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STORICO CARNEVALE DI IVREA - La terzultima domenica accende la città e prepara il cuore della festa    

Numerosi i cittadini e i visitatori che si sono riversati nelle strade sin dalle prime ore del mattino

Ivrea e Canavese, PiemonteOggi, Regione Piemonte

È stata una città partecipe, viva e profondamente consapevole della propria identità quella che ha accompagnato la terzultima domenica dello Storico Carnevale di Ivrea.

Una giornata che ha visto cittadini e visitatori riversarsi nelle strade sin dalle prime ore del mattino, trasformando ogni appuntamento in un momento di condivisione e di attesa verso il culmine della manifestazione.

Il Carnevale ha iniziato a parlare presto, con il profumo delle fagiolate di Bellavista e San Giovanni che ha richiamato il pubblico fin dalla notte precedente per i primi assaggi, i saluti e gli abbracci, per poi ritrovarsi all’alba in un rito collettivo che unisce generazioni e quartieri.

Da lì, la città si è progressivamente riempita, seguendo il Corteo e accogliendo con calore il Generale Mario Gusta alla sua prima uscita ufficiale in divisa, affiancato dal Sostituto Gran Cancelliere Paolo Diane, al debutto con velluto nero e parrucca bianca.

La mattinata ha avuto un avvio intimo e solenne.

Prima ancora degli sguardi del pubblico, il Generale ha vissuto la vestizione ufficiale e il tradizionale Battesimo insieme alle Vivandiere e agli Ufficiali di prima nomina presso il Circolo Ufficiali: un rito che segna il passaggio simbolico dal privato al pubblico, dal ruolo personale alla responsabilità collettiva.

Il primo gesto formale della giornata si è compiuto alle ore 9.15 nello studio notarile della Gran Cancelliera Donatella Farcito, per la prima volta al di là della Dora – come lei stessa ha sottolineato – con la presa in consegna del Libro dei Verbali, custode della memoria ufficiale dello Storico Carnevale di Ivrea.

Un momento di particolare valore simbolico e storico che ha visto la decana dei notai eporediesi prendere parte a questo passaggio solenne, affidando al Sostituto Gran Cancelliere Paolo Diane la custodia e la lettura pubblica degli eventi che scandiranno l’intera Campagna.

Nel suo intervento, la Gran Cancelliera ha rivolto parole dense di significato agli astanti e al suo Sostituto.

Un discorso sentito, avviato da ricordi personali che la legano alla Festa fin dall’infanzia e proseguito attraverso le esperienze vissute con i figli, prima Abbà, poi Paggetta e infine aranceri.

Una narrazione intima che ha restituito con naturalezza la sua personalità: garbata, attenta, attraversata da un’ironia sottile e mai casuale, capace di cogliere con precisione il senso profondo dei riti carnevaleschi.

Il tono si è poi fatto più riflessivo, richiamando il tema della responsabilità: quella assunta per la prima volta nel ruolo di Gran Cancelliera e maturata attraverso uno studio approfondito che le ha permesso di conoscere aspetti meno visibili del Carnevale, quelli dell’organizzazione, della dedizione quotidiana e del lavoro silenzioso che sostiene la Festa, spesso fatto anche di salite impegnative affrontate con attenzione e competenza da Fondazione, Amministrazione, organizzatori e da tutte le professionalità coinvolte.

Un Carnevale che, ancora una volta, si è rivelato generoso e profondamente condiviso, come lei stessa ha raccontato parlando delle ultime settimane trascorse a raccogliere aneddoti, suggerimenti e indicazioni utili allo svolgimento di un incarico assunto per la prima volta.

Nel consegnare ufficialmente il sesto Libro dei Verbali al Sostituto Gran Cancelliere Paolo Diane, la Gran Cancelliera ha voluto accompagnare il gesto con attenzioni inattese: piccoli doni, tra cui un pennino e l’inchiostro, segno di una partecipazione sentita e concreta al ruolo ricoperto.

A questi si sono aggiunte parole di fiducia e di stima, stemperate da una sorridente ma ferma promessa di vigilanza sull’operato di tutti.

Il gesto più lieve e insieme più denso di significato è arrivato quando, con ago e filo, ha appuntato personalmente un bottone sull’abito di Diane: un atto semplice, quasi domestico, capace di racchiudere in sé il senso profondo di cura, continuità e responsabilità condivisa.

Il Corteo ha quindi raggiunto le fagiolate cittadine, dove Stato Maggiore, Pifferi e Tamburi hanno condiviso i tradizionali faseuj grass, prima di dirigersi in Piazza di Città per la Prise du Drapeau, antica cerimonia che segna l’inizio ufficiale della Campagna.

Qui il Generale, dopo aver insignito con la medaglia celebrativa della Campagna 2026 la Bandiera portata dall’Alfiere, ha passato in rassegna i componenti dello Stato Maggiore in uno dei momenti più suggestivi della mattinata.

Nel pomeriggio, dopo il pranzo di apertura del Carnevale al CIAC servito dai ragazzi in formazione, il Corteo ha raggiunto il Borghetto, cuore emotivo della giornata.

Qui, una folla numerosa e attenta ha accompagnato la prima cerimonia delle Alzate, affidata ai piccoli Abbà: Celeste Bortolot per San Grato, Francesco Brucchietti per San Maurizio, Diletta Irma Pistoia per Sant’Ulderico, Nicolò Clemente per San Lorenzo e Matilda Caglioti per San Salvatore.

Un momento carico di emozione, vissuto intensamente non solo dai bambini, ma anche dalle loro famiglie e dall’intera comunità, che in loro riconosce il futuro del Carnevale.

Come da tradizione, le Alzate si sono confermate forti catalizzatori di pubblico: riti ai quali la popolazione è profondamente legata, come dimostra anno dopo anno la folla ordinata e festante che segue e attende lo svolgersi delle cinque soste.

Cinque momenti uguali nella forma ma profondamente diversi nella sostanza, perché a renderli unici sono le personalità dei piccoli Abbà, le loro emozioni, i gesti, gli sguardi e le piazze, ciascuna differente per intensità e interpretazione.

È in questa spontaneità, fragile e autentica, che le Alzate trovano il loro valore più alto, trasformando ogni cerimonia in un istante irripetibile e speciale.

A fare da sfondo alla giornata, Piazza Ottinetti, sempre gremita, si è confermata luogo di incontro e ristoro con I Sapori del Carnevale: i partner del Villaggio Arancio, l’Albo delle Fagiolate e il Comitato della Croazia hanno accompagnato il pubblico con i piatti simbolo della tradizione, dai fagioli grassi alla polenta e merluzzo, animando la piazza per l’intero arco della giornata.

Ottimi riscontri anche per il merchandising ufficiale dello Storico Carnevale di Ivrea, che ha confermato il forte legame tra la manifestazione e il suo pubblico.

La chiusura è avvenuta in Piazza di Città con la Generala, seguita dal canto collettivo della Canzone del Carnevale, che ha unito pubblico e personaggi in un’unica atmosfera di festa.

«L’affluenza di pubblico è stata costante in ogni momento della giornata – conferma Elisa Fornoni, responsabile dell’Organizzazione -. Tutto si è svolto come previsto, un dato per noi molto importante: non abbiamo registrato intoppi né criticità. Siamo soddisfatti del lavoro di squadra e ringrazio tutti i volontari e il team che contribuisce allo svolgimento lineare di ogni passaggio. Un ringraziamento particolare va anche alle squadre di aranceri, che hanno collaborato attivamente aiutandoci a contenere la folla festante durante il Corteo. Infine, rileviamo come la scelta di anticipare la presa in consegna del Libro dei Verbali si sia rivelata vincente nell’economia della giornata, permettendo uno svolgimento più fluido delle tappe successive».

La terzultima domenica si archivia così come una giornata di identità, memoria e condivisione, capace di scaldare la città e di accompagnarla, passo dopo passo, verso il cuore dello Storico Carnevale di Ivrea.

Il prossimo appuntamento è per domenica prossima, con una nuova giornata di riti, emozioni e partecipazione.

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Redazione di Vercelli

Posted in Società e Costume