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VERCELLI - Al Cavour si parla di ambiente, salute e vita quotidiana. Dentro l’emergenza invisibile  

A guidare l’incontro è stata la pediatra Dottoressa Elena Uga

Vercelli Città

In Aula Magna dell’I.I.S. Cavour, la Rassegna Culturale della scuola dedicata a benessere, salute e sostenibilità ha preso forma, mercoledì 25 marzo, in un incontro denso, concreto e profondamente attuale.

Protagoniste le classi 1^B, 2^B e 2^A del percorso socio-sanitario Lanino, chiamate a confrontarsi con un tema che non è più solo oggetto di studio, ma esperienza quotidiana: il legame indissolubile tra ambiente e salute.

A guidare la riflessione è stata la pediatra Dottoressa Elena Uga, che ha proposto un percorso chiaro e incisivo, capace di intrecciare dati scientifici, consapevolezza emotiva e responsabilità individuale. Non una semplice lezione frontale, ma un invito a guardare il mondo – e se stessi – con occhi nuovi.

Il punto di partenza è stato il cambiamento climatico, raccontato non come fenomeno lontano, ma come realtà già presente: temperature globali in costante aumento, inquinamento diffuso e impatti diretti sulla salute, soprattutto dei più vulnerabili.

I numeri parlano chiaro e delineano un’urgenza non più rimandabile.

Ma accanto ai dati, emerge anche la dimensione emotiva: ecoansia, senso di impotenza, frustrazione. Sentimenti reali, soprattutto tra i giovani, che però possono trasformarsi in motore di cambiamento.

Il cuore dell’intervento si è sviluppato attorno al concetto di “One Health”, una visione olistica che riconosce come la salute umana, quella animale e quella dell’ecosistema siano profondamente interconnesse.

Cosa respiro, cosa mangio, cosa bevo, come vivo”: domande semplici, ma decisive, che aprono scenari complessi. L’inquinamento atmosferico, particolarmente rilevante in contesti come la Pianura Padana, si affianca ai rischi legati all’alimentazione industriale, ai cibi ultra-processati, alla plastica e persino agli stili di vita sempre più sedentari e digitalizzati.

Non meno rilevante il tema delle disuguaglianze: i Paesi che meno contribuiscono alle emissioni sono spesso quelli più esposti alle conseguenze, soprattutto per quanto riguarda l’infanzia. Una frattura globale che chiama in causa etica, politica e responsabilità collettiva.

Eppure, il messaggio non si ferma alla denuncia.

Anzi, trova la sua forza nella proposta. Piccoli gesti quotidiani – ridurre l’uso della plastica, scegliere alimenti locali e stagionali, muoversi a piedi, riscoprire il contatto con la natura – diventano azioni concrete, capaci di incidere realmente. È il cosiddetto “effetto farfalla”: ogni comportamento, anche minimo, può generare conseguenze più ampie.

Particolarmente significativa la riflessione finale sul passaggio dall’“Antropocene” al “Simbiocene”: da un’epoca dominata dall’impatto umano sull’ambiente a una nuova visione fondata sulla relazione, sulla simbiosi, sulla responsabilità condivisa.

Un cambio di paradigma che è prima di tutto culturale e che trova proprio nella scuola il suo terreno più fertile.

L’incontro si è così trasformato in un’esperienza formativa completa, capace di coniugare conoscenza scientifica e coscienza civica.

Perché parlare di salute oggi significa inevitabilmente parlare di ambiente.

E formare cittadini consapevoli significa, prima di tutto,

aiutarli a comprendere che il futuro non è qualcosa che accade, ma qualcosa che si costruisce. Ogni giorno.

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Redazione di Vercelli

Posted in Scuola e Università