VercelliOggi
Il primo quotidiano online della provincia di Vercelli
Provincia di Vercelli, Regione Piemonte
A nessuno ha comandato di essere empio e a nessuno ha dato il permesso di peccare.

IN PRINCIPIO ERA IL VERBOLetture dalla Liturgia nella VI Domenica del Tempo Ordinario - "Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli" - Commento a cura delle Suore Carmelitane del Monastero "Mater Carmeli" di Biella -

"Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano".

Sir 15,16-21

Dal libro del Siràcide

Se vuoi osservare i suoi comandamenti, essi ti custodiranno;
se hai fiducia in lui, anche tu vivrai.
Egli ti ha posto davanti fuoco e acqua:
là dove vuoi tendi la tua mano.
Davanti agli uomini stanno la vita e la morte, il bene e il male:
a ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà.
Grande infatti è la sapienza del Signore;
forte e potente, egli vede ogni cosa.
I suoi occhi sono su coloro che lo temono,
egli conosce ogni opera degli uomini.
A nessuno ha comandato di essere empio
e a nessuno ha dato il permesso di peccare.

Sal.118

RIT: Beato chi cammina nella legge del Signore.

Beato chi è integro nella sua via
e cammina nella legge del Signore.
Beato chi custodisce i suoi insegnamenti
e lo cerca con tutto il cuore.

  RIT: Beato chi cammina nella legge del Signore.

Tu hai promulgato i tuoi precetti
perché siano osservati interamente.
Siano stabili le mie vie
nel custodire i tuoi decreti.

  RIT: Beato chi cammina nella legge del Signore.

Sii benevolo con il tuo servo e avrò vita,
osserverò la tua parola.
Aprimi gli occhi perché io consideri
le meraviglie della tua legge.

  RIT: Beato chi cammina nella legge del Signore.

Insegnami, Signore, la via dei tuoi decreti
e la custodirò sino alla fine.
Dammi intelligenza, perché io custodisca la tua legge
e la osservi con tutto il cuore.

  RIT: Beato chi cammina nella legge del Signore.

1Cor 2,6-10

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, tra coloro che sono perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo, che vengono ridotti al nulla. Parliamo invece della sapienza di Dio, che è nel mistero, che è rimasta nascosta e che Dio ha stabilito prima dei secoli per la nostra gloria.
Nessuno dei dominatori di questo mondo l’ha conosciuta; se l’avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria.
Ma, come sta scritto:
“Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì,
né mai entrarono in cuore di uomo,
Dio le ha preparate per coloro che lo amano”.
Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio.

Mt 5,17-37

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
“Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli.
Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!
Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.
Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.
Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il di più viene dal Maligno”.

***

UN PENSIERO SULLA PAROLA, A CURA DELLE SUORE CARMELITANE DEL MONASTERO “MATER CARMELI” DI BIELLA

Saper scegliere il vero bene

(Sir 15,15-20; Sal 118; 1 Cor 2,6-10; Mt 5, 17-37)

Davanti a noi sono la vita e la morte, il bene e il male: a ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà”, così ascoltiamo nella prima lettura tratta dal libro del Siracide.

Conviene interrogarsi e riflettere se ciò che ci piace è realmente fonte di vera gioia.

Il Signore attira la nostra attenzione perché consideriamo in profondità se quello che scegliamo oggi è davvero ciò che vogliamo tenere con noi per sempre.

Nel Vangelo Gesù si rivolge ai discepoli invitandoli a non credere che egli sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti, al contrario non è venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.

Gesù non mette in discussione la Legge, ma la sua interpretazione, affidata a dottori, scribi e farisei, chiamati a vigilare che l’ortodossia non venisse meno.

Di fatto proprio loro finiranno per tradire il senso della Legge, perso in una casistica di precetti e tradizioni umane che avevano tutt’altro scopo che onorare Dio; fardelli pesanti che caricavano sulle spalle della gente senza che loro stessi fossero disposti a spostarli neppure con un dito. Le invettive di Gesù contro l’ipocrisia di costoro sono nel Vangelo le pagine più dure.

Gesù richiama l’attenzione dei discepoli perché vivano un giusto rapporto con la Legge di Dio, rispettandola, amandola in ogni sua parte, senza aggiungere, senza togliere nulla (cf Ap 22,18-19), senza distorcere e travisare, trasmettendola e testimoniandola così come l’hanno ricevuta dalle mani, dal cuore di Dio, quale comando che custodisce, parola che indica il sentiero della vita. Gesù ama la Legge, la Parola del Padre, la conosce e sa che essa racchiude un seme di eternità: “il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno” (Mt 24,35).

Gesù chiarisce ai discepoli di essere venuto a dare pieno compimento, Lui è la parola definitiva del Padre, in Lui si compie la vera giustizia che apre le porte del Regno.

Gesù sale sulla montagna e come Mosè aveva dato la Legge al popolo, ora Gesù dà ai discepoli la nuova legge che porta a pieno compimento l’antica.

La legge antica condannava l’omicidio, Gesù condanna anche la lite con il fratello, raggiungendo la radice del male che si esprime nei fatti concreti, ma ha la sua sede nel cuore e si rivela nello sguardo, nelle parole, nei gesti.

L’amore coinvolge tutta la persona ed è così importante da chiederci di essere pronti ad accettare e compiere ogni taglio necessario ad allontanare tutto quello che impedisce la vera giustizia, che nasce dall’amore.

Togli da me tutto ciò che è motivo che io non sia trasformato in te”, è il desiderio dei santi che hanno scelto di amare andando fino in fondo, a loro è piaciuto amare e la gioia dell’amore sarà loro eredità per sempre.

Se manchiamo di coraggio possiamo sempre chiederlo al Signore, che ascolta la preghiera e non nega la sua sapienza al povero che la desidera: metti sulla mia bocca la parola vera, donami occhi limpidi che vincano le torbide suggestioni del male, donami mani innocenti e un cuore puro che abbia fame e sete di quella giustizia che apre i cieli!

Le Sorelle Carmelitane

Monastero Mater Carmeli – Biella Chiavazza     

 

Posted in Pagine di Fede