preparazione intensa le cui celebrazioni mettono in risalto, delle tre Virtù Teologali, il tema della Fede e della Divina Provvidenza portato avanti negli anni con l’opera di Suore, Fratelli, Sacerdoti, volontari e personale laico”.
































