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LAMPORO - Pubblico entusiasta per l’esibizione del pianista vercellese Enrico Cerfoglio nell’ambito della rassegna “Note sull'acqua”    

Due i bis, tra le acclamazioni dei presenti

Crescentinese

Nella parrocchiale di Lamporo, sabato 11 aprile, il pianista vercellese Enrico Cerfoglio ha trasportato il pubblico della rassegna “Note sull’acqua” in un viaggio meraviglioso sui tasti del pianoforte.

Partenza da Granada e Siviglia (Albeniz, Suite espanhola): su ritmici arpeggi che ricordano il caldo vibrare delle chitarre, le dita del M° Cerfoglio disegnano antichi passi di danze andaluse.

Poi si naviga verso le coste bretoni, dove secondo una leggenda (Debussy, La cathédrale engloutie), si odono, mosse dai flutti, le campane di una misteriosa cattedrale sommersa, che a poco a poco emerge, mentre il pianoforte evoca un colossale ripieno d’organo, per poi essere nuovamente inghiottita nelle profondità dell’oceano.

Il vento che agita le fronde ci porta quindi nelle foreste umbre, dove, tra l’insistente cinguettare degli uccellini, prende corpo (Liszt, San Francesco predica agli uccelli) la rievocazione di un miracolo del santo di Assisi.

Infine, seguiamo le orme di un immaginario viandante protoromantico (Schubert, Wanderer-Fantasie) tra l’errabonda solitudine esistenziale di stampo byroniano e il virtuosismo hummeliano, in pieno stile “Biedermeier” del primo Ottocento, magistralmente interpretata dal M° Cerfoglio.

Due bis, tra le acclamazioni del pubblico: l’intermezzo op.117 n.1 di Brahms e il travolgente Allegro Barbaro di Bartòk.

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Redazione di Vercelli

Posted in Pagine di Fede