VercelliOggi
Il primo quotidiano online della provincia di Vercelli
Provincia di Vercelli, Regione Piemonte, Vercelli Città
Le camere sono prenotate fino a metà gennaio: poi il ritorno a casa?

VERCELLI, INQUILINI ATC DI VIA MONFALCONE OSPITATI AL MODO HOTEL - Garantiti pernottamento e prima colazione, ma per pranzo e cena nessuno ne vuole sapere - E l'attesa pare ancora lunga - Nella notte del 25 dicembre l'incendio presso il locale tecnico elettrico ha privato l'intero immobile di energia elettrica - 

Tra le persone che ora sono sistemate in albergo ci sono anche bambini

Come hanno passato il Capodanno 2026 le famiglie sfollate da Via Monfalcone ed ospitate al Modo Hotel di Vercelli?

(alcuni dei residenti di Via Monfalcone a Vercelli, ora ospitati al Modo Hotel)

All’oscuro, è il caso di dirlo.

Ma non perché manchi la luce anche in albergo; all’oscuro sui tempi previsti per il rientro presso le abitazioni e, soprattutto, su altre circostanze importanti come, ad esempio, se, quelli all’impianto elettrico, siano gli unici danni patiti a causa dell’incendio dai sottosistemi di servizi agli immobili o ci siano altre criticità estese ad altri impianti o parti della struttura, che potrebbero determinare ulteriori dilatazioni dei tempi auspicati per consentire il ritorno a casa dei residenti.

Sappiamo come siano andate le cose

Leggi qui –

Leggi qui –

***

Nella notte tra 25 e 26 dicembre 2025 il locale dove sono posizionati i quadri elettrici condominiali del civico 51 è andato in fiamme.

E da quel momento lo stabile è privo di energia elettrica.

Niente illuminazione, ma non solo: tutto ciò che in una casa funziona con alimentazione elettrica è fermo; dal frigorifero alla lavatrice.

Le famiglie raccontano che non sarebbe possibile procedere ad un allaccio di emergenza dai palazzi vicini in quanto agli stabili, come si vede dalle fotografie, sono ancora applicati i ponteggi che sono serviti per opere edili.

I lavori sarebbero terminati da settimane, ma le impalcature sono ancora lì: nessuno che spieghi loro perché, nemmeno l’Atc (Agenzia territoriale per la casa Piemonte Nord).

Le immagini ed i residenti di Via Monfalcone angolo Via Gramsci raccontano storie un po’ diverse da quella agiografica illustrata dal filmato diffuso qualche tempo fa dall’Istituto, per celebrare i 100 anni della propria attività.

***

Ma andiamo con ordine.

Dunque il 27 dicembre le famiglie che, fino a quel momento, non avevano nel frattempo trovato ospitalità presso parenti o amici, altrove, sono raggiunte dalla bella notizia: si va al Modo Hotel.

L’albergo riceve una ventina di persone, di queste sette sono minori.

Nei primi giorni del 2026 Atc ha prenotato altre 3 camere, almeno fino al 15 gennaio prossimo.

E così si entra in possesso di un primo dato, ricavato appunto dalla prenotazione fino a metà gennaio: forse per quella data Atc confida che i residenti possano tornare nei rispettivi appartamenti.

***

Tutto bene, dunque?

Fino ad un certo punto.

Atc sviluppa una trattativa sul costo dell’ospitalità (lo stabile è di Atc, quindi tocca all’Agenzia) con i gestori dell’hotel: si arriva a concordare un prezzo, al quale il Comune di Vercelli aggiunge un contributo di 10 euro a camera. Pernottamento e prima colazione sono garantiti.

Insomma un bed and breakfast.

***

Per il pranzo e la cena che si fa?

Pare che nessuno ne voglia sapere di accollarsi l’onere anche del vitto.

La fantasia viene in soccorso.

Le famiglie raccontano di colloqui che paiono abbastanza singolari.

Parrebbe che a loro sia stato suggerito: a pranzo dalle 13 alle 16 andate a casa e cucinate lì; magari preparate qualcosa in più, che potete consumare la sera in albergo.

Infatti in Via Monfalcone il gas non manca.

Cioè si sarebbe detto che le famiglie possono tranquillamente rientrare (dalle 13 alle 16) nell’immobile dal quale se ne sono andate il 27 dicembre.

Se tutti hanno capito bene, pare chiaro che quel consiglio così di “buon senso” sia dispensato da persona che di una cosa dovrebbe essere sicura, una cosa importante: l’agibilità dello stabile e delle singole unità immobiliari c’è di sicuro.

Lo stabile presenta tutto il locale tecnico con i quadri elettrici devastato dalle fiamme; nei singoli appartamenti non c’è corrente elettrica.

Eppure, per dare un consiglio del genere, cioè per incoraggiare (ripetiamo, se tutti hanno capito bene) persone a recarsi ed usare fiamme in cucina nei singoli appartamenti, significa che sono sicurissimi che i medesimi e tutto l’immobile siano perfettamente agibili.

Pedissequamente, dovrebbero esserci le dichiarazioni di conformità per tutti gli impianti: elettrico, idrico, termico.

***

Pare però che il consiglio sia – a prescindere – valutato con un certo scetticismo, sicchè il problema dei due pasti principali resta (come abbiamo visto, per cappuccino e brioches sono a posto).

Fino ad ora ci si è in qualche modo arrangiati: per i primi due giorni avrebbe provveduto direttamente la gestione dell’albergo, a proprie spese.

Per altri due giorni alcuni benefattori, che desiderano restare anonimi, hanno devoluto la somma necessaria a coprire il costo dei due pasti per ciascun ospite.

E dopo?

Cioè: per le prossime due settimane, chi paga pranzo e cena a queste persone?

Tutto lascia credere che debbano essere date risposte urgenti.

Urgenti anche perché, tra le persone sfollate, ce ne sono alcune che presentano problemi di salute.

Questa è la situazione fino al 4 gennaio.

Si vedrà se la Befana porterà buone notizie e, soprattutto, i canonici due pasti al giorno.