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Il pensionato romano, di ottimo umore, ha già fatto ritorno a casa

DA FRASCATI A VERCELLI PER UN INTERVENTO D' AVANGUARDIA AL CUORE - Paziente 75enne inviato dai Sanitari romani alla Cardiologia dell'Ospedale Sant'Andrea, dove al Signor Antonino Rufini è praticata un'operazione estremamente difficile - La sala operatoria vercellese di Emodinamica collegata in diretta streaming con il 47.mo Congresso Gise di Cardiologia Interventistica a Milano - 

La soddisfazione dell'Assessore Regionale alla Sanità Federico Riboldi

Si prepara a tornare a casa.

E’ sollevato, come dopo uno scampato pericolo.

(al centro il Signor Antonino Rufini)

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Pronto a riprendere la sua vita di tranquillo pensionato nella ancor più tranquilla Monte Compatri, a metà strada tra Frascati e Rocca Priora, dove è nato 75 anni fa.

Ha lavorato per 37 anni nel trasporto pubblico laziale e fino a 69 anni d’età è stato in buona salute.

Poi le cose sono cambiate, come vedremo.

Sono con lui sua moglie e suo figlio.

Si porteranno a casa un’immagine ed un’idea lusinghiera – lo raccontano loro stessi mentre si prende qualcosa insieme al bar – della nostra città, dell’Asl di Vercelli, dell’Ospedale Sant’Andrea.

Ma andiamo con ordine.

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Incontriamo il Signor Antonino Rufini, che è stato protagonista del più importante incontro nazionale di Cardiologia interventistica, il 47.mo Gise (Società Italiana di Cardiologia Interventistica).

A Milano Congressi, nella vasta sala dell’Ala Nord, si è riunito il gotha della Cardiologia per l’incontro annuale che, nel corso dei quattro giorni dal 13 al 16 ottobre scorsi, ha messo in condivisione lo stato dell’arte ed i progressi di una branca della Medicina che oggi può presentare risultati qualitativi e numerici di grande significato.

Nel 2025 sono stati oltre 160 mila gli interventi di angioplastica coronarica praticati nei 254 laboratori di Emodinamica operanti in Italia.

Uno di questi, come sappiamo, è proprio a Vercelli e non più tardi di qualche anno fa l’abbiamo difeso con tutti i mezzi che siamo riusciti a mettere in campo dalla volontà di sopprimerlo coltivata da

ottusità  politiche e burocratiche.

Acqua passata.

Senza però dimenticare che, se la parola “Emodinamica” per molte persone può essere comprensibilmente solo un lemma di traduzione non immediata, per chi ci è passato rappresenta, invece, un valore da tutelare con ogni mezzo se si ha a cuore (!) davvero il bene comune.

Continuiamo: oltre 318 mila (è sempre il dato Italia) le coronarografie, più di 14 mila gli impianti transcatetere di valvola aortica.

E si può proseguire, ma ciò che oggi conta è raccontare come i protagonisti di questa realtà – oltre mille Cardiologi italiani – siano convenuti a Milano proprio per fare il punto della situazione e aggiornarsi sui progressi compiuti nel loro lavoro.

Ed è proprio in questa prestigiosa sede che diventa protagonista il nostro Signor Antonino Rufini.

I Cardiologi di Frascati, che da qualche tempo l’hanno in cura, vedono che il Paziente presenta multipli fattori di rischio cardiovascolare.

E’ affetto da grave e severa malattia coronarica con disfunzione del ventricolo.

La situazione è così grave che non ci sono possibilità di rivascolarizzazione con bypass.

Allora, che fare?

I Medici romani conoscono il Dottor Fabrizio Ugo, direttore dell’Emodinamica di Vercelli e sanno quale sia il suo valore.

Così, indirizzano il Signor Antonino all’Ospedale Sant’Andrea dove, peraltro, sappiamo che la nostra Cardiologia nel suo complesso non ha bisogno di presentazioni.

La guida sapiente del direttore della Struttura complessa, Dottor Francesco Rametta, ne ha fatto un punto di riferimento non solo a livello nazionale.

Antonino Rufini arriva quindi a Vercelli, accompagnato dai figlioli e dalla moglie.

Sono fiduciosi e la loro fiducia non andrà delusa.

Si decide di intervenire.

Opera Fabrizio Ugo con tutta la sua affiatata equipe.

Si entra in sala per una rivascolarizzazione percutanea con tecnica mini invasiva mediante angioplastica e con supporto al cuore dato da una pompa che si posiziona nel cuore e poi si toglie.

Si chiama “impella CP”.

Una soluzione all’avanguardia, che richiede un’abilità eccezionale.

Al punto che l’intervento viene trasmesso in diretta streaming proprio a beneficio dei partecipanti al Congresso di Milano.

Tutto è andato per il meglio e, dopo soli due giorni, il Paziente è stato  dimesso.

La Sanità vercellese  protagonista sulla scena nazionale.

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Anche di questo il Signor Antonino è consapevole e compiaciuto.

Sale in auto con la Signora ed uno dei due figli: tra qualche ora saranno a casa; con loro il ricordo di una città, di un Ospedale, ma soprattutto di un Reparto e di persone che è una fortuna incontrare nella vita.

Comprensibilmente soddisfatto anche l’Assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi:

“Quando un Paziente viene indirizzato in Piemonte da Colleghi di altre regioni per affrontare un intervento delicato, significa che si è costruita una credibilità professionale che va oltre i confini territoriali.

La Cardiologia di Vercelli, assurta a livelli d’avanguardia sotto la guida del direttore Dottor Francesco Rametta,  con il Dottor Fabrizio Ugo e la sua équipe dimostra concretamente il valore di competenze che sanno fare la differenza nella vita delle persone.

È questa la sanità piemontese che vogliamo consolidare: capace di essere scelta, non soltanto di rispondere ai bisogni del proprio territorio”.

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