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Un po' costosa, ma anche questa è biodiversità

TRIPPA PER I GATTI / 998 - Costi alle stelle per la manutenzione del verde pubblico - La Giunta decide per 1,2 milioni (lira più, lira meno) di euro l'anno - Ma mancano ancora gli oneri per la manutenzione delle piante - La ciliegina sulla torta: altri 50 mila euro solo per tenere mondo dalle infestanti Viale Garibaldi - Dove si trovano tante delle essenze spontanee dei nostri campi - 

Non va dimenticato che il patrimonio arboricolo della città conta circa 11 mila essenze arboree: per quelle (ad esempio la recente potatura di Viale Rimembranza) si paga a parte

Ha destato grande interesse la notizia sulla decisione della Giunta Comunale di Vercelli che, nei giorni scorsi, ha deliberato di destinare alla manutenzione del verde pubblico vercellese qualcosa come 1,2 milioni di euro l’anno (più che meno) come si vede nel testo integrale della delibera pubblicato appena sotto:

PIANO VERDE PUBBLICO

Ma non è ancora tutto.

Perché pare proprio che quella somma non copra il totale del fabbisogno.

Infatti, quando si rendono necessarie potature o manutenzioni importanti al patrimonio arboreo comunale (circa 11 mila alberi) sono a disposizione altre somme.

Un esempio?

Nel mese di dicembre 2025 si è posto mano alla potatura delle piante di Viale Rimembranza.

Un lavoro che ha comportato la presenza di un numero rilevante di Maestranze.

Con un costo conseguente: circa 100 mila euro.

Questi sono oltre il milione e 200 mila decisi con l’Atto che si può leggere integralmente, poco sopra.

Ma poi c’è la ciliegina sulla torta.

A Viale Garibaldi è destinata una somma ancora a parte, stanziata per assicurarne sempre il decoro, di circa 50 mila euro l’anno.

Dovrebbero servire – dicono fonti bene informate – per tenerlo sempre indenne dalla presenza di infestanti.

Diciamo che la gallery fotografica messa a repertorio in questi giorni non permette di rilevare risultati incoraggianti.

Ci sono tante delle essenze spontanee dei nostri campi.

Dal Crespino alla Cicoria selvatica (fiori gialli che i nonni chiamavano “Pisciacane” dai quali poi originavano i soffioni).

cui era tributaria la diffusione anemofila dei semi e quindi la riproduzione della specie.

Alcuni esemplari raggiungono anche il metro e mezzo di altezza, segno che stanno benissimo lì dove si trovano da tanto tempo.

Ma non mancano le graminacee spontanee

e – ma vogliamo che sia una sorpresa, perché ora sono ad uno stadio vegetativo ancora precoceanche un vero e proprio protagonista dei nostri argini.

Di che fare un bell’erbario, anche senza prendersi il disturbo di andare al Sesia, come dovevano, invece, fare gli studenti dell’Istituto Tecnico Agrario di qualche decennio fa.

Era comunque una bella esperienza.

Che oggi si potrebbe replicare pur spendendo più di 1,2 milioni di euro.

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