Gestione degli acquedotti: bocce ferme.
Forse meglio dire: “tenute” ferme.
Ma andiamo con ordine.
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Oggi, 2 ottobre, di buon mattino (ore 9, poi un po’ allungato per mettere a punto i sistemi di video conferenza) si è riunita l’Assemblea (Conferenza d’Ambito) di Egato2, cioè la riunione di tutti i rappresentanti degli Enti che costituiscono l’organo di governo dell’acqua in provincia di Vercelli, in quella di Biella e nella parte casalese e valenzana della provincia di Alessandri.
Qui sotto il laconico, quanto “pesante” ordine del giorno:
CONVOCAZIONE CONFERENZA AMBITO 2 OTTOBRE 2026 –
Perché un provvedimento transitorio?
Presto detto.
Sappiamo che il Tar (Tribunale Amministrativo Regionale) del Piemonte ha cassato la
Da quel momento si sono affastellate le domande.
La più importante: chi gestisce effettivamente gli acquedotti da ora in poi?
Risposta facile: continua a gestirli Bcv Acque per la parte che risulta dai conferimenti dei quattro consorzi confluiti nella nuova società, che sono: Cordar Biella, Cordar Valsesia, Sii spa, Am+spa (Casale e Valenza).
E questo per alcuni (iniziali) motivi.
Anzitutto, dalla data di pubblicazione della sentenza torinese demolitoria del piano Fluttero (14 settembre), ci sono comunque 60 giorni di tempo per presentare, da parte dei soggetti soccombenti, ricorso al Consiglio di Stato (l’Organo di appello, nella Giustizia Amministrativa, rispetto al giudizio di primo grado del Tar Piemonte).
Al Consiglio di Stato si può chiedere la cosiddetta “sospensiva”, il provvedimento cautelare che congela le cose fino al momento della sentenza di merito (cioè quando i Giudici di Roma daranno ragione o a Bcv Acque spa oppure a Iren e collegati).
Quel momento può arrivare anche a distanza di un anno e forse più (ma non è sempre detto, in casi importanti ci si può arrivare un po’ prima).
Ovviamente, Bcv Acque spa – ben prima del termine dei 60 giorni a disposizione – ha presentato ricorso, appunto a Roma.
E, altrettanto evidentemente, ha chiesto la “sospensiva”: che sarà decisa nell’udienza del 15 ottobre prossimo.
Ma Bcv ha fatto di più: si è avvalsa di un’ulteriore prerogativa concessa al ricorrente, cioè quella di chiedere una sorta di “super” sospensiva, una cosa urgentissima, affidata alla valutazione del Presidente di Sezione del Consiglio di Stato.
Ci sono, infatti, casi in cui ci può essere un fortissimo pericolo di compromettere le cose se non interviene qualche provvedimento che è, appunto, detto “cautelare”.
Ma questa “sospensiva fast” non è stata concessa ed ecco, linkato qui sotto, il provvedimento di diniego, che è datato 22 settembre.
DECRETO CONSIGLIO DI STATO – DINIEGO 22 SETTEMBRE 2026
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Dunque, che fare?
Pare proprio che sia scelto di non fare assolutamente nulla di sconvolgente, se non di aspettare gli eventi; circostanza che, in questo momento, pare faccia comodo un po’ a tutti.
Anche in quanto, finchè il Consiglio di Stato non si pronuncerà con la sentenza definitiva (comunque, come visto, probabilmente tra molti mesi) praticamente ognuno si tiene ciò che ha e questo, in fondo, è sempre stato ciò che un po’ tutti i moderati di entrambi gli schieramenti (al di là dei proclami) hanno sempre voluto.
La deliberazione adottata oggi dalla Conferenza d’Ambito (hanno partecipato praticamente, con poche eccezioni, tutti gli aventi diritto, cosa che non si vedeva da tempo) dice in sostanza questo.
Ecco il documento messo in discussione.
PROVVEDIMENTO TRANSITORIO EGATO2 – 2 OTTOBRE 2026
Abbiamo evidenziato in giallo i passaggi salienti.
Asm Vercelli spa si tiene la gestione degli acquedotti che ha già oggi.
Bcv Acque spa continua nella gestione di tutti gli altri che prima erano mandati avanti dai quattro Consorzi.
Per paradosso – sottolineano alcuni osservatori – ora come ora ci sarebbero forse più problemi se il Consiglio di Stato concedesse la sospensiva, piuttosto che il contrario.
Perché la delibera di oggi rimanda sostanzialmente (vi si sottomette: il che è ovvio, ma meglio precisarlo) al giudizio di merito definitivo dei supremi Giudici Amministrativi.
La lettura di questi documenti è forse un po’ impegnativa, ma ci permettiamo di raccomandarla anche perché – ad un esame in filigrana – potrebbe aiutare a preconizzare il futuro.
Che può prendere diverse strade.
La prima.
Se il Consiglio di Stato ribalterà la sentenza del Tar Piemonte e dirà che va bene la soluzione Fluttero e cioè la totale gestione di Bcv Acque spa degli acquedotti di tutta l’area, la società pubblica dovrà liquidare Asm Vercelli spa, pagare le migliorie fatte sulle reti in questi anni, e gestire anche Vercelli e comuni collegati.
La seconda.
Se, invece, il Consiglio di Stato confermerà definitivamente la Sentenza del Tar Piemonte, si ricomincerà daccapo: tutto tornerà alla situazione “ante” Fluttero.
E qui, di nuovo, per un bel po’ di tempo ciascuno continuerà a gestire ciò che ha già ora: Bcv spa i territori dei Consorzi e Asm Vercelli la propria area.
Che, di nuovo, è ciò che in fondo pare non spiaccia a nessuno.
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La terza.
Lungo i mesi che passano nell’attesa della sentenza definitiva, magari qualche persona di buona volontà prova e mettere un po’ tutti d’accordo, facendo notare che (come già anticipato) al di là dei massimalismi, la gestione mista è ciò che in tanti hanno sempre desiderato: appunto i moderati di entrambi gli schieramenti, ai quale pare proprio non dispiaccia affatto immaginare il futuro come “fotografia” dell’attuale situazione, in cui ciascuno si tiene ciò che ha già.
Sicchè (la quarta): Egato2 bandisce una gara per la gestione mista (con una Società in parte pubblica e in parte privata) ove, per la parte privata, potrebbe partecipare Iren (forse portandosi appresso Asm, ma non è detto).
Ne conseguirebbe un’unica società, appunto pubblica e privata, per poi suddividere, nell’ambito della medesima e come meglio si credesse la gestione delle singole aree.
Oppure (quinta soluzione): non si trova l’accordo e allora ad Egato2 non resta che bandire la gara pubblica, questa volta per la gestione dell’intero territorio.
Una gara cui potrebbero partecipare sia i grandi players (Iren, Hera, A2A, Acea) in concorrenza tra loro e forse insinuarsi come concorrente singolo la stessa Bcv Acque spa.
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Insomma, come si vede le ipotesi sono tante e tutto fa ritenere che siamo solo agli inizi di una nuova fase caratterizzata – per quanto è possibile capire – dalla consapevolezza, ormai generalmente condivisa, che un accordo bisognerà trovarlo.
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Come finirà?
Chi virà, vedrà.















