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BIELLACelebrato il 212° anniversario dell’Arma dei Carabinieri - Dopo tre anni l’addio del Comandante Giacometti: “Questa sarà la mia ultima festa dell’Arma qui a Biella”

Consegnati i riconoscimenti ai militari che si sono distinti durante i servizi e per le attività svolte nel campo della prevenzione dei reati

BiellaOggi, Biellese e Oropa

Il piazzale della Caserma Aldo Fiorina si è trasformato ieri, venerdì 5 giugno, nel cuore pulsante delle celebrazioni per il 212° anniversario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri.

Di fronte alle autorità civili e militari, ai sindaci, agli esponenti politici e ai rappresentanti delle istituzioni locali, provinciali, regionali e nazionali, la cerimonia ha rinnovato una tradizione profondamente radicata nel territorio, arricchita dalla partecipazione dei presidenti delle associazioni locali, dei gonfaloni della Provincia e della Città di Biella, e dei labari dell’Associazione Nazionale Carabinieri e delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma.

Il momento centrale è stato scandito dallo schieramento in armi delle componenti e specialità della Provincia, che hanno reso gli onori militari.

Dopo i passaggi solenni dedicati alla lettura del messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dell’ordine del giorno del Comandante Generale dell’Arma, l’attenzione si è spostata sul discorso del Colonnello Marco Giacometti che dopo tre anni lascia Biella.

Ecco il testo integrale del suo discorso:

Secondo la tradizione biblica, l’assenza del lavoro, l’inazione, era la felice condizione dell’umana creatura prima del peccato. Se si potesse scoprire uno stato nel quale, pure oziando, ci si sentisse utili e precisi esecutori dei nostri doveri, si godrebbe forse di una parte della primitiva beatitudine. In cotesto ozio comandato consiste e consisterà sempre la principale attrattiva del servizio militare”.

Così Lev Tolstoj, nel suo capolavoro “Guerra e pace”, definiva la vita militare. Un giudizio molto duro, frutto del suo pacifismo radicale e della sua critica al regime zarista. Io però per parlare di militarità preferisco un’altra citazione, sicuramente meno nota ma non per questo meno nobile, anzi.

Non cercava applausi, non amava apparire. Ma sapeva esserci. Per i colleghi, per la divisa, per le persone e per le comunità. Viveva per gli stivali, per il dovere fatto con rispetto. La sua vita è stata un dono. Per noi e per tanti”. Queste parole sono della moglie e delle figlie del Maresciallo dei Carabinieri Carlo Legrottaglie, Medaglia d’oro al valor militare alla memoria, caduto il 12 giugno dell’anno scorso in un conflitto a fuoco con un criminale durante un inseguimento, a pochissimi giorni dal collocamento in congedo.

Ma il Brigadiere Legrottaglie, come ha detto il Signor Ministro della Difesa in occasione dei funerali, “non ha contato i giorni, perché per i servitori dello Stato ciò che conta è il dovere che deriva dal giuramento, dall’uniforme. Non ha avuto dubbi, come sempre.

Il Brigadiere Legrottaglie è stato poi purtroppo solo uno dei caduti in questo ultimo anno, a lui si sono aggiunti i tre militari caduti durante un intervento ad alto rischio in provincia di Vicenza, ed uno in un incidente stradale in provincia di Foggia. Una schiera di eroi piccoli e grandi, di cui i più non si ricordano ma che noi non dimentichiamo e a cui rinnoviamo il nostro deferente omaggio, in particolare quest’anno in cui ricorre l’ottantacinquesimo anniversario della “battaglia di Culqualber”, combattuta in Africa Orientale nel secondo conflitto mondiale, in cui un’intera unità di Carabinieri si sacrificò per coprire la ritirata del grosso delle forze italiane, conclusasi il 21 novembre data nella quale, da allora, celebriamo la nostra Patrona “Virgo Fidelis”.

Ecco, questa è la bussola etica di un Carabiniere, la militarità come convinzione profonda e non come bieca obbedienza, il coraggio che non è incoscienza ma è saper vincere la propria umana, normale paura per compiere il proprio dovere, non con presunzione ma con umiltà, quella propria degli eroi veri. Che non sono quelli che cercano la gloria, sono le persone che amano vivere in pace nella propria comunità ma che quando questa viene minacciata non esistano ad offrire anche la propria vita per difenderla e proteggerla. Come gli hobbit, descritti da J.R.R. Tolkien nel “Signore degli Anelli” – che, ricordo, è innanzitutto una grande opera letteraria, e poi una serie di film – e che sono i veri eroi della saga, nella loro apparente semplicità e mitezza ma capaci di cose straordinarie che stupiscono i “grandi”.

Insomma, questo è ESSERE Carabinieri, essere degli eroi in pectore senza apparire tali, limitandosi a compiere il proprio dovere quotidiano con disciplina ed onore, come recita il giuramento che abbiamo prestato, ma anche, aggiungo, con convinzione e pazienza, quella che avete e dovete avere voi, uomini e donne del Comando Provinciale Carabinieri di Biella, voi che servite ogni giorno per strada o di servizio alle nostre caserme, convinzione per affrontare i turni di servizio che appaiono noiosi, in cui “non succede nulla”, e pazienza, quella che bisogna avere nelle indagini ma anche per accogliere chi chiede il nostro aiuto anche per cose piccole, ma che possono nascondere problemi ben più grandi, ma anche semplicemente perché sa che presso una nostra caserma troverà sempre una risposta.

Bene, questo è il motivo per cui anche quest’anno siamo a celebrare la nostra “Festa dell’Arma”, per ricordarci chi siamo ed anche per “apparire” per un momento, per sentirci circondati da così tante autorità, ma soprattutto tanti “amici dell’Arma”, la “nostra” gente che con il suo affetto dà senso al nostro agire quotidiano.

E quindi GRAZIE a tutti voi presenti, perché il vostro grazie è la più bella medaglia per un Carabiniere, l’ho già detto più volte. Il grazie della Signora Antonietta, che ha voluto tornare in caserma il giorno dopo esserci stata per una denuncia di furto con un vassoio di pasticcini per quei Carabinieri che avrebbero potuto essere suoi nipoti che l’avevano accolta e rincuorata. O il grazie del Sig. Roberto, a cui degli squallidi truffatori, spacciatisi per Carabinieri, avevano portato via la fede nuziale. Quando un Carabiniere, vero questa volta, gliel’ha restituita, lo ha abbracciato, non prima di avergli chiesto il permesso… dimostrando perfettamente l’affetto da un lato ed il rispetto dall’altro che la nostra gente ha per la nostra divisa.

Questa sarà la mia ultima festa dell’Arma qui a Biella da Comandante. Anche se faccio fatica a realizzare, volge già alla conclusione la mia straordinaria esperienza qui, tra voi. Come passano veloci tre anni quando si sta bene… Voglio quindi ringraziare tutti, consapevole di aver ricevuto molto di più di quel che ho provato a dare. Se già prima di essere destinato qui ero legato a Biella, per via di un carissimo amico, ora lo sarò ancora di più e per sempre, per le tante nuove amicizie che ho stretto ma soprattutto per i bellissimi ricordi di questi (quasi) tre anni passati qui.

Ma il più importante ringraziamento lo devo ai miei Carabinieri, ognuno di loro, in qualche modo, mi ha fatto crescere, mi ha dato qualcosa. Perché è vero, il Comandante è solo, come si dice spesso, perché le responsabilità del Comando sono solo sue. Ma un Comandante da solo non potrebbe fare nulla, senza i consigli preziosi dei suoi collaboratori ma soprattutto senza persone che rendano realtà le sue decisioni. Ed allora vi chiedo di unirvi a me in questo ringraziamento a tutti i Carabinieri della provincia di Biella, facendo a quelli che sono schierati qui stasera, a rappresentarli, un grande applauso. ….. Grazie.

Passo ai saluti continuando a fare strame del protocollo ed iniziando quindi dagli studenti delle scuole biellesi che, anche se non siamo in orario scolastico, sono qui con noi ed in particolare:

la Seconda D della media dell’Istituto Comprensivo Biella 3, accompagnata dalla dirigente prof.ssa Nuccio e dalla professoressa Vallereggio;

la quinta S dell’Istituto Eugenio Bona accompagnata dalla Dirigente prof.ssa Miori e dalla docente prof.ssa Gallardino;

alcuni rappresentanti della consulta Provinciale degli studenti.

Benvenuti ragazzi, grazie!

Anche quest’anno vi abbiamo incontrati a migliaia nelle scuole di ogni ordine e grado di tutta la Provincia, incontri sempre bellissimi e stimolanti, innanzitutto per noi, vedere la curiosità e l’apprezzamento dei giovani verso il nostro servizio è una grandissima soddisfazione. Così come lo è pensare che se anche solo abbiamo lasciato in questi incontri un piccolo seme, una parola che vi possa guidare quando vi doveste trovare di fronte a situazioni difficili, aiutandovi a fare la scelta giusta nella direzione della legalità, allora abbiamo fatto una cosa grande.

E penso di poter dire che forse qualche seme buono l’abbiamo lasciato anche in chi purtroppo nella sua vita ha invece preso strade sbagliate e dannose, e che oggi cerca di uscirne, per cui anche quest’anno saluto i responsabili, gli educatori, ed i pazienti delle Comunità Terapeutiche per le dipendenze “AISE” di Caprile ed “Il Punto” di Biella che sono qui con noi questa sera. Ed approfitto per ringraziare nuovamente la comunità “AISE” per il bellissimo regalo che ci hanno fatto lo scorso Natale, un presepe da loro realizzato, un gesto che ci ha davvero toccato.

Saluto e ringrazio il Sindaco di Biella ed il Presidente della Provincia per la vicinanza e stima che ci dimostrano sempre ed in particolare l’anno scorso in occasione dei festeggiamenti per il trentennale del Comando, il Comune sostenendo e rendendo possibile il concerto della Fanfara e la Provincia ospitando la cerimonia ufficiale e la mostra commemorativa. Saluto l’Onorevole Delmastro, i consiglieri regionali ed i Sindaci della Provincia, qui presenti numerosissimi, a rappresentare il legame e la collaborazione quotidiana tra primi cittadini e Stazioni, in particolare con i loro Comandanti, che vedete schierati qui davanti a voi, per la sicurezza e la tranquillità di tutti i cittadini.

E ricordando gli eventi del trentennale saluto e ringrazio con affetto i nostri colleghi “anziani” dell’Associazione Nazionale Carabinieri di tutte le Sezioni della Provincia, che con il loro impegno quotidiano nel volontariato di protezione civile ed in tante altre iniziative ci danno un esempio concreto di cosa voglia dire ESSERE Carabinieri, anche dopo la fine del periodo di servizio attivo.

Un saluto rispettoso, ed affettuoso, al Vescovo di Biella, sempre a noi davvero vicino – ricordo con gratitudine il bellissimo messaggio che mi ha inviato proprio il giorno della tragedia di Vicenza – a tutti i sacerdoti presenti, ed ai rappresentanti delle confessioni religiose buddista e musulmana.

Saluto i rappresentanti delle Associazioni professionali a carattere sindacale tra militari e quelli di tutte le associazioni combattentistiche e d’Arma presenti con i loro labari.

Oggi è la festa dei Carabinieri, ma come gli hobbit non erano gli unici protagonisti positivi delle saghe tolkeniane, così anche noi non potremmo combattere da soli la “buona battaglia”, abbiamo innanzitutto bisogno di guide sagge. In ogni Provincia spetta infatti al Prefetto guidare e coordinare le attività di Polizia, e noi in questa Provincia abbiamo una guida esemplare nella Dottoressa Scalfaro, capace di essere al contempo autorevole e cordiale, competente ed affettuosa. La ringrazio quindi per la sua azione e per l’aiuto che mi fornisce costantemente. E come in ogni saga ci sono poi ci sono compagni fidati – lascio a loro decidere in quale personaggio della Compagnia dell’Anello si riconoscono – quindi saluto ed abbraccio la “squadra sicurezza”, il Questore Dottoressa Bucarelli ed il Comandante provinciale della Guardia di Finanza, Colonnello Lampone, e tramite loro tutti i poliziotti e finanzieri, e poi i colleghi della Polizia Penitenziaria, dei Vigili del Fuoco e delle polizie locali. Davvero in questa Provincia siamo una squadra, con un chiaro obiettivo comune, ma anche con un pizzico di giusto spirito di competizione, quello che ti porta a guardare cosa fa l’altro accanto a te come esempio e stimolo a fare ancora meglio.

Una competizione sana, lo ripeto, nel vero spirito sportivo che ci insegnano i ragazzi del rugby, uno sport che potrebbe apparire violento e che è fatto invece di rispetto delle regole, dell’arbitro ed anche dell’avversario, con cui alla fine della partita si condivide il “terzo tempo” mangiando e bevendo insieme. Per questo ho voluto invitare stasera alcuni rappresentanti del “Biella Rugby Club”, che danno lustro alla nostra città competendo con onore nella massima serie nazionale e con cui il nostro Comando è gemellato. Grazie per quello che fate, per la vostra amicizia e per averci ospitati ieri sera per la nostra “festa in famiglia”.

Il rispetto delle regole e la nostra attività di polizia, senza la giusta sanzione, sarebbero “grida manzoniane”, sarebbero sterili e non darebbero risposte alle domande della popolazione, ed in questo senso sottolineo il ruolo fondamentale dell’Autorità Giudiziaria, che dirige le attività di Polizia Giudiziaria garantendone il coordinamento e la legalità e con cui c’è un costante proficuo confronto. Per questo saluto e ringrazio il Procuratore della Repubblica di Biella, Dottor Andrigo, oggi rappresentato dal Dott. BernardeschI, e gli altri sostituti procuratori.

Saluto e ringrazio tutti i rappresentanti dell’informazione, con cui collaboriamo in maniera proficua nel rispetto della deontologia e delle persone, fornendo un servizio prezioso alla cittadinanza, sia per far conoscere quanto facciamo quotidianamente, sia per avere preziose indicazioni sulle esigenze della popolazione. In particolare ringrazio Retebiella TV che anche quest’anno sta trasmettendo in diretta questa cerimonia e ci consente così di raggiungere anche le persone che non hanno potuto essere qui fisicamente.

Un caro saluto ed un sentito ringraziamento a tutti coloro che ci hanno aiutato ad organizzare questa cerimonia, in particolare gli amici della Croce Rossa italiana, della Protezione Civile, della Coldiretti e dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla. E grazie davvero di cuore a tutti i miei collaboratori che hanno ancora una volta fatto sì che questa cerimonia fosse impeccabile, con una passione ed un impegno che – credetemi – mi stupisce sempre.

Ho parlato di squadra ed ho parlato del fatto che in ogni saga ci sono tanti personaggi, alcuni con un ruolo magari piccolo ma sempre determinante. Come ho già detto, e come ci dimostrano episodi quasi quotidiani, la vera sicurezza si ottiene con la collaborazione di tutti, istituzioni in primis, certo, ma anche della società civile e dei singoli cittadini. Per questo anche quest’anno ho voluto invitare a questa cerimonia alcuni cittadini che ci hanno aiutato in modo particolarmente significativo, e non è stato facile sceglierli tra tanti!

È con noi stasera il Sig. Davide Mercandino, che prego di alzarsi, che una sera ci ha chiamato perché aveva visto un furgone in un bosco che gli era sembrato sospetto e mentre già una pattuglia si stava avvicinando per un controllo, ha richiamato per dire che i due uomini sul furgone avevano scaricato dei rifiuti, dando anche la targa e la direzione di fuga. Grazie alla sua segnalazione così precisa ed al successivo intervento dei Carabinieri forestali, i due sono stati denunciati e si è sventato un danno al nostro ambiente. Ne approfitto per salutare e ringraziare il Colonnello Melosu e tutti i nostri colleghi forestali con i quali continua una strettissima quotidiana collaborazione ed un supporto reciproco in moltissime attività.

È con noi anche la Sig.ra Florentina Aurelia Munteanu, titolare di una tabaccheria, che prego di alzarsi, che si è accorta che davanti al suo negozio dei giovani stavano tentando di rubare un motorino mentre nessuno delle varie persone presenti faceva nulla. Lei invece non solo è intervenuta di persona ma ci ha chiamato permettendoci di bloccare e denunciare i responsabili.

Anche quest’anno abbiamo avuto poi tantissime segnalazioni di dipendenti di banche o delle Poste che ci hanno permesso di sventare dei tentativi di truffa, ma in particolare ho voluto invitare il Sig. Alessio Rolfo, tassista, che prego di alzarsi, che mentre era fermo alla stazione ferroviaria di Biella in attesa di clienti ha notato un giovane che camminava su e giù facendo continue telefonate. La cosa gli è sembrata giustamente sospetta e ci ha chiamato, e dopo un servizio di osservazione di militari in borghese si è scoperto trattarsi di un truffatore che aspettava il complice che aveva appena portato via ad una donna anziana gioielli e denaro dopo essersi spacciato per Carabiniere.

Per loro, per tutte le altre persone come loro e per il loro senso civico vi chiedo un altro applauso…. Grazie.

Come già l’anno scorso, nel fare un bilancio dell’attività svolta dall’Arma nella provincia di Biella non intendo elencarvi freddi numeri, che non darebbero una vera percezione della realtà e dei fenomeni criminali né, tanto meno, dell’attività di contrasto svolta, anche perché mancherebbe sempre il dato impossibile da misurare, quello dei reati sventati grazie alla presenza delle  nostre pattuglie ma anche alle campagne di informazione dei cittadini, ad esempio quelle per lottare contro quel crimine abietto che sono le truffe in danno delle persone deboli.

Inizio quindi col dirvi che sono sempre di più le telefonate che riceviamo da parte di persone, in particolare anziani, che ci segnalano di essere stati contattati da presunti “Carabinieri” con le scuse più disparate riconoscendo però subito trattarsi di tentativi di truffa. Ed a questo proposito voglio ringraziare di cuore il Dott. Vietti di Acqua Lauretana, con cui nei prossimi mesi lanceremo una nuova importante campagna informativa sul tema.

Vorrei poi raccontarvi un’altra storia, triste ma consolante insieme, a proposito di un altro tema su cui siamo fortemente impegnati sia nella prevenzione che nel contrasto, e cioè la violenza di genere. La storia è quella di una donna straniera, residente da anni in Italia ma che ciò nonostante quasi non parlava italiano, segno evidente di una vita passata isolata dalla comunità. Una cosa però l’aveva imparata, e cioè chi fossero i Carabinieri, dove trovarli e soprattutto che a loro poteva rivolgersi in caso di necessità. E così una brutta notte d’estate, quando durante l’ennesima lite il marito ubriaco l’ha accoltellata ferendola gravemente, dopo essere riuscita a sfuggirgli è corsa alla Stazione Carabinieri lì vicino per chiedere aiuto, arrivando addirittura a scavalcare la recinzione perché evidentemente sentiva che quello era un luogo sicuro. I militari l’hanno infatti soccorsa, tranquillizzata, ed hanno arrestato il marito mettendo fine a quella brutta storia. E proprio per lottare contro questi fenomeni, soprattutto per prevenire prima che reprimere, grazie all’entusiastica collaborazione offertaci da CNA e Confartigianato nei prossimi mesi svolgeremo una serie di conferenze informative rivolte in particolare ad estetisti e parrucchieri, due categorie professionali che si trovano spesso a raccogliere storie di violenza delle proprie clienti.

Infine la storia che sicuramente tutti ricorderete, quella della rapina a mano armata commessa da un 13enne in un ufficio postale. Ebbene, questa storia racchiude tutto quel che abbiamo detto fin qui.

C’è la collaborazione dei cittadini e la capacità di controllo del territorio dei Carabinieri, con una signora che fornisce un dettaglio preciso sul rapinatore in fuga ed una pattuglia di Carabinieri che lo riconosce, anche se faticano a credere ai loro occhi nel trovarsi davanti un ragazzino. C’è l’umanità dei militari, provati più che soddisfatti per “aver risolto il caso”, soprattutto quelli che sono genitori e che vedono in quel ragazzino il proprio figlio, e quindi procedono con delicatezza, nei suoi confronti ma anche della famiglia, ovviamente sconvolta da quanto accaduto. C’è l’umanità ed il giusto rigore dell’Autorità Giudiziaria minorile, che lo colloca in comunità, per il bene suo e della collettività, perché pur nella necessaria comprensione non passi l’errata convinzione che “sotto i 14 anni tanto non succede nulla”. C’è la competenza e la passione del preside e degli insegnanti del ragazzo, che si preoccupano che possa continuare gli studi ma soprattutto organizzano immediatamente insieme con il Comandante di Stazione degli incontri con gli studenti della sua scuola per parlare di legalità e dei pericoli del mettere a rischio il proprio futuro con comportamenti magari ritenuti un gioco o una bravata da social.

E quindi, concludendo, avendo parlato di genitori e figli, permettetemi un saluto ai miei genitori, che sono qui oggi, e con loro a tutti i genitori dei Carabinieri di Biella. Tutti noi siamo, lo ricordo, come dicevano i saggi di un tempo prima del delirio orgoglioso dei pensatori moderni, “nani sulle spalle di giganti”. Così come siamo quello che siamo come persone grazie a chi ci ha generato, a chi ci ha istruito, abbiamo anche una responsabilità nel fare altrettanto verso i nostri figli. Ed entrando poi nell’Arma abbiamo beneficiato del sapere e della reputazione di coloro che hanno servito prima di noi, e pertanto abbiamo, al tempo stesso, la responsabilità di mantenere questa pesante ma straordinaria eredità e trasmetterla ai colleghi più giovani, così come di essere consapevoli di questa eredità, e fuggire la tentazione di credere di “sapere già tutto”.

Questo è quindi l’augurio che voglio fare a tutti noi questa sera, di essere capaci di rendere il gigante sotto di noi un pochino più alto.

Viva l’Arma dei Carabinieri, Viva l’Italia!

Al termine del discorso sono stati consegnati i riconoscimenti con le relative motivazioni, ai militari che si sono distinti durante le attività di servizio.

Elogio”, concesso dal Comandante Provinciale Carabinieri di Biella alla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Biella, con la seguente motivazione: “Comandanti ed Addetti a Sezione Operativa di Nucleo Operativo e Radiomobile di Compagnia capoluogo, animati da senso del dovere e spirito di sacrificio, e dimostrando elevati professionalità ed acume investigativo, effettuavano numerosi servizi, anche con l’ausilio di reparti speciali dell’arma, nonché varie indagini, estesesi in altre provincie, finalizzati al contrasto del fenomeno dello spaccio in aree boschive, anche in zone particolarmente impervie. tali attività, condotte per oltre due anni con qualunque condizione atmosferica, portavano all’arresto di 10 persone, al deferimento di altre 34, alla segnalazione di decine di assuntori alla prefettura, al ritiro di varie patenti di guida, nonché al sequestro di oltre un chilogrammo di varie sostanze stupefacenti, di migliaia di euro in contanti e di 15 armi bianche di tipo machete, riducendo drasticamente il fenomeno, riaffermando il controllo di quei territori da parte dello stato, e fornendo efficace risposta alla domanda di sicurezza da parte dei cittadini”.

Elogio”, concesso dal Comandante Provinciale Carabinieri di Biella al Luogotenente Carica Speciale Vercesi Roberto, Capo Centrale Operativa del Comando Compagnia Carabinieri di Biella, con la seguente motivazione: “Carismatico sottufficiale di riconosciute ed elevatissime qualità umane e professionali, con spiccato senso del dovere, lodevole dedizione e spirito di sacrificio, ha svolto le proprie delicate incombenze di capo centrale operativa di capoluogo nonché, per prolungati periodi, quelle di Comandante Interinale della Compagnia, dimostrandosi leale e lungimirante collaboratore, nonché esemplare riferimento per i superiori, i collaboratori e per tutti i reparti del comando provinciale. Autorevole e qualificato interlocutore di tutti gli enti pubblici e le realtà locali con cui si interfaccia quotidianamente, riscuotendo unanime stima ed apprezzamento, ha contributo in maniera fondamentale alla risoluzione di numerosissime problematiche ed alla realizzazione di svariate iniziative”.

Elogio”, concesso dal Comandante Provinciale Carabinieri di Biella all’Appuntato Scelto Qualifica Speciale Bravaccino Marco, Addetto al Nucleo Investigativo del Comando Provinciale, con la seguente motivazione: “Addetto a Nucleo Investigativo Provinciale, evidenziando elevata professionalità, spirito di sacrificio, non comune intuito investigativo e profonda conoscenza del territorio e dei sistemi di video sorveglianza della provincia, si faceva parte attiva nel coordinamento del monitoraggio degli stessi fornendo, ad ogni ora del giorno e della notte, un prezioso contributo informativo e tecnico a tutti i reparti ed ai servizi di controllo del territorio. La sua qualificata ed ininterrotta azione ha consentito una più mirata attività preventiva e, in numerose occasioni, di addivenire alla cattura degli autori di vari reati, in particolare di truffe in danno di persone a minorata difesa, fenomeno particolarmente odioso e di grave allarme sociale, consentendo anche il recupero e la restituzione dei beni sottratti”.

Apprezzamento”, concesso dal Comandante Provinciale Carabinieri di Biella alla Compagnia Carabinieri di Cossato, con la seguente motivazione: “Comandante ed Addetti a Compagnia Distaccata, evidenziando sensibilità operativa, dedizione al servizio ed elevate capacità professionali, individuavano ed arrestavano in flagranza due soggetti che avevano appena compiuto una truffa del “falso Carabiniere”, recuperando e restituendo l’intera refurtiva, nonché raccogliendo elementi a loro carico quali responsabili di un altro identico reato commesso il giorno prima, dando così un’efficace risposta ad un reato particolarmente odioso e riaffermando il controllo sul territorio da parte dell’Arma.”

Apprezzamento”, concesso dal Comandante Provinciale Carabinieri di Biella al Nucleo Investigativo di Biella, con la seguente motivazione: “Addetti a Nucleo Investigativo Provinciale, evidenziando elevata professionalità e non comune intuito investigativo, conducevano in perfetta sinergia con i colleghi della polizia di stato un’attività d’indagine che consentiva di individuare ed arrestare, in meno di una settimana, i tre soggetti responsabili di una rapina a mano armata ai danni di un ufficio postale, commessa con modalità particolarmente allarmanti”.

Apprezzamento”, concesso dal Comandante Provinciale Carabinieri di Biella al Carabiniere Scelto Errichiello Gabriele ed al Carabiniere Giacco Antonio, addetti alla Stazione Carabinieri di Candelo, con la seguente motivazione: “Militari addetti a Stazione distaccata, intervenivano in occasione di una rapina a mano armata in un ufficio postale individuandone e fermando responsabile, risultato essere un minore infraquattordicenne, riconosciuto grazie ad un piccolo dettaglio fornito dai testimoni, recuperando inoltre la refurtiva e l’arma utilizzata, dimostrando notevoli capacità professionali ed intuito, ma anche tatto e sensibilità umana, considerata la giovanissima età dell’autore”.

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Redazione di Vercelli

Posted in Cronaca