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Con Pio XII nel 1955 il “sabato santo” acquisterà il suo “carattere a-liturgico” all’interno del “Triduo Pasquale”

IN PRINCIPIO ERA IL VERBO - Sabato Santo, dall'oltraggio della Croce alla Signorìa della Pasqua - Tempo sospeso, notte dell'umanità, silenzio cosmico che prepara l'alba della vita nuova - Catechesi a cura della Prof.ssa Elisabetta Acide - 

Il sabato, con il suo silenzio, ci ricorda che Gesù è lì, in quel sepolcro, si “ferma” con l’uomo nella sua “condizione” di dolore, di morte, di sofferenza.

I precedenti articoli che ci hanno accompagnato dal Mercoledì delle Ceneri lungo questa Quaresima 2026, fino al Triduo, sono raggiungibili a questi link:

Il Mercoledì delle Ceneri

Quaresima – Pensieri in compagnia della “Dilexi te” di Papa Leone XIV

L’Egitto nella Storia della Salvezza: un messaggio rivolto anche agli uomini e donne di oggi –

Giovedì Santo – “Vi ho dato un esempio” –

Venerdì Santo – “Che cos’è la verità?” –

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UN PENSIERO SUL SABATO SANTO, A CURA DELLA PROF.SSA ELISABETTA ACIDE

Solo silenzio?

Lo hanno tirato giù dalla croce.

Troppo tardi per una sepoltura.

Solo un lenzuolo di tela di lino tessuto a spina di pesce come da indicazioni: senza cuciture.

Un syndon per avvolgere il corpo del morto.

Nessuna “sepoltura”… non c’è tempo.

Solo una tomba nuova, “prestata”.

Ci sarà tempo per lavare il corpo.

Quel corpo percosso, crocifisso, sanguinante… aloe e mirra… torneremo…

Ora è il tempo delle lacrime e del silenzio.

Giuseppe di Arimatea ha potuto solo fare questo… non ha potuto “salvarlo”… il Sinedrio ha deciso… Pilato ha fatto scegliere alla folla… INRI… tutti devono sapere… il “Re dei giudei”.

No, ha detto “sono il Re dei giudei”… non importa: ciò che ho scritto è scritto…

E nel silenzio di quella tomba un uomo.

Silenzio.

SILENZIO ED ATTESA

Prima di quell’alba.

Una tomba con un cadavere.

Pianto.

Dolore.

Eppure siamo in quel “tempo” del risveglio, la primavera intiepidisce l’aria, la natura si risveglia.

Ma in quella tomba non c’è spazio per la luce, solo silenzio.

Il “sabato del riposo”… non solo la “prescrizione”, il “precetto”… il riposo di Dio.

Dio riposa.

Dopo la “fatica della creazione”, la “fatica della predicazione”, la “fatica della morte”.

Il riposo di Dio.

Dio “tace”.

Il mondo “tace”.

Il “silenzio che si fa sentire”.

E Dio ci chiede di sostare davanti a quella tomba, di “custodire” quel silenzio fino all’alba.

Dio ci chiede di “ascoltare” in quel silenzio.

E in quel silenzio contemplare le parole, ricordarle.

Le parole pronunciare su quelle strade di Galilea, di Samaria, di Giudea; su quelle strade fatte di incontri, di discorsi, di guarigioni…; su quelle strade fatte di perdono e misericordia.

Parole.

Non solo parole.

Alle prime luci.

Quelle luci che “riveleranno la Luce”.

Da quel “silenzio” di Dio con l’uomo, la Luce di Dio per l’uomo.

Quel “silenzio” così assordante che sarà “rotto” da altro silenzio: quello dello stupore, quello del pianto, quello delle domande, quello delle corse affannose ….

Il silenzio di un Dio che non è silente.

I cristiani nei primi secoli non si riunivano, non c’era “comunione”, non c’era “celebrazione liturgica”.

Nel corso del tempo poi, il suo significato è andato un po’ attutendosi, con Pio XII nel 1955 il “sabato santo” acquisterà il suo “carattere a-liturgico” all’interno del “Triduo Pasquale”.

Giorno di fede e di speranza.

Giorno di cui san Pietro, nella sua lettera, aiuta la comprensione nel suo “significato”:

E nello spirito andò a portare l’annuncio anche alle anime prigioniere…” (1Pt 3,19).

Giorno di attesa e di annuncio.

Giorno nel quale “comprendiamo” quella “discesa” dell’Incarnazione: abisso di discesa.

Totale “abbassamento”: la “discesa agli inferi”.

La morte per la glorificazione nella Risurrezione.

Non possiamo dimenticare il Catechismo della Chiesa Cattolica (art 5 – nn. 632 e seguenti):  

“Gesù discese agli inferi, risuscitò dai morti il terzo giorno” …”Gesù salì al cielo, siede alla destra del Padre”… “Di là verrà a giudicare i vivi e i morti”.

La discesa agli inferi è il pieno compimento dell’annunzio evangelico della salvezza. È la fase ultima della missione messianica di Gesù, fase condensata nel tempo ma immensamente ampia nel suo reale significato di estensione dell’opera redentrice a tutti gli uomini di tutti i tempi e di tutti i luoghi, perché tutti coloro i quali sono salvati sono stati resi partecipi della Redenzione” (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 634).

Movimento di “discesa” e di “risalita”, movimento di “attesa”.

Incarnazione e Morte.

Discende e Risorge.

Risorge e Risale.

Il sabato con il suo silenzio ci ricorda che Gesù ha conosciuto la morte in tutta la sua drammaticità, violenza e dolore.

Il sabato, con il suo silenzio, ci ricorda che Gesù è lì, in quel sepolcro, si “ferma” con l’uomo nella sua “condizione” di dolore, di morte, di sofferenza.

Il sabato ci ricorda che Gesù “scende” ma non “dimora” negli inferi… “risalirà” e “risorgerà” per essere segno di salvezza per l’uomo e per il mondo.

Discesa, Risalita e Risurrezione per tutti.

Silenzio. Tempo della prova. Tre giorni.

Tempo della fede.

Nella Risurrezione di Cristo, Dio separa la morte dalla vita e la riveste di “vita nuova” che partecipa con pienezza alla vita di Dio.

Il silenzio che viene rotto da un grido: Cristo è risorto.

Questa è la nostra fede.

Cristo è risorto: questa è la nostra speranza.

E il silenzio viene “interrotto” da questo annuncio: Gesù è risorto e ancora risuona la sua voce: “Sarò con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo”.

 

 

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