In occasione della quarantottesima “Giornata della Vita” voluta dalla CEI per riflettere e pensare al valore inestimabile della Vita sempre e comunque, domenica 1 febbraio nel portichetto antistante la Chiesa della Gattera erano offerte le “primule”, simbolo della vita che rinasce dopo il riposo invernale.
Nella Santa Messa, celebrata da Monsignor Gianluca Gonzino, è stato ricordato Ennio Reolon, nel primo anniversario della scomparsa.
Erano presenti i suoi familiari e molti Amici che, nel dolore per la sua prematura scomparsa, sono felici di averlo potuto conoscere, apprezzando la sua bontà e generosità.
A lui si adattano perfettamente le parole della terza Beatitudine del Discorso della Montagna: “Beati i miti perché erediteranno la Terra”. Ennio è sempre stato umile, paziente, contrario ad ogni forma di violenza, sia verbale che fisica.
La sua mansuetudine non era ingenuità o debolezza, ma una forza interiore che lo guidava ad accostarsi alle persone con grande rispetto. Sapeva essere superiore alle cose terrene, collaborare senza mai mettersi in mostra, essere sempre incline all’indulgenza, facendo della gentilezza il suo biglietto da visita.
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Redazione di Vercelli


















