Ieri sera, nel corso della manifestazione nazionale indetta in solidarietà con il centro sociale Askatasuna, una parte del corteo – composta da gruppi organizzati di antagonisti e autonomi – ha trasformato le strade di Torino in un campo di battaglia.
Gli operatori delle forze dell’Ordine, impegnati nel delicato compito di garantire l’ordine pubblico e tutelare l’incolumità di tutti i cittadini, sono diventati bersaglio di bombe carta, petardi, razzi, fuochi d’artificio, pietre e oggetti contundenti di ogni genere.
L’aggressione brutale di un poliziotto, circondato da un gruppo di una decina di manifestanti travisati e colpito con calci, pugni ed addirittura con un martello, è una scena inqualificabile che non avremmo mai voluto vedere e che deve spingere la politica, senza divisioni, a fare il massimo per tutelare gli uomini in divisa.
Il bilancio parziale parla di almeno 11 agenti feriti, alcuni con prognosi di diversi giorni, oltre a ingenti danni a mezzi di servizio (tra cui un blindato dato alle fiamme) e arredi urbani devastati da roghi e lanci incendiari.
Dichiarazione del Segretario Generale UIL Polizia, Vittorio Costantini: “Esprimiamo massima solidarietà e vicinanza a tutti i colleghi feriti e alle loro famiglie, augurando loro una pronta guarigione. Ribadiamo con forza che la divisa non è un bersaglio: chi indossa la casacca dello Stato non è nemico di nessuno, ma garante dei diritti di tutti, compresi quelli di chi oggi ha scelto la violenza come forma di protesta. Chiediamo alla Magistratura di procedere celermente nell’individuazione dei responsabili di questi gravissimi atti di guerriglia urbana, che nulla hanno a che fare con il diritto di manifestare pacificamente ed apprezziamo l’attenzione manifestata dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Torino non può e non deve diventare teatro abituale di scontri programmati e di odio preordinato verso le Forze di Polizia. È ora di dire con chiarezza che Askatasuna e simili realtà non possono continuare a essere covi di illegalità e di addestramento alla violenza, mentre chi è chiamato a difendere la legalità rischia ogni volta la vita. Solidarietà concreta ai colleghi in servizio ieri sera e a tutti quelli che, quotidianamente, pagano in prima persona il prezzo di un clima di intolleranza crescente”.
Per restare sempre aggiornato sui contenuti offerti
da VercelliOggi.it aderisci ai nostri Canali Social:
Iscriviti alla nostra pagina Facebook
e al nostro Gruppo pubblico di Facebook
al nostro account di Instagram
Redazione di Vercelli















