Acque agitate in Bcv Acque spa.
Circostanza che preoccupa non poco tutti coloro che, nel corso di questi ultimi dieci anni, hanno fortemente creduto e sostenuto (spesso “spes contra spem”) la tesi ed il progetto di una gestione degli acquedotti vercellesi, valsesiani, biellesi e casalesi affidata ad un gestore pubblico.
Nei link che seguono a fondo pagina e che rimandano ad altrettanti articoli, un po’ di storia e qualche memoria, che naturalmente deve essere contestualizzata in ragione del momento storico in cui furono pubblicati.
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E da qui in poi, come suol dirsi, occorre andare con ordine ed avere un po’ di pazienza e disponibilità di tempo per ripercorrere un pur breve riepilogo utile a riassumere i fatti principali, prima di addentrarci in quelli di oggi: chi è già edotto, può naturalmente saltare a piè pari tutto il capitoletto che segue.
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Dall’Atto di affidamento (Decreto) del Commissario Fluttero ai ricorsi al Tar Piemonte: di seguito il testo integrale del Decreto commissariale n. 1 del 28 febbraio 2025 –
DECRETO DEL COMMISSARIO ANDREA FLUTTERO
Sappiamo che, al termine del proprio mandato, il Commissario “ad acta” Andrea Fluttero, nominato dalla Regione Piemonte per prendere una decisione rivelatasi impossibile al livello locale competente, il 28 febbraio 2025 ha deciso (e formalizzato con il proprio Decreto) che Egato2 (l’Ente che riunisce tutti i Comuni ed Enti locali territoriali della provincia di Vercelli, di quella di Biella e di Casale e Valenza) dovesse assegnare la gestione delle reti idriche di tutto il territorio, per i prossimi 30 anni, ad un solo gestore, esclusivamente costituito da quelli attuali, interamente pubblici.
Ricordiamoli: Amc di Casale Monferrato (con la società Am+ spa, unita a Valenza); Cordar Biella (provincia di Biella), Cordar Valsesia (parte valsesiana della provincia di Vercelli) e Sii spa (che riunisce prevalentemente i territori della Baraggia vercellese e qualche altra propaggine).
Questi gestori pubblici hanno, a loro volta, costituito una sola società che, nei loro progetti e conformemente alla decisione del Commissario, dovrà unificare le gestioni: la società per azioni si chiama “Bcv Acque spa”.
Di seguito un estratto dello Statuto
ESTRATTO STATUTO BCV ACQUE SPA
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Fin troppo facile concludere che, in un siffatto panorama, chi si vede esonerato dalla futura gestione delle reti idriche è la società Asm Vercelli spa, che è di proprietà al 60 per cento di Iren spa e per il restante 40 per cento del Comune di Vercelli.
Asm / Iren resterebbe dunque a bocca asciutta?
No, (o non del tutto) perché i nuovi gestori provvederebbero a liquidare Asm comprando la parte di reti idriche ora in portafoglio all’ex municipalizzata.
Con una devoluzione di capitale valutata sui 50 milioni di euro.
Se bastano.
Perché dal 2016 in avanti, ogni volta che ci si è intrattenuti sull’argomento le stime sul valore dell’asset sono sempre cambiate (ora anche, le più ardite, arrivano a 70 milioni).
Un affare non male per i nuovi padroni di Asm, se si pensa che Iren acquistò, nel 2015, la frazione di maggioranza del capitale sociale di Atena spa dal Comune di Vercelli per circa 12 milioni di euro.
Comune di Vercelli che non incamererebbe – però – il 40 per cento di 50 o 60 o 70 milioni di euro pari al riscatto delle reti.
Perché le reti non sono né del Socio al 60 per cento, né di quello al 40 per cento, ma di un Ente terzo, appunto la spa Asm Vercelli
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(Una precisazione tecnica che non incide nella sostanza del discorso in esame: in realtà le reti sono sempre state e restano dei singoli Comuni, ma ciò che è in trattazione è il valore delle manutenzioni ed implementazioni nel tempo apportate).
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Quindi i soldi finirebbero nel patrimonio di Asm Vercelli spa.
Palazzo Civico potrebbe avere l’unica speranza, a quel punto, di vendere, alla stessa Iren (o a chiunque altro fosse interessato) il residuo 40 per cento delle proprie azioni in Corso Palestro e di chiudere così una partita che ormai è completamente annessa al controllo del colosso torinese, genovese, emiliano.
E amen.
Ma questa è tutta un’altra storia, che vale la pena tenere per ora sullo sfondo.
Perché la storia reale su cosa succederà alla gestione degli acquedotti in questa vasta area del Piemonte la scriverà il Tar, il Tribunale Amministrativo Regionale.
Infatti, pochi giorni dopo la decisione del Commissario Fluttero e sempre tempestivamente dopo ed in opposizione a ciascuno degli Atti ulteriori e pedissequi adottati, Iren e Asm hanno presentato ricorso ai Giudici Amministrativi e così ha fatto anche il Comune di Vercelli, in adesione ai ricorsi principali; altrettanto hanno fatto i Comuni di Villata e Cigliano.
Sapran loro.
Quando deciderà il Tar?
A maggio 2026.
Sino ad allora – e per motivi che paiono palesi – pare del tutto irrealistico parlare di gestioni che sono ancora (è il caso di dirlo) sub Judice.
E perciò non ne parleremo, potendo così tornare all’oggi.
E qui finisce la parentesi che si sarebbe tranquillamente potuta saltare a piè pari.
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IL CONSULENTE DI NATALE
Oggi, dunque, esiste una società per azioni, appunto la Bcv Acque spa, con sede in Vercelli, la cui identità e composizione sono rilevabili in Camera di Commercio, come si vede qui di seguito.
Se il Tar darà ragione ai ricorrenti si riapriranno i giochi.
Se, invece, respingerà i ricorsi (salvo l’eventuale, ulteriore passaggio al Consiglio di Stato che, tuttavia, difficilmente potrebbe avere effetti inibitori) potrà iniziare effettivamente la gestione, rispettando tutti gli impegni posti dall’Atto del Commissario (come sopra linkato integralmente), di cui si è già detto.
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Se, come abbiamo visto dal bilancio sopra linkato, il 2024 in Bcv Acque è trascorso senza grandi operazioni economiche spioventi sull’esercizio, Fonti attendibili direbbero che, nel corso del 2025, vi siano stai importanti investimenti in termini di acquisizione delle necessarie consulenze tanto giuridiche, quanto gestionali, con costi oggettivamente rilevanti (anche se bisogna assumere siano stati necessari) nell’ordine di centinaia di migliaia di euro.
Come ha fatto la società a fare fronte a queste spese?
Con il concorso (portafoglio) dei quattro Soci (Sii spa, Cordar Biella, Cordar Valsesia, Am+ spa) ciascuno dei quali detiene il 25 per cento del capitale sociale.
E fin qui, tutto sommato, tutto normale.
A scanso di già improbabili malintesi ed equivoci, va detto che le cariche nel Consiglio di Amministrazione sono (almeno per ora) completamente gratuite ed anche il compenso per il Collegio Sindacale è ai minimi (e forse meno ancora) tariffari professionali.
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La riunione per l’approvazione del bilancio 2025 è prevista entro il prossimo 30 aprile e da lì in poi chiunque potrà rilevare in Camera di Commercio quali siano stati i valori in campo.
Sempre da Fonti attendibili si assume che a fine aprile si procederà al rinnovo dell’Organo amministrativo, cioè il CdA, con la nomina, da parte dei quattro Soci, degli Amministratori e poi del Presidente e Amministratore delegato.
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Vediamo chi sono gli attuali componenti del Consiglio di Amministrazione:
Fabrizio Amatelli (in rappresentanza di Am+ Casale e Valenza, che ha l’incarico di Presidente);
Leonardo Gili (in rappresentanza di Sii spa, che ha l’incarico di Amministratore delegato);
Laura Leoncini e Gabriele Martinazzo (in rappresentanza di Cordar Biella, Consiglieri);
Maria Cristina Patrosso (in rappresentanza di Cordar Valsesia, Consigliere).
Come si vede, due Consiglieri spettano a Biella ed uno ciascuno agli altri enti.
Le “appartenenze” sono importanti (anche) perché, per formare una maggioranza è sufficiente il voto di tre fra i cinque Consiglieri.
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All’osservatore esterno è sempre parso che in Bcv, quanto a rapporti tra i Soci, tutto filasse liscio, ma a gennaio di questo 2026 la vera e propria sorpresa.
A tutti i 29 Sindaci del territorio afferente al Cordar Valsesia, alle ore 9 e 50 del 15 gennaio arriva una posta elettronica certificata inviata dal Presidente del Cordar stesso, Paolo Croso.
Vale la pena di ricordare che Croso sia (sempre stato) una figura centrale tanto nella gestione degli acquedotti valsesiani, quanto nella battaglia per assicurare che restasse interamente pubblico il controllo di questa importante risorsa.
Controllo pubblico che – nelle intenzioni – dovrebbe garantire il rispetto di almeno due importanti principi: il primo è non assecondare il cosiddetto “intento speculativo” intrinsecamente (e legittimamente) perseguito da un gestore privato; ma il secondo è salvaguardare la trasparenza della gestione.
Il sistema di controlli (esteso anche ad ogni singolo Comune del territorio) che è nello Statuto di Bcv Acque (si veda l’estratto sopra linkato) parrebbe voler dire proprio questo.
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Sicchè Croso, un bel giorno, chiede, con la lettera che di seguito e poco oltre trascriviamo, una semplice informazione relativa ad un nuovo Consulente che la Società (pare) voler nominare.
Non va dimenticato che siamo alla fine di un anno in cui si è già molto investito sulle consulenze (che dobbiamo dare per acquisito siano state tutte necessarie).
Il nome del Consulente non è di fondamentale importanza: sicuramente assistito da un curriculum di tutto rispetto; il punto non è questo.
Il punto, per quanto riguarda i rapporti tra Soci, un altro: può una delle Società (così come il Sindaco di uno qualsiasi dei Comuni interessati) chiedere informazioni sulla gestione?
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Ecco la lettera inviata il 15 gennaio dal Cordar Valsesia a tutti i Sindaci del proprio territorio. Al termine, segue un’altra avvertenza ancora:
“Alla c.a. Sigg. Sindaci
Buongiorno a tutti,
con la presente si trasmettono in allegato:
la richiesta relativa alle referenze dello studio incaricato per la valutazione degli asset (due diligence) delle aziende socie di B.C.V. Acque S.p.A. come previsto da cronoprogramma del decreto commissariale di affidamento del servizio, avanzata in data 24.12.2025 dallo scrivente Consiglio di Amministrazione alla Dott.ssa Maria Cristina Patrosso, membro del CdA di B.C.V. Acque S.p.A. nominato da CO.R.D.A.R. Valsesia S.p.A.
il riscontro del 25.12.2025 dal quale si evince il totale disprezzo da parte dell’amministratore delegato (e della persona che ci rappresenta?) per il presidente del nostro CdA che ha posto una semplice e più che lecita domanda e per lo statuto di BCV che prevede espressamente che le quattro società abbiano accesso a tutti i documenti inerenti l’attività della BCV stessa .
stralcio dello Statuto di BCV.
Tutto ciò per informarVi che, in queste condizioni, è impossibile esercitare da parte nostra, conformemente a quanto previsto dall’art 23 dello Statuto di B.C.V., il cosiddetto controllo analogo “a cascata”.
Rimanendo a disposizione per qualsiasi chiarimento, l’occasione è gradita per porgere cordiali saluti.
Il Consiglio di Amministrazione di CO.R.D.A.R VALSESIA S.P.A.” –
Lettera a proposito della quale Croso, interpellato sul punto, non ha inteso rilasciare dichiarazioni, anche per non alimentare polemiche. Del resto, pare tutto abbastanza chiaro.
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Più che un sasso in piccionaia, pare una vera e propria presa di distanza del Cordar Valsesia dal CdA di Bcv Acque e che pare alludere a qualcosa che non sia nato alla vigilia di Natale, giorno in cui Cordar chiede alla propria rappresentante (con il punto interrogativo) in Bcv di avere lumi sul Consulente incaricato, ma latente già da tempo.
Non va, tra l’altro, dimenticato, come già richiamato che, a fine 2025, la società ha già fatto investimenti in consulenze nell’ordine di centinaia di migliaia di euro.
Come si legge nel testo della lettera da Cordar a Patrosso, si tratta:
di una pec;
di una pec inviata agli indirizzi istituzionali degli Enti;
quindi di un documento che deve essere da parte di ciascun destinatario protocollato e, per conseguenza:
accessibile a qualsiasi cittadino che ne faccia richiesta (per inciso: la lettera sta circolando al punto che non ne abbiamo nemmeno dovuto fare richiesta).
La lettera circola con tutti gli allegati, cioè anche le risposte (per alcuni aspetti stupefacenti) che il Cordar Valsesia riceve tramite il proprio rappresentante Cristina Patrosso.
Nonostante questo, ci asterremo dal pubblicare semplicemente il pdf delle lettere in quanto vi compaiono (siamo a Natale) anche riferimenti alla sfera personale degli estensori: sono, peraltro, più che sufficienti gli estratti relativi all’ambito aziendale e istituzionale.
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Dunque sono le ore 12,22 della vigilia di Natale, quando il Cordar scrive alla Dottoressa Patrosso:

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Ed è qui che arriva la vera e propria sorpresa, perché, se è vero che la Dottoressa Patrosso si fa parte diligente di trasferire senza por tempo di mezzo la richiesta all’Amministratore delegato di Bcv di Leonardo Gili, la risposta che riceve pare non corrispondere alla domanda.
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Sono le ore 12,02 del giorno di Natale, quando Gili invia a Patrosso questa mail che, con ogni probabilità farà ancora molto discutere all’interno della Società.
Intanto, sul curriculum del Consulente, nessuna risposta e parte all’attacco:
“Evidentemente il Sig. Croso continua con le sue inutili e incomprensibili provocazioni”.
Sicchè pare che questo sia solo un ulteriore capitolo di una tensione non recente.
Ma continua:

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Come abbiamo anticipato, non ci addentriamo oltre nell’esame del testo, che chiunque potrà vedere accedendo agli Atti dei singoli Comuni e dello stesso Cordar Valsesia.
Ciò che questo scambio “natalizio” di mail pare evidenziare è una situazione di maretta tra Soci ed Amministratori di Bcv Acque, maretta che parrebbe essere già in corso da tempo e di cui bisogna prendere atto ponendosi anche alcune ulteriori domande.
La prima: cosa pensano della situazione le altre Società, cioè Cordar Biella e Am+ spa?
La seconda: se questo è lo stato dei rapporti che si sono instaurati prima ancora di gestire operativamente un solo metro lineare di acquedotto, come si pensa di andare avanti?
La terza: abbiamo più volte richiamato la circostanza che vede destinatari della pec, con allegati, inviata dal Cordar Valsesia il 15 gennaio, ben 29 Comuni valsesiani.
Cosa ne pensa la politica di una siffatta situazione?
Ci sarà tempo per un chiarimento – che alcuni dicono già in corso – o si arriverà alla scadenza di aprile ancora… in alto mare?
Chi vivrà, vedrà.
Ed ora ecco un po’ di materiale d’archivio, peraltro solo una parte del lavoro svolto in questi ultimi dieci anni sull’argomento.
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GRANDI MANOVRE PER LA PRESIDENZA DI SII / BARAGGIA
CAMPOMINOSI: SULL’ACQUA SI GIOCHI A CARTE SCOPERTE
CON AMAZON DISPONIBILI, NON DOCILI. RIPRENDIAMOCI LE RETI IDRICHE. RIFORMIAMO LA MACCHINA COMUNALE
TRIPPA PER I GATTI / 436 – L’ex allievo fa propaganda per il manager Iren –
VERCELLI – La partita dell’acqua bagna il portafoglio azionario di Palazzo Civico
TRIPPA PER I GATTI / 941 – Gestione degli acquedotti, Caterina Caselli fu profetica
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TRIPPA PER I GATTI / 990 – La fine del Mondo è rinviata (almeno) al 21 maggio 2026














