ANPI VERCELLI – “La solitudine della verità, in viaggio tra le ombre della guerra” - VercelliOggi.it VercelliOggi
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ANPI VERCELLI - Presentazione del libro “La solitudine della verità, in viaggio tra le ombre della guerra”      

Un’autobiografia particolare, nella quale l’autrice Andreja Restek racconta la propria crescita personale e professionale, mentre esplorava il profondo impatto della guerra sull’umanità

Vercelli Città

Venerdì 5 Aprile alle 18, nell’ex Chiesa di San Pietro Martire, con ingresso da Via Dante Alighieri n. 93, a cura dell’ANPI cittadina “Anna Marengo”, sarà presentato il libro della giornalista fotoreporter Andreja RestekLa solitudine della verità, in viaggio tra le ombre della guerra”.

Andreja, quando non è in viaggio nei luoghi che sentiamo nominare nei notiziari, abita a Torino. Fondatrice di APR news, si occupa di terrorismo globale, traffici illeciti e diritti umani.

È membro di IFJ e Environmental Peacebuilding.

In più di vent’anni di esperienza, ha raccontato con le sue fotografie eventi nei Paesi del Terzo Mondo, specialmente in zone di conflitto.

Ha ricevuto numerosi premi nazionali e internazionali ed esposto le sue opere in mostre in tutto il mondo.

La solitudine della verità” è il titolo perfetto per un’autobiografia particolare, nella quale l’autrice racconta la propria crescita personale e professionale, mentre esplorava il profondo impatto della guerra sull’umanità.

La sua è una storia di determinazione, impegno, volontà di raggiungere i propri obiettivi contando su un forte temperamento.

Il lettore viene condotto dalla Restek attraverso varie esperienze di vita, dall’infanzia trascorsa in un piccolo paese, all’affermazione internazionale come fotoreporter sui principali scenari di guerra di tutto il mondo.

Durante la sua esistenza, narra di aver visto molte atrocità, ma anche di aver avuto l’opportunità di incontrare donne, uomini e bambini, soldati, trafficanti e persino Presidenti.

Questi incontri le hanno permesso di scoprire che, al di là delle barriere culturali e geografiche, le storie umane presentano sorprendenti similitudini e talvolta si intrecciano in modi inaspettati.

Nella prima parte del libro, l’autrice parla delle sue origini, delle difficoltà affrontate nell’infanzia, che le hanno insegnato il coraggio e la resilienza.

Nel luogo in cui è nata era vietato sognare, ma lei ha saputo credere nei suoi sogni; proprio questo vuole comunicare agli studenti che spesso incontra, i quali paiono aver perso la speranza nel futuro.

Invece nella seconda parte racconta dell’Ucraina, della Siria, della tremenda realtà dei trafficanti di organi e di armi.

Si comprende bene quale sia la sua visione dei conflitti armati, dopo aver incontrato i rifugiati, i profughi ed aver percorso con loro le rotte dei Balcani.

Perché vivere queste esperienze è molto diverso dal vedere delle immagini in televisione, come ha detto quando è stata invitata a presentare questo libro.

Per non essere “turisti di guerra”, secondo la Restek bisogna prepararsi bene, e poi osservare, ascoltare con curiosità e rispetto le persone che, accettando di farsi fotografare, concedono all’obiettivo tutto ciò che ancora possiedono: la loro storia.

Non si può restare indifferenti a queste vite drammatiche: infatti la giornalista afferma che tutti i suoi viaggi, ogni esperienza vissuta sono sempre con lei, rendendole difficile riprendere l’esistenza quotidiana come se niente fosse.

Spesso rischiando la vita come le persone che il suo obiettivo ha ritratto con empatia, l’autrice ha documentato le atrocità dei conflitti di ieri e, purtroppo, di oggi.

Come ha detto in una recente intervista, le fotografie che scatta sono l’esito, in pochi secondi, di uno studio approfondito del contesto in cui avvengono i fatti; le sue splendide immagini testimoniano quanto siano importanti l’onestà, la capacità di analisi critica, l’integrità morale dello ‘sguardo’ che ci restituisce l’orrore bellico, senza sconti.

Andreja è ancora convinta, però, che ognuno di noi abbia davvero l’opportunità di cambiare il mondo, benché a volte ci si senta impotenti di fronte agli accadimenti.

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Redazione di Vercelli

Posted in Cultura e Spettacolo