Si è svolta, domenica 12 luglio, la commemorazione per l’82° anniversario dell’eccidio di Alagna.
Hanno partecipato tante sezioni Anpi, Varallo e alta Valsesia, Borgosesia, Fontaneto d’Agogna, Vercelli, Romagnano Sesia e Gorla, dalla Provincia di Varese, l’Associazione Culturale Stella Alpina, i rappresentanti dei Associazione Nazionale Carabinieri delle sezioni Val di lana, Gattinara, Varallo, il Colonnello di Vercelli Pier Enrico Burri, il Capitano di Borgosesia Jacopo Marin, il Maresciallo Capo Alan Barcelli di Alagna, i rappresentanti dei bersaglieri e dei paracadutisti, delegati dei comuni di Alagna e Varallo, la Viceprefetto dott.ssa Francesca Altomare, oltre ai numerosi cittadini e cittadine.
Dopo la messa don Alberto ha benedetto il muro dei fucilati dietro il cimitero e il monumento in piazza.
L’oratore ufficiale è stato Vincenzo Calò della Segreteria Nazionale ANPI, che ha rievocato i tragici fatti avvenuti il 14 luglio 1944: durante un pesante rastrellamento nazifascista, quindici partigiani vennero catturati e fucilati lungo il muro del cimitero di Alagna.
Otto di essi appartenevano ad un reparto composto da carabinieri aggregati alle formazioni partigiane, agli ordini del Maresciallo Maggiore Tarcisio Ballarani.
Ad ordinare la fucilazione fu il tenente Guido Pisoni del Battaglione Pontida, che dopo la Liberazione riuscì a fuggire in Sud America. L’orazione ha percorso in una carrellata le guerre e i conflitti che attraversano il pianeta e si è concluso con un appello ai valori costituzionali. “È indispensabile ripartire dalla Costituzione e dai suoi contenuti di uguaglianza e solidarietà. L’auspicio, è che da quella grande lezione se ne tragga tesoro ancora oggi, nel momento più difficile della storia repubblicana, certi come siamo che la connessione sentimentale coi partigiani e le partigiane ci dice questo, che loro continuano a parlarci nel nome dell’unità. Unità sui diritti universali di cittadinanza, sul diritto al lavoro, sull’accoglienza ed inclusione dei migranti, sul riconoscimento dei diritti civili e sul potenziamento delle infrastrutture immateriali a partire da istruzione, università, connessione telematica e digitalizzazione. Dobbiamo continuare a fare fronte comune contro la riscrittura della carta costituzionale e di un’altra idea di società, perché l’antifascismo non sia solo un distintivo da portare al bavero della giacca o un fazzoletto tricolore da sventolare nelle cerimonie ufficiali, ma diventi una cultura di dignità umana da affermare nella pratica quotidiana a tutela e salvaguardia di tutti”.
A seguire ha preso la parola Franco Lazzaro, nipote di Ugo Longato, il più alto in grado fra i carabinieri caduti, che ha inoltrato istanza al prefetto di Vercelli per avviare l’iter per il conferimento di ricompensa al Valor Civile alla memoria dello zio.
L’Anpi si è unita all’appello, sperando che le Amministrazioni comunali appoggino il doveroso riconoscimento.
Perché, come scrive Antonio Nicolosi, segretario generale Unarma, “Questi eventi ci hanno lasciato l’eredità nella Costituzione. È per questo che i Padri costituenti non vollero smilitarizzare i Carabinieri. Li vollero dentro la nuova Repubblica, come “Forza armata in servizio permanente di pubblica sicurezza”. La frase di Calamandrei “andate nelle montagne dove caddero i partigiani” vale anche per i Carabinieri. Perché sulle montagne la Resistenza non fu solo ideologica. Fu istituzionale. […] I Carabinieri della Resistenza ci insegnano che la forza di un’Istituzione non è nelle armi, ma nella capacità di dire “no” quando l’ordine è ingiusto. Oggi quando onoriamo questi eroi non facciamo un appello ai morti. Facciamo un appello ai vivi: a custodire un’Arma che, nel momento più buio, scelse di stare dalla parte della libertà”.
L’Anpi Varallo alta Valsesia rinnova l’invito per la commemorazione dell’anno prossimo, ricordando che le camminate continuano, la prossima sarà all’Alpe Sacchi.
Doppio appuntamento: a Camasco Loc. Corte h 8.45.
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Redazione di Vercelli






















