Nel corso del primo trimestre del 2026 il valore delle esportazioni dell’Alto Piemonte, l’area che comprende le province di Biella, Novara, Vercelli e del Verbano Cusio Ossola, ha superato i 3,28 miliardi di euro, registrando una lieve flessione del -0,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il dato complessivo deriva da andamenti diversificati a livello settoriale e territoriale e va letto tenendo conto della parzialità del segmento temporale dei primi tre mesi dell’anno.
In particolare, il tessile e abbigliamento, settore che rappresenta il 32,5% dell’export totale dell’area, segna un incremento del +6,5% a livello di quadrante, pur mostrando segnali di stazionarietà nella realtà biellese.
In contrazione appare il comparto dei macchinari (-4,7%), che resta il secondo settore per valore, con il 17,9% del totale. In calo del -5,3% anche le sostanze e i prodotti chimici (12,5% dell’export complessivo), penalizzati dalle performance del Novarese. Flettono, infine, i prodotti alimentari e bevande (-4,6%), che rimangono al quarto posto nella graduatoria coprendo il 9,8% del valore dell’export locale.
Il risultato complessivo delle quattro province (-0,8%) si pone in controtendenza rispetto al quadro generale, che vede il Piemonte crescere del +2,8% e l’Italia del +1,3%. Le vendite all’estero del quadrante rappresentano comunque il 21% del totale del Piemonte, che si conferma la quinta regione esportatrice d’Italia.
La lieve diminuzione registrata a livello complessivo nell’Alto Piemonte rappresenta la sintesi di dinamiche territoriali eterogenee.
A registrare una flessione sono le due province con il peso specifico maggiore, ovvero Novara (-1%) e Vercelli (-4%), un andamento parzialmente mitigato dalle performance del Verbano Cusio Ossola (+5,1%) e di Biella (+4%).
Sul fronte geografico, i mercati dell’Unione Europea si confermano la destinazione principale, assorbendo il 61,3% delle vendite, con un incremento del +3,6%, mentre l’andamento dell’export verso i Paesi extra-UE risulta in calo (-7,1%).
Guardando ai maggiori mercati di sbocco, Germania e Francia mantengono la leadership di principali partner commerciali per quasi tutte le realtà provinciali, con alcune differenze a livello locale.
«I dati del primo trimestre 2026, pur nella loro parzialità temporale, fotografano un Alto Piemonte che viaggia a due velocità, risentendo direttamente delle complessità geopolitiche e della frenata di alcuni mercati tradizionali – commenta Angelo Santarella, presidente della Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte -. A fronte di performance territoriali positive e di comparti storici che dimostrano una capacità di tenuta, scontiamo rallentamenti in altre filiere strategiche. In questo scenario il ruolo della Camera di Commercio diventa ancora più centrale: non siamo solo osservatori, ma partner attivi delle imprese. Attraverso percorsi di formazione specialistica, digitalizzazione, supporto nella certificazione e orientamento verso nuovi mercati, grazie anche all’azione dell’Azienda Speciale Fedora, il nostro obiettivo è consolidare i punti di forza del territorio e offrire strumenti concreti alle filiere più esposte, lavorando per ridurre i divari interni e agganciare stabilmente la ripresa complessiva».
FOCUS BIELLA
Nel corso del primo trimestre 2026 le esportazioni biellesi (pari al 14,3% del quadrante) segnano un dato positivo, registrando un +4% per un totale di circa 468 milioni di euro.
Il comparto principale, quello tessile, si mantiene in sostanziale pareggio (+0,2%) grazie alla tenuta dei filati (-0,1%) e al buon andamento dei tessuti (+6%), che compensano il calo degli altri prodotti tessili (-10,4%). Di rilievo il dato degli articoli di abbigliamento, che mettono a segno un +41,8%. Appaiono in calo, invece, le sostanze chimiche (-19,6%) e la meccanica (-7%).
A livello di destinazioni, se l’area UE flette debolmente (-2%), l’export extra-UE accelera del +9,8%, trainato dalle tendenze verso Cina (+40,5%), Stati Uniti (+39,9%) e Svizzera (+23%).
FOCUS NOVARA
L’export novarese, che pesa per il 52,8% sulle vendite all’estero del quadrante (pari a un valore di oltre 1,73 miliardi di euro), registra una leggera contrazione del -1%. A pesare sono soprattutto i cali nei macchinari (-5,3%), nelle sostanze chimiche (-11,9%) e il crollo del coke e prodotti petroliferi raffinati (-41,4%). Variazioni positive vengono registrate per alcuni settori chiave, con un balzo in avanti per i prodotti tessili e abbigliamento (+28,7%) e per i prodotti in metallo (+11,2%). A livello geografico, i mercati UE crescono del +5%, con un incremento particolare per la Spagna (+21,9%), che si consolida come terzo mercato di elezione. Frenano invece le destinazioni extra-UE, in calo del -13,5%.
FOCUS VERBANO CUSIO OSSOLA
Nel primo trimestre 2026 il VCO esprime il 6,2% dell’export del quadrante ed è la provincia con la miglior performance relativa (+5,1%), per un valore complessivo che supera i 205 milioni di euro.
Le variazioni settoriali, pur ragionando su valori assoluti piuttosto bassi, vedono in forte crescita i due principali comparti territoriali: i metalli (+13,4%) e le sostanze chimiche (+37,1%).
Guardando ai Paesi di destinazione, cresce l’export verso la Svizzera (+35,7%), mercato principale per il VCO, seguita dalla Germania (+16,4%), mentre risultano in contrazione le vendite verso la Francia (-17,4%). Il mercato dell’Unione Europea (che assorbe il 62,9% del totale) registra un calo del -5,1%, a fronte dell’incremento verso i Paesi extra-UE del +28,4%, variazione sospinta dal dato della Svizzera e relativa a valori assoluti contenuti.
FOCUS VERCELLI
Le esportazioni della provincia di Vercelli (che incidono per il 26,7% sull’intero quadrante) chiudono il primo trimestre a 878 milioni di euro, registrando la flessione più marcata dell’area: -4%.
Questo calo è imputabile principalmente alla frenata del suo maggiore comparto, il tessile e abbigliamento, in discesa del -9,1% (con i prodotti tessili che flettono del -12%). Negativi anche i dati di farmaceutica (-26,8%) e macchinari (-3,5%), a fronte di risultati positivi per sostanze chimiche (+9,2%) e metalli (+14,5%).
Dal punto di vista dei mercati, i confini dell’UE si rivelano dinamici (+5,6%) con Francia (+3,9%) e Germania (+4,6%) leader di mercato, mentre l’export extra-UE arretra del -11,7%, condizionato dai cali verso Emirati Arabi Uniti (-30,4%), Cina (-15,2%) e Stati Uniti (-11%).
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Redazione di Vercelli



















