Anche questo autunno, studentesse e studenti del Ferrari-Mercurino si sono messi alla prova come “apprendisti Ciceroni” per le giornate FAI.
Le mete sono state le frazioni di Borgosesia, nel dettaglio i paesini di Ferruta e Brina per il Ferrari, quelli di Lovario e Bastia per Mercurino.
Per il Liceo di Borgosesia sono stati coinvolti gli studenti delle classi quarte e delle quinte di tutti gli indirizzi; allieve e allievi hanno partecipato con entusiasmo all’iniziativa, contenti di prestarsi ancora una volta a fare da guide.
E’ stata, anche per i ragazzi e ragazze, un’occasione per scoprire piccoli gioielli nascosti del nostro territorio e addentrarsi in paesini meno conosciuti.
La frazione di Ferruta si trova in posizione elevata, ciò contribuisce a fare del paese un invidiato belvedere, sorge infatti in un ameno ed elevato poggio che sovrasta quasi tutti i luoghi di Borgosesia e da cui lo sguardo spazia sulle regioni di Biella, di Vercelli e sul milanese.
E’ collegata verso levante a Cellio, verso ponente a Quarona e indirettamente a Varallo, oltre ovviamente verso mezzodì a Borgosesia.
Qui gli studenti hanno mostrato ai visitatori le bellezze locali della Chiesa Parrocchiale di Sant’Antonio Abate, edificata a metà del XVI secolo, che presenta un elegante campanile rettangolare, del periodo di edificazione della chiesa con cinque campane.
La campana maggiore è l’unica originale, fusa in loco nel 1705 da due fonditori provenienti da Aosta, mentre le due minori del concerto vennero fuse nel 1890 da Pasquale Mazzola di Valduggia, il quale cercò di intonarle sulla maggiore quando fu modificato il campanile.
All’interno sono inoltre visibili opere d’arte come gli affreschi del presbiterio e l’altare in marmo stuccato.
Poco distante, si trova l’Oratorio della Madonna della neve o dell’oro, il quale contiene due belle tavole, di cui una rammenta la natività della M.V. e l’altra la Discesa dello Spirito Santo.
A Brina invece il paese conserva il piccolo nucleo più antico, caratterizzato da pregevoli brani di murature di pietra con acciottolato di grandi dimensioni.
Qui gli allievi hanno presentato l’Oratorio di San Gaudenzio, che custodisce un’opera di Tarquinio Grassi (pittore di Romagnano Sesia): Madonna del Rosario e i SS.Gaudenzio, Bartolomeo e la Beata Panacea, firmata e datata 1702.
Degni di nota inoltre le tele seicentesche intitolate I quattro evangelisti, e il confessionale, anche lui seicentesco.
Sono inoltre presenti le immagini di Santa Liberata e Santa Caterina, oltre alla statua della Madonna Ausiliatrice collocata in una nicchia sulla destra della navata.
Studentesse e studenti si sono detti molto soddisfatti dell’esperienza fatta: per loro è stata un’occasione di crescita e “sfida” personale, soprattutto per i più timidi, e i visitatori sono stati numerosi e curiosi.
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Redazione di Vercelli
























