Di tempo ne è passato da quel 18 marzo 1817 quando, nel Regno di Sardegna, furono promulgate le “regie patenti” che istituivano il “Regolamento della Famiglia di Giustizia”, prima ed embrionale forma organizzativa dell’Attuale Polizia Penitenziaria, una delle Specialità della Polizia di Stato.
Le Famiglie di Giustizia furono operative fino al 1873, quando subentrò il Corpo delle Guardie Carcerarie (1873-1890) e poi, lungo un secolo, dal 1890 al 1990, il Corpo degli Agenti di Custodia che cedette il passo all’attuale Polizia Penitenziaria.
Unico il denominatore comune valoriale, riassunto nel motto: “Despondere spem, munus nostrum” cioè: Garantire la Speranza è il nostro compito”.
Istanza non così astratta come forse potrebbe concludere ad una prima lettura, se si pensa che nella giornata celebrativa del 209° Annuale di Fondazione del Corpo, oggi 19 marzo a Vercelli, molta parte dei discorsi ufficiali è stata dedicata proprio alla speranza di reinserimento delle persone che hanno sbagliato, ma che vogliono riprendere in mano la propria vita.
Come sempre connotata da sobrietà ed operatività, la mattina di oggi presso la Casa Circondariale di Billiemme a Vercelli ha permesso di ascoltare dalla voce del Vice Comandante di Reparto della Polizia Penitenziaria in servizio a Vercelli, Commissario Capo Luca De Santis e da quella del Direttore Giovanni Rempiccia.
Importanza e spessore delle attività investigative condotte nell’ultimo anno.
Capacità di fare un gioco di squadra che mette in rilievo tutte le attitudini delle risorse umane impegnate in questo non facile lavoro.
O, con una metafora forse più suadente, pur tra le mura di un Istituto di pena, essere come un’orchestra capace di rendere armonico in un unicum persino seducente, il suono di vari strumenti e l’originalità di tanti solisti, preparati e tutti orientati al risultato comune.
Il video che documenta la giornata offre integrali entrambi gli interventi (del Comandante e del Direttore) che contengono dati tecnici (il numero delle traduzioni, le attività di prevenzione e repressione) ed indicano altresì un orizzonte di impegno, volto a proseguire nelle necessarie opere di ristrutturazione delle strutture, così da assicurare migliori condizioni di vita e di lavoro.
Al termine di queste note anche una piccola gallery.
Buona visione e buona lettura.










































