Riceviamo e pubblichiamo
In merito alle considerazioni espresse dal Consiglio dell’Ente sulle testate online Notizia Oggi e Vercelli Oggi del 27 marzo 2026, che avrebbero ridimensionato – con toni “sarcastici” lo stato di mobilitazione proclamato nell’assemblea del personale del 25 marco u.s. – la CGIL FP Vercelli Valsesia, la R.S.U. e i lavoratori dell’EGAP Valsesia intervengono per chiarire alcuni aspetti ritenuti fondamentali e, finora, trascurati nel dibattito pubblico.
La questione della carenza di personale, oggi richiamata nel confronto, non rappresenta certo un elemento nuovo. Da almeno cinque anni, infatti, essa viene puntualmente segnalata in ogni assemblea sindacale annuale. Già dal 2021, inoltre, la Direzione ha formalmente riportato alla Regione la necessità di rafforzare l’organico, indicando un fabbisogno compreso tra quattro e sette nuove unità. A fronte di ciò, le organizzazioni sindacali e la RSU hanno richiesto per almeno due volte un incontro con l’attuale Presidente, senza ricevere alcun riscontro.
A destare ulteriori perplessità è il metodo con cui è stata elaborata la proposta di riforma: un percorso che, secondo i lavoratori, si è sviluppato senza alcun coinvolgimento del personale dell’Ente. Una scelta che appare ancor più discutibile se si considera che tra i dipendenti figurano professionalità con un’esperienza maturata in oltre trent’anni di servizio. Il tutto in un contesto in cui il Consiglio è in carica da poco più di tre mesi e il Presidente, pur presente da tre anni, ha operato per una parte significativa del mandato in regime di proroga e successivamente come Commissario, dunque senza un pieno mandato politico.
Pur evitando di entrare nel merito complessivo della riforma sotto il profilo normativo, organizzativo e pianificatorio, i lavoratori esprimono forte preoccupazione per le modifiche proposte in materia di gestione del personale.
Tra i punti più critici figura la modifica dell’articolo 14 della legge regionale 19/2009, che consentirebbe al Presidente di esercitare poteri sostitutivi rispetto alle competenze del Direttore. Una previsione che, di fatto, attribuirebbe all’organo politico funzioni tecniche, in contrasto con il principio – consolidato nella giurisprudenza italiana – della separazione tra indirizzo politico e gestione amministrativa. Tale principio garantisce imparzialità ed efficienza, assegnando agli organi politici la definizione degli obiettivi e ai dirigenti la responsabilità della loro attuazione.
Criticità analoghe emergono dalla proposta di modifica dell’articolo 15, che introdurrebbe un coinvolgimento diretto del Consiglio nella valutazione delle performance del personale.
L’ipotesi che una quota rilevante della valutazione venga determinata da un organo politico solleva timori concreti circa possibili condizionamenti non legati al merito, ma a logiche estranee alla sfera professionale.
Sempre nello stesso articolo, la soppressione alla lettera k del termine “generali” dalla definizione degli indirizzi del Consiglio in materia di personale e organizzazione rischia di ampliare impropriamente il raggio d’azione dell’organo politico, andando a incidere su ambiti che dovrebbero restare di competenza tecnica.
Non meno controversa appare la proposta di attribuire alla Comunità delle Aree Protette – organo con funzione consultiva – un ruolo nella valutazione del Direttore. Una scelta che solleva interrogativi sulla coerenza istituzionale e sulle competenze effettive di tale organismo.
Infine, qualora confermata desta forte preoccupazione la prospettiva di riclassificare la gestione delle Aree Protette della Valsesia come “locale”, con il conseguente trasferimento ai Comuni di tutti i rapporti giuridici, beni e funzioni attualmente in capo all’Ente, ad eccezione del personale. Una misura che, pur dichiarando l’obiettivo della continuità nella tutela ambientale, apre scenari complessi sia sul piano organizzativo sia su quello occupazionale.
Nel complesso, le proposte avanzate delineano un quadro che alimenta incertezza tra i lavoratori e contribuisce a spiegare lo stato di mobilitazione emerso nell’assemblea del 25 marzo.
Alla luce di queste considerazioni, si auspica che il percorso di riforma possa essere oggetto di un confronto più ampio, trasparente e partecipato, nel rispetto dei principi fondamentali dell’amministrazione pubblica e delle professionalità coinvolte.
Varallo Sesia, 1 aprile 2026
CGIL FP VERCELLI VALSESIA
R.S.U. E.G.A.P.
I LAVORATORI
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Redazione di Vercelli














