VercelliOggi
Il primo quotidiano online della provincia di Vercelli
Biellese e Oropa, Provincia di Vercelli, Regione Piemonte
Con il Signore è la misericordia e grande è con lui la redenzione

IN PRINCIPIO ERA IL VERBO - Letture dalla Liturgia nella V Domenica di Quaresima - «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo» - Commento a cura delle Suore Carmelitane del Monastero "Mater Carmeli" di Biella - 

Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene.

Ez 37, 12-14

Dal libro del profeta Ezechièle

Così dice il Signore Dio: «Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi riconduco nella terra d’Israele.
Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi farò uscire dai vostri sepolcri, o popolo mio.
Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi farò riposare nella vostra terra. Saprete che io sono il Signore. L’ho detto e lo farò». Oracolo del Signore Dio.

Sal.129

RIT: Il Signore è bontà e misericordia.

Dal profondo a te grido, o Signore;
Signore, ascolta la mia voce.
Siano i tuoi orecchi attenti
alla voce della mia supplica.

  RIT: Il Signore è bontà e misericordia.

Se consideri le colpe, Signore,
Signore, chi ti può resistere?
Ma con te è il perdono:
così avremo il tuo timore.

  RIT: Il Signore è bontà e misericordia.

Io spero, Signore.
Spera l’anima mia,
attendo la sua parola.
L’anima mia è rivolta al Signore
più che le sentinelle all’aurora.

  RIT: Il Signore è bontà e misericordia.

Più che le sentinelle l’aurora,
Israele attenda il Signore,
perché con il Signore è la misericordia
e grande è con lui la redenzione.
Egli redimerà Israele
da tutte le sue colpe.

  RIT: Il Signore è bontà e misericordia.

Rm 8, 8-11

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, quelli che si lasciano dominare dalla carne non possono piacere a Dio.
Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene.
Ora, se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto per il peccato, ma lo Spirito è vita per la giustizia. E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.

Gv 11, 1-45
Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato».
All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui».
Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, s’è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro.
Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».
Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».
Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.

***

UN PENSIERO SULLA PAROLA, A CURA DELLE SUORE CARMELITANE DEL MONASTERO “MATER CARMELI” DI BIELLA

Il maestro è qui e ti chiama!

(Ez 37,12-14; Sal 129; Rm 8,8-11; Gv 11,1-45)

Nel brano del vangelo si ripete più volte che Lazzaro è malato; poiché la situazione è grave, le sue sorelle, Marta e Maria, mandano a chiamare Gesù, che aveva con loro una grande amicizia.

Quando Gesù viene messo al corrente della malattia di Lazzaro, lo comunica anche ai discepoli, ma aspetta due giorni prima di mettersi in cammino per raggiungerlo.

Perché Gesù aspetta?

Arriverà quando Lazzaro sarà ormai morto; entrambe le sorelle, in lutto, rimprovereranno a Gesù di non essere andato prima da loro per guarire il fratello.

Bisogna essere preparati ad accettare i ritardi del Signore, quando la nostra preghiera sembra inascoltata, quando Gesù sembra lontano e assente.

La fede ci prepara a perseverare nell’attesa per scoprire che anche un’esperienza di morte può trasformarsi in occasione di vita per mezzo di Gesù, resurrezione e vita del mondo.

Il Vangelo ci mostra Gesù che vive forti legami di amicizia, scoppia in pianto più volte, partecipa al dolore delle sorelle, piange e freme contro il potere distruttivo della morte.

La sua profonda commozione porta i presenti ad esclamare: vedete come lo amava!

Si, Gesù amava molto Lazzaro, Marta e Maria fino ad accettare il rischio di tornare in Giudea, dove avevano già tentato di ucciderlo. Tommaso è pronto a morire con il maestro e invita i compagni a fare altrettanto: “andiamo anche noi a morire con lui!”.

Forse avranno provato a fargli cambiare idea, ma senza fortuna; anche loro appaiono impreparati alle sorprese del Signore, che sconcerta spesso con il suo comportamento fuori le righe.

Quando Gesù giunge in Giudea, non entra a Betania, cercando di restare nascosto.

Marta viene a sapere che è arrivato e gli va incontro mettendosi subito in movimento, poi aiuterà anche la sorella Maria ad andare incontro a Gesù che la chiama a sé: “il maestro è qui e ti chiama!”. Ed ecco anche Maria si alza in fretta e raggiunge Gesù.

Il Vangelo si centra nella richiesta di fede nella risurrezione a Marta: “Io sono la resurrezione e la vita, credi questo?”.

Quando arriva il suo sì, Gesù prega il Padre e chiama Lazzaro a venire fuori dal sepolcro.

Lazzaro, come le due sorelle, si alza, obbedendo alla voce di Gesù che lo chiama; poi coinvolgendo i presenti, Gesù dice: “Liberatelo e lasciatelo andare!”.

Anche noi possiamo lasciarci coinvolgere da Gesù e collaborare con lui per aiutare a togliere bende e sudario nella vita dei nostri fratelli e sorelle che si trovano in situazioni di morte, di impossibilità di reagire, chiusi da pietre e immobilizzati da bende e legami di morte.

Lazzaro torna a vivere e Gesù morirà anche per questo miracolo che appare come troppo convincente e pericoloso per lo status quo religioso di Israele.

Così sarà decretato: “meglio che muoia un uomo solo piuttosto che perisca tutta la nazione” (Gv 11,49-50).

La fama del ritorno alla vita di Lazzaro, si diffonderà velocemente con forza.

Nessuno vuole morire, anche se Lazzaro farà questa esperienza due volte!

Gesù con questo segno continua a mostraci che ha il potere di liberarci dal male, anche dal peggiore dei mali che è la morte: io vi risuscito dalle vostre tombe o popolo mio! (cf Ez 37-12).

Le Sorelle Carmelitane

Monastero Mater Carmeli – Biella Chiavazza     

Posted in Pagine di Fede, Vercelli Oggi