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Nell'ambito del progetto "Vite e vissuti"

VERCELLI - La verità nel processo penale - E  la "presunzione di innocenza" - Gli studenti del Liceo Lagrangia si cimentano con temi per palati fini - Ma li aiutano a capire un Magistrato di grande esperienza, il Dott. Marco Grandolfo ed un celebre Avvocato penalista, Gian Maria Mosca - 

Esperienza di grande valore formativo, tra PM, Avvocati e Tribunale per educare alla legalità ed alla cittadinanza -

La verità nel processo penale.

Accertamento dei fatti, e il giudizio di responsabilità personale.

Sono questi gli “argomenti” che hanno coinvolto gli studenti venerdì 20 febbraio 2026 nell’Aula Magna dell’IIS “Lagrangia” di Vercelli di Via Duomo.

Tra “verità assoluta” e “verità ricercata”, tra lavoro “storico” e lavoro “giuridico”.

Con la maestria e la competenza professionale, unita alla grande capacità di oratoria e di chiarezza, il Dott. Grandolfo Marco, Sostituto Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Torino, ha intrattenuto gli studenti  con una appassionata conversazione.

Nell’ambito del progetto “Orientamenti formativi: vite e vissuti”, gli studenti delle classi quinte del Liceo Classico e del Liceo delle Scienze Economiche e Sociali, seguono un itinerario di ricerca che li vede coinvolti in alcuni momenti di approfondimento.

Nel mese di dicembre, gli studenti avevano incontrato in data 12 dicembre 2025, l’Avv. Mosca Gian Maria, avvocato penalista, che con grande eloquenza e capacità retorica, ha “dimostrato” al gruppo di studenti, l’importanza della presunzione di innocenza e della difesa in un processo penale; i principi costituzionali del giusto processo ed alle regole principali del rito penale accusatorio.

Il giorno 20 febbraio 2026, agli studenti il PM Grandolfo, ha illustrato il duplice volto della sua professione di magistrato: costruire e sostenere l’accusa; come parte pubblica ha un dovere di verità che lo differenzia radicalmente dall’avvocato difensore.

Gli studenti, con l’Avvocato Mosca, hanno avuto modo di riflettere sulla funzione della “difesa legittima” e sulla garanzia dell’equo processo, nella difesa migliore per il cliente.

Ora con  il Dott. Grandolfo, l’attenzione si concentra sulla ricerca della verità, anche se questa contrasta con la iniziale tesi accusatoria del Pubblico Ministero e si traduce in acquisizioni a favore dell’imputato.

Il PM Grandolfo ha esposto l’importanza della “ricerca della verità”, lavoro specifico del magistrato nella sua funzione inquirente e requirente, nella logica della pretesa punitiva dello Stato, per giungere a quelle capacità argomentative che conducono ad un ragionamento per consentire il raggiungimento della sentenza motivata.

Dalla verità al giudizio.

Un “lavoro” preciso, tra indagini preliminari, intercettazioni e interrogatori… nel cammino dell’accertamento della verità, una “sequenza” di azioni che, similmente al lavoro dello storico, sono volte ad “accertare” la verità, indagando sui fatti e sui “dati”.

Imparzialità e oggettività, capacità argomentativa e sviluppo di ragionamento… documenti, interpretazioni, valutazione del materiale probatorio, per consentire al Giudice di arrivare alla  risoluzione della quaestio iuris (quale diritto applicare al fatto storicamente accertato), in u crescendo di lavoro quasi “storiografico”, per quella “interpretazione” della norma per le responsabilità giuridicamente rilevanti.

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Un percorso di educazione civica, ma anche di orientamento, che aiuta gli studenti a conoscere la realtà giuridica e la riflessione sociale e l’importanza dei procedimenti nella ricerca della verità.

Referente del progetto la docente prof.ssa Acide Elisabetta, che da anni elabora percorsi per gli studenti, volti ad aiutare i giovani a riflettere sui temi della legalità, del  funzionamento del sistema giudiziario, sottolineando l’importanza del contraddittorio e del rispetto dei diritti delle parti, ad “orientare” nella capacità critica e nella valutazione delle realtà e delle situazioni, per fare prevenzione e riflessioni.

La docente di Religione Cattolica, poi precisa:

”Credo sia importante aiutare gli studenti ad approcciare il tema con una riflessione critica che li aiuti a “leggere” la realtà che li circonda nel rispetto delle persone, del “linguaggio (l’imputato non è già colpevole), nella conoscenza del sistema processuale e delle Costituzione.

Gli studenti, inoltre, condurranno nello specifico della disciplina, un percorso volto a riflettere su quel “Quid est veritas?” pronunciato da Pilato davanti a Gesù e sulla “verità” come riflessione di quel “processo” nella storia, che ha visto pur nella formulazione del  “non trovo in lui nessuna colpa” la condanna di Gesù, dunque come la verità possa essere sacrificata per ragioni di potere, quiete sociale o paura”.

Auspico”, prosegue la docente, “che la  riflessione sia momento importante, per sviluppare negli studenti non solo la conoscenza di un’area professionale-lavorativa, e un importante aspetto della vita sociale, ma quello sviluppo dello “spirito critico” che consentirà loro di mettere in atto le competenze per leggere il presente, la cronaca giornalistica e giudiziaria, che come sappiamo, richiede prudenza, rigore probatorio e una costante attenzione al “giudizio” , perché non si trasformi in una condanna ingiusta “preventiva” “.

Il percorso, proseguirà con la proficua collaborazione con il Tribunale di Vercelli, con l’altrettanto interessante progetto “Camera Penaledel Foro di Vercelli che, oltre agli interventi in classe da parte dei professionisti avvocati esperti del Tribunale di Vercelli,  prevede la simulazione di un “caso giudiziario” e successivamente la presenza degli studenti in Tribunale, per assistere come uditori, ad  una udienza di processo penale.

L’Istituto tra i numerosi ed interessanti progetti, da anni, investe in attività di educazione alla legalità ed alla cittadinanza, per interpretare, per capire e capire per cambiare; autentici “esercizi” ed “esperienze”, una vera e propria “palestra di valori” in cui  studentesse e  studenti possono non solo apprendere i meccanismi del  sistema giudiziario, ma analizzare il valore del rispetto delle norme e della legge in modo responsabile e critico oltre all’analisi dei rischi derivanti dalle condotte e dalle attività illecite.

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