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Ha presieduto la Celebrazione l'Arcivescovo Mons. Marco Arnolfo

VERCELLI - San Giovanni Bosco ha ancora molte cose da dire agli uomini ed alle donne d'oggi: soprattutto, non disertare la missione educativa, accettare la sfida per non perdere nessuno - Nel giorno della memoria liturgica del Santo del Valdocco, la festa di una comunità viva e coesa, guidata dal Parroco Don Claudio Giovannini - IL VIDEO E LA GALLERY

Festeggiati i 50 anni di matrimonio di Filomena Antonuccio e Lucio Caruso

E’ sempre vivo l’amore del popolo di Dio per San Giovanni Bosco.

Anche perché sempre attuale il suo magistero, sempre necessario alla vita delle comunità locali, delle persone, il suo carisma educativo, di cui ora sono testimoni i suoi figli e figlie della Famiglia Salesiana.

Soprattutto, sempre grande il vuoto di carità da colmare, in una società che – al di là del progresso e di un benessere più diffuso di quanto fosse ai suoi tempi – è sempre segnata dallo stigma delle diseguaglianze, della negazione della centralità della persona: come allora, nei processi produttivi, non meno che nelle condizioni esistenziali.

Don Bosco avrebbe tanto da fare, se fosse con noi oggi: di questo non c’è dubbio.

E proprio per questo è forse più utile, anziché cercare di “ripetere”, come se fosse possibile procedere con un navigatore, i passi che compì allora il Santo del Valdocco, tentando di conformare la realtà di oggi a quella di allora; è forse più utile domandarci, di fronte alle tante situazioni che ci interpellano, alla forme vecchie e nuove di povertà, marginalità, anche povertà educativa, di riduzione della persona a monade persa nell’isolamento di una “connessione” che priva di relazione autentiche, figuriamoci fraterne, tra le persone; è dunque forse più utile domandarci: cosa farebbe, come si comporterebbe, cosa ci potrebbe dire Don Bosco se fosse con noi oggi?

Domande solo apparentemente destinate a restare senza una risposta “verificabile”, perché sono domande alle quali non manca di rispondere lo Spirito Santo, soprattutto se lo si incontra nella preghiera.

Il nostro video, messo a repertorio il 31 gennaio, festa di San Giovanni Bosco, al Belvedere, offre integrale la bellissima omelia dettata dall’Arcivescovo, Mons. Marco Arnolfo, che ha presieduto la Celebrazione, invitato dal Parroco Don Claudio e da tutta la Comunità salesiana.

Con l’Arcivescovo erano presenti tutti i Sacerdoti salesiani della Comunità, il Vicario Generale della Diocesi, Mons. Stefano Bedello e Mons. Joannes Maria Fagnola, in rappresentanza del Clero diocesano.

Come sempre il Presule è entrato nel vivo dell’esperienza salesiana, parlando, soprattutto ai ragazzi, di qualche momento della vita del Santo.

Quest’anno si è soffermato di più sul celebre “sogno” del piccolo Giovanni quando, a 9 anni, avvertì la chiamata.

Ebbene, in quella visione onirica ebbero un posto tutt’altro che secondario proprio la vocazione missionaria, evangelizzatrice e la missione educativa, anche quando i casi potevano parere disperati, tanto che – per indicare anime e persone apparentemente perdute – non si esitava a parlare di “animali feroci”.

(“Volsi allora lo sguardo, ed ecco, invece di animali feroci, apparvero altrettanti mansueti agnelli”).

In quel tempo, nella Torino della nuova società industriale, meta di “emigrazioni” dalle campagne, poteva accadere che gli “animali feroci” arrivassero – per esempio – dal Monferrato e finissero nei luoghi dello sfruttamento, dove erano negati i caratteri di umanità della vita.

Se è permessa una digressione personale e per non eludere il tema: forse è utile domandarci come si comporterebbe Don Bosco se fosse con noi oggi e fosse alle prese, per esempio, con la realtà dei giovani violenti di certe aree urbane, soprattutto metropolitane, che tanto posto si vedono riservare nei talk show.

Forse sbagliamo, ma crediamo che Don Bosco accetterebbe la sfida, non si rassegnerebbe a perdere nessuno.

Alcuni dei pensieri offerti da Mons. Arnolfo sono poi stati ripresi, nell’intervento di saluto, dal Sindaco di Vercelli, Roberto Scheda, che ha voluto esprimere l’apprezzamento della municipalità per l’opera, anche sociale, oltre che pastorale, da più di cento anni portata avanti dai Salesiani e dalle Figlie di Maria Ausiliatrice.

Tutti gli interventi sono integrali nel filmato che completa, insieme alla piccola gallery, queste note.

Il parroco, Don Claudio Giovannini, ha messo in rilievo – anche il suo intervento nel video – la ricchezza di questa realtà, da sempre “plurale”, dove hanno posto e si possono esprimere tanti diversi carismi.

In questa giornata è stata in particolare richiamata la realtà dei Cooperatori Salesiani, i laici che si impegnano a testimoniare nella società l’insegnamento ed i valori illustrati da San Giovanni Bosco: li ascoltiamo nella preghiera di rinnovamento della loro solenne “Promessa”.

Ancora un momento bello e sentito come affettuoso da tutta la comunità: l’Arcivescovo ha benedetto due Coniugi che quest’anno festeggiano i 50 anni di nozze.

Si tratta di Filomena (per tutti, “Filo”) Antonuccio e Lucio Caruso. Auguri di ogni bene per tanti altri anni.

Poi – ancora ripresa nel video – la benedizione anche del “pane di Don Bosco” con l’ostensione della reliquia del Santo.

Infine, non si potrebbero concludere queste note senza un ringraziamento alla Corale parrocchiale, che ha animato, con unanime apprezzamento, la Liturgia, diretta dalla Signora Antonella Ganzeroli; all’organo il Maestro Marco Pultronaggio.

Ora vi lasciamo con il video e la gallery. Buona visione e buon ascolto.

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