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VERCELLI - Istituto Lanino - “Ali, acqua e Costituzione: pensare globale, agire locale” - Incontro  con la Dottoressa Raffaella Pagano    

Il resoconto degli studenti che hanno intrapreso un viaggio che ha unito diritto, scienza e quotidianità

Vercelli Città

Non sempre serve andare lontano per parlare di mondo: lunedì 9 febbraio lo abbiamo fatto partendo dal nostro territorio.

Con la Dottoressa Raffaella Pagano, le classi 3^I TUR, 2^A SSAS, 1^C AFM e 2^B SSAS hanno intrapreso un viaggio che ha unito diritto, scienza e quotidianità.

Si è partiti dall’Articolo 9 della Costituzione, che tutela anche ambiente, biodiversità ed ecosistemi. Un passaggio che non resta confinato nei manuali, ma si traduce in scelte concrete che riguardano il territorio e le generazioni future.

Da qui lo sguardo si è allargato all’Agenda 2030 e alla Nature Restoration Law, con obiettivi ambiziosi di ripristino di foreste, praterie, zone umide e fiumi. Numeri importanti, certo, ma resi comprensibili attraverso esempi vicini, tangibili, quasi domestici.

Le risaie del vercellese, ad esempio, non sono solo distese geometriche d’acqua e cielo. Sono ecosistemi complessi che ospitano aironi cenerini, garzette, nitticore e limicoli che nidificano sugli argini, intrecciando agricoltura e biodiversità.

Le garzaie nelle aree boscate diventano così condomìni naturali, affollati e rumorosi. I fontanili, con le loro acque limpide e costanti, custodiscono piante come il romice d’acqua e insetti rari che trovano lì il loro equilibrio. Anche le libellule, spesso osservate distrattamente, sono state protagoniste del racconto. Specie tutelate a livello europeo che trasformano uno stagno in un indicatore prezioso di qualità ambientale.

Accanto a questo patrimonio, sono emerse le fragilità.

Le zone umide drenate o trasformate perdono la capacità di assorbire carbonio e di mitigare le piene, lasciando più esposte le comunità.

Un esempio concreto è quello dei fiumi frammentati da ostacoli che ne interrompono il corso. Restituire tratti di “free flowing river” significa ridare continuità alla vita acquatica e rafforzare la resilienza dei territori.

Si è parlato anche di specie esotiche invasive, come la Trachemys scripta, che alterano gli equilibri locali.

Un piccolo gesto, come l’abbandono di un animale non più desiderato, può generare conseguenze diffuse e durature. E poi il tema delle microplastiche, ormai presenti nel 99% dei campioni di pesce analizzati in recenti studi. Un dato che traduce in realtà visibile ciò che spesso percepiamo come lontano, ricordandoci che ambiente e salute dialogano continuamente. Gli studenti hanno colto il filo che lega questi esempi: ogni scelta individuale si inserisce in un sistema più ampio.

Ridurre l’uso della plastica, rispettare gli habitat, sostenere pratiche agricole attente non sono slogan, ma tasselli di una responsabilità condivisa.

Il messaggio è passato con chiarezza e misura, senza enfasi celebrative. Proteggere l’ambiente significa proteggere noi stessi, in un intreccio che non ammette separazioni.

Così l’incontro si è chiuso con un invito semplice e concreto: pensare globalmente, agire localmente. Perché il futuro non è un’ipotesi lontana, ma il risultato delle scelte che maturano, silenziose, già oggi.

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Redazione di Vercelli

Posted in Scuola e Università