La sicurezza non passa solo attraverso il controllo del territorio, ma anche, e soprattutto, attraverso la vicinanza umana.
È questo lo spirito che ha guidato i Carabinieri della Stazione di Crevacuore in una recente iniziativa di prossimità dedicata alle fasce più fragili della popolazione.
Nei giorni scorsi, i militari hanno fatto visita a una cittadina anziana del luogo, venuti a conoscenza della temporanea assenza del figlio convivente, costretto a un ricovero ospedaliero per un intervento chirurgico.
Consapevoli che la solitudine può rendere le persone più vulnerabili, i Carabinieri hanno voluto sincerarsi personalmente delle condizioni della donna e offrirle supporto logistico per eventuali necessità quotidiane.
L’incontro è stato anche l’occasione per un importante momento di sensibilizzazione sul delicato tema delle truffe ai danni degli anziani.
Con l’allontanamento momentaneo dei familiari, il rischio che malintenzionati possano approfittare della situazione di isolamento aumenta. I militari hanno fornito consigli pratici su come riconoscere i raggiri più comuni:
Il trucco del “finto tecnico”: sedicenti operatori che chiedono di entrare in casa;
La truffa del “finto carabiniere o avvocato”: chiamate che annunciano incidenti stradali occorsi a parenti chiedendo denaro o gioielli come cauzione;
La diffidenza necessaria: l’invito a non aprire mai la porta agli sconosciuti e a chiamare immediatamente il 112 per ogni minimo sospetto.
Questa iniziativa si inserisce nel più ampio quadro delle attività di polizia di prossimità fortemente volute dal Comando Provinciale.
L’obiettivo è trasformare la divisa in un punto di riferimento rassicurante: non solo un simbolo di autorità, ma una mano tesa verso chi vive momenti di fragilità.
“La nostra presenza sul territorio non è fatta solo di pattuglie, ma di ascolto – spiegano i militari dell’Arma -. Sapere che una persona anziana è rimasta sola in casa è per noi un segnale di allerta: farle sentire che lo Stato è presente è la prima forma di difesa contro chiunque voglia approfittarsene”.
I Carabinieri di Crevacuore continueranno a monitorare le situazioni di solitudine segnalate, confermando che il legame tra l’Arma e la comunità è, prima di tutto, un legame di fiducia e cura reciproca.
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Redazione di Vercelli














