Durante le ore del rientro pomeridiano a scuola, mercoledì 11 febbraio, la classe 3A servizi per la sanità e l’assistenza sociale, accompagnata dalla prof.ssa Rosa Longobardi, si è recata presso la scuola primaria “Rosa Stampa” per visitare l’aula Snoezelen.
L’istituto, uno dei pochi in Piemonte e unico nel territorio di Vercelli, da qualche anno si è dotato di quest’aula dove è possibile applicare il metodo Snoezelen.
Il metodo Snoezelen nasce in Olanda negli anni ’70 e il suo nome deriva dalla fusione delle due parole olandesi “snuffelen”, annusare, e “doezelen”, sonnecchiare; è chiaro il riferimento ai due aspetti centrali del metodo, cioè l’uso dei sensi e la sensazione di benessere che si persegue.
È proprio nell’aula multisensoriale, visitata dalle alunne, che è possibile sperimentare esperienze che stimolano i cinque sensi.
In particolare ci si avvale di materiali e strumenti specifici; per la stimolazione della vista si usano fibre ottiche, tubi a bolle, proiettori di immagini liquide; per sollecitare il senso dell’udito vengono ascoltati musica rilassante, suoni della natura, rumori bianchi; il tatto invece verrà stimolato da pareti tattili, cuscini vibranti, palline di varie grandezze e consistenze con lo scopo di aumentare la propriocezione dell’utente; infine l’olfatto può essere coinvolto attraverso l’uso di diffusori con varie fragranze.
Il metodo Snoezelen si rivolge a diverse tipologie di soggetti.
Durante la lezione del maestro Michele Di Giorgio, che ringraziamo per la disponibilità e la chiarezza, sono stati mostrati i benefici del metodo rivolto ad alunni con varie disabilità, dall’autismo alle disabilità intellettive, ma il metodo si dimostra adatto anche alla gestione degli aspetti emotivi e comportamentali di bambini con disturbi dell’attenzione e iperattività e in generale può essere utilizzato con tutti gli studenti per sostenere lo sviluppo cognitivo ed emotivo.
Infatti esso accresce la sensazione di fiducia nelle proprie potenzialità, crea benessere interiore, riduce problemi comportamentali prevenendo l’isolamento e l’impoverimento percettivo tipici del nostro tempo.
Le alunne della classe hanno potuto sperimentare alcune delle pratiche in prima persona riuscendo a coniugare informazioni teoriche con l’esperienza diretta in attesa delle prossime settimane, in cui, a piccoli gruppi, avranno l’occasione di vedere il metodo applicato agli alunni direttamente partecipando ad alcune lezioni.
L’esperienza è stata molto apprezzata, soprattutto in questo momento del loro percorso scolastico, dove stanno acquisendo una serie di competenze utili per la loro formazione professionalizzante in vista di lavori a stretto contatto con utenze quali bambini e disabili.
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Redazione di Vercelli





















