C’è un’immagine che spesso accompagna i nostri ragazzi: lo sguardo incollato allo schermo, le dita che scorrono mondi virtuali dove tutto è pulito, istantaneo e, in fondo, impalpabile.
Poi capita che le classi 3^, 4^ e 5^ F del corso C.A.T. dell’I.I.S. Cavour di Vercelli decidano di fare il percorso inverso, lasciano i banchi, attraversano la strada e si fermano in un cantiere, quello di fronte all’Ospedale cittadino.
Lì, dove l’aria profuma di conoscenze tecniche e responsabilità, non c’è un filtro Instagram, ma la realtà nuda del costruire.
Non è stata una semplice vita di istruzione, ma un’immersione in quella “scuola di vita” che i libri faticano a raccontare.
Mentre il Geom. Gianmario Avetta, Presidente del Collegio dei Geometri di Vercelli, portava i saluti istituzionali, i ragazzi hanno capito che un edificio è come un ecosistema complesso.
Hanno visto i giganti di ferro – la gru, i ponteggi, i monoblocchi prefabbricati – ma soprattutto hanno incontrato i volti dietro le competenze.
Dalla Geom. Sabina Fatima Manno, in veste di Amministratrice di condominio e progettista, al Direttore dei Lavori Geom. Massimo Pozzo, fino a chi la sicurezza la deve garantire ogni secondo, il CSP e CSE Geom. Massimo Sereno.
Il momento più alto? Una lezione di civiltà prima ancora che di tecnica: la simulazione della rimozione delle lastre in amianto, effettuata con lastre ecologiche. Vedere i DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) non come un obbligo burocratico, ma come lo scudo che separa la vita dal rischio.
Il tutto spiegato sotto l’occhio attento degli esperti dello S.PRE.SAL. – la Dottoressa Silvia Maria Teresa Durante, il Dottor Francesco Leone e il Geom. Alessandro Azzalin – insieme al Luogotenente Gianluca Masella dei Carabinieri dell’Ispettorato del Lavoro.
È raro che un’aula si sposti in mezzo alla strada con tale autorevolezza. È ancora più raro che figure come il Geom. Massimo Serratore della ditta Acrobatica Energy e il Geom. Domenico Calarco della ditta Ronco Andrea e tutte le altre sopracitate mettano la loro esperienza a disposizione di chi, domani, dovrà prendere il loro posto.
Questi studenti hanno compreso che il confine tra un progetto e la sua realizzazione è fatto di leggi rigorose e precisione millimetrica.
Un bagaglio tecnico che non si esaurisce tra i banchi, ma che richiede il confronto costante con la realtà operativa del settore.
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Redazione di Vercelli






















