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VARALLO - Affidamento ex “Pittu Cupal” di Sabbia: poca chiarezza sulle condizioni della struttura e sulle opere a carico del Comune    

Carlo Stragiotti: “Dopo la rinuncia del vincitore del primo bando va deserto il secondo avviso. Possibile che non si trovi un gestore quando l'affidamento è a titolo gratuito? Si sarebbe dovuto allegare al bando un progetto degli interventi a carico del Comune”

Valsesia e Valsessera

Riceviamo e pubblichiamo

Dopo anni di ingiustificati ritardi, volti anche ad ostruire l’operato dell’ex Prosindaco a discapito del territorio da parte del “Provicesindaco” attuale, il Comune di Varallo si ricorda finalmente di avere, tra gli obblighi che ha assunto col sottoscritto con l’accordo di programma della fusione tra Varallo e Sabbia dell’ormai lontano 2017, un albergo diffuso nel capoluogo sabbiese da riaprire.

Dopo la rinuncia degli assegnatari del primo bando ho letto il secondo “Avviso per la gestione dell’immobile sito in Frazione Sabbia” (pubblicato il 20 novembre 2025, scadenza 22 dicembre 2025), andato deserto nonostante la gratuità della conduzione proposta. Non posso non evidenziare una peculiarità che, a mio avviso, ha inciso in modo determinante sulla trasparenza e sulla reale “attrattività” dell’affidamento. comune.varallo.vc.it+1

Nei due avvisi (il primo di maggio e il secondo di novembre 2025) l’immobile viene descritto come “in buono stato”, anche “a seguito di recente ristrutturazione” (risalente ad oltre vent’anni fa), e il piano primo è presentato come un salone di circa 70 mq con bagno, oltre le sovrastanti camere. 

Allo stesso tempo, tra gli obblighi del gestore si legge che, in ottemperanza alla normativa, deve mantenere il buono stato svolgendo la manutenzione ordinaria e segnalando le necessità di interventi straordinari.

Ecco il punto: il bando non chiarisce (in modo esplicito e operativo) lo stato dell’arte degli interventi straordinari necessari al primo piano sottostante il salone

Questa porzione di immobile infatti necessita di opere importanti, come ad esempio sistemazioni interne/controsoffittatura e opere connesse, non riducibili a “piccola manutenzione ordinaria” a carico del potenziale gestore. Sono poi inoltre da considerare gli adeguamenti normativi in materia di luoghi di lavoro, che rendono necessari anche degli spazi tecnici. Opere che, non avendo originariamente copertura finanziaria adeguata, avrebbero dovuto trovare spazio dopo l’incorporazione di Sabbia nei fondi che lo stato elargisce per la fusione dal 2018 al 2032 (oltre un milione di € all’anno) al Comune di Varallo.

Proprio per questo, credo sia doveroso chiedere all’Amministrazione un chiarimento netto.

In che situazione tecnica il Comune consegnerebbe l’immobile all’eventuale conduttore a seguito degli interventi a suo carico? Perché attualmente non risulta immediatamente operativo per un’eventuale apertura.

Come mai, essendo comunque opere di natura straordinaria a carico del Comune come previsto dall’art. 1576 del codice civile, l’Amministrazione ancora non ha provveduto alla loro esecuzione? Se presentato in buono stato in ogni sua parte sarebbe stato più attrattivo per potenziali ristoratori. E’ comprensibile anche che prima di eseguire degli investimenti si cerchi un papabile gestore. Ma a questo punto la domanda da porre sarebbe un’altra: come mai il Comune in nessuno dei due avvisi ha allegato un progetto dei lavori che si sarebbero eseguiti una volta individuato il soggetto?

La cucina, unico acquisto varallese effettuato ormai diversi anni fa, giace nei locali da ristrutturare di cui sopra disassemblataPer quale motivo? Un acquisto del genere dev’essere effettuato se a monte c’è un progetto, che tenga conto di tutte le caratteristiche tecniche necessarie. Cosa che, invece, non c’è mai stata.

Questa chiarezza preventiva avrebbe permesso a mio avviso di avere maggiori possibilità di trovare un conduttore. Senza queste indicazioni ribadite nero su bianco in merito ai lavori, invece, chi vuole presentare una proposta si trova a valutare una serie di incognite di ordine economico, legate anche alla perifericità del luogo, che può tradursi in una rinuncia a partecipare.

Una proposta più chiara all’utenza media comprensiva di progetto, render fotografico di come la struttura apparirebbe dopo gli interventi e quadro economico, avrebbe probabilmente aiutato nella ricerca di un imprenditore. Purtroppo una stratificazione di errori e manchevolezze amministrative gravi ha portato alla situazione attuale, con un’altra occasione mancata di questa amministrazione. L’augurio è che l’attuale fase di trattativa diretta porti ad una soluzione per il bene del territorio e dei cittadini.

Carlo Stragiotti

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Redazione di Vercelli

Posted in Cronaca, Enti Locali