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GATTINARA - Incontro “Intelligenze artificiali. Rischi e opportunità” - Relatore Ernesto Santini  

All’incontro, volutamente divulgativo e accessibile, ha partecipato un numeroso pubblico

Valsesia e Valsessera

A Gattinara, nella sala conferenze di Villa Paolotti, si è tenuto un incontro dedicato ad un tema estremamente “chiacchierato” più che conosciuto, almeno da parte di persone che non hanno una formazione o una conoscenza specifica: è il cosiddetto effetto Dunning-Kruger, una distorsione cognitiva per cui persone con scarsa conoscenza, o competenza in un campo, tendono a sovrastimare le proprie abilità, giudicandosi erroneamente esperti.

Il Vice Sindaco Daniele Baglione, ha brevemente introdotto il relatore Ernesto Santini, (laureato in ingegneria elettronica nel 1980 presso il Politecnico di Milano, con una tesi volta a riconoscere la scrittura manuale corsiva con le telecamere utilizzando algoritmi bayesiani (un insieme di metodi statistici e di machine learning basati sul Teorema di Bayes, utilizzati per modellare l’incertezza, effettuare inferenze e prendere decisioni basate su dati osservati), che ha lavorato per Honeywell Information Systems a Pregnana Milanese e, dal 1990, per Bticino.

Ha costituito il polo elettronico del gruppo presso lo stabilimento di Erba, diventando responsabile dello sviluppo prodotti, della produzione e quindi dell’intero sito, ha ideato e sviluppato numerose innovazioni dell’installazione elettrica, tra cui il bus SCS e MyHome.

Nel 2007 è diventato responsabile dello sviluppo elettronico del gruppo Legrand, di cui Bticino fa parte, e quindi Direttore dell’Innovazione per l’intero Gruppo): “Questo neo cittadino di Gattinara, inventore di più di 75 brevetti, quando ha acquistato la villa del Commendator Sodano e ha deciso di ristrutturarla per abitarvi, è venuto a presentarsi, mettendo a disposizione della Comunità le sue conoscenze professionali e l’esperienza maturata”.

Il titolo dell’incontro: “Intelligenze artificiali. Rischi e opportunità”, introduce subito un concetto importante: non c’è una sola intelligenza artificiale, e quindi, quando si chiede che l’AI sia regolata da norme, in realtà bisogna intendere bene di cosa si stia parlando; la parola “rischi” mette in guardia, perché un uso inappropriato, dettato da scarsa conoscenza, può provocare grossi danni. Intelligenza viene da intel-legere, mettere insieme, collegare, come si fa con le messi raccolte in un mannello, si stabiliscono relazioni tra cose diverse.

Per farlo sono necessari: coscienza, volontà e capacità di astrazione: “Le macchine non hanno queste capacità. L’AI che conosciamo tutti non è quella che servirà”.

Le allucinazioni dell’AI sono risposte false, inesatte o fuorvianti, generate dai modelli di intelligenza artificiale generativa presentate però con tono sicuro e logico.

Questi errori nascono da lacune nei dati di addestramento, interpretazioni errate o pregiudizi (bias) del modello. Santini ha spiegato che: “La macchina non è in grado di dire: non lo so, ma cerca sempre di dare una risposta, che noi dobbiamo analizzare, non considerandola corretta a priori”.

Large Language Model (LLM) è un tipo di intelligenza artificiale avanzata basata su reti neurali (spesso architetture Transformer) che comprende e genera testo simile a quello umano.

Addestrati su enormi dataset, questi modelli analizzano schemi linguistici per svolgere compiti come traduzione, riassunto, creazione di contenuti e generazione di codice software: “Sono testi perfetti dal punto di vista formale, che sia vero o falso non è considerato”.

Ilia Shumailov, dell’Università di Oxford, ha dichiarato: “Nel tempo, gli errori nei dati generati dagli LLM si sommano, e alla fine costringono i modelli successivi, addestrati su quei dati, a percepire ulteriormente la realtà in modo errato. Siamo rimasti sorpresi nell’osservare la rapidità con cui avviene il collasso del modello: i modelli possono dimenticare rapidamente la maggior parte dei dati originali da cui hanno appreso inizialmente”.

Kurt Gödel è spesso citato per dimostrare come l’intelligenza artificiale (IA) possa essere considerata un “cretino” rispetto alla mente umana, perché manca totalmente di senso critico.

Il relatore ha ricordato che nel 2025 sono stati censiti oltre 1200 siti di notizie, interamente generati da AI, che pubblicano notizie false in sedici lingue.

I modelli di assistenti virtuali domestici sono in declino perché spesso non capiscono cosa si chiede loro, o fanno la cosa sbagliata.

Oggi che non si stampano più foto: cosa sopravviverà dei nostri ricordi? Custodire i nostri archivi nel “cloud” vuole semplicemente dire metterli nel computer di qualcun altro. Il mio consiglio è: comperate libri di carta, stampate le vostre fotografie migliori, non alimentate il pattume”.

E’ anche tempo di pensare ad un altro tipo di approccio, basato sull’utilità effettiva per noi di certe applicazioni: Santini ha messo in guardia anche nei confronti di OpenClaw, un agente di intelligenza artificiale (AI) progettato per agire in modo autonomo sul computer dell’utente, eseguendo operazioni reali al posto di limitarsi alla conversazioni.

All’incontro, volutamente divulgativo e accessibile, ha partecipato un pubblico diversificato – cittadini, studenti, professionisti e curiosi – con l’obiettivo di capire, come l’AI stia incidendo su lavoro, servizi e scelte future.

Sono state poste molte domande, da quella volta a capire se davvero esista l’”obsolescenza programmata” strategia industriale che prevede la progettazione di prodotti (soprattutto elettronici) con un ciclo di vita limitato o componenti destinati a guastarsi, spingendo il consumatore a sostituirli frequentemente anziché ripararli: “È un metodo per garantire vendite costanti e profitti, spesso attraverso materiali scadenti, riparazioni costose, o aggiornamenti software che rallentano i vecchi dispositivi”, andando a toccare il tema assai più vasto dell’uso sociale della tecnologia,

Per la produzione chip in Italia, Santini ha detto: “Non c’è tempo da perdere”: la STMicroelectronics e Lfoundry, con una governance italo-francese, occupa più di 10.500 addetti suddivisi principalmente nelle sedi di Agrate (Monza -Brianza) e Catania. “Ad Agrate c’è una delle camere bianche più grandi del mondo, un impianto dove potrebbero essere costruiti tutti i chip IoT che servono alle aziende italiane per dotare i loro prodotti di intelligenza locale e connessa”, spiegando che sono queste le cose da implementare per non diventare schiavi di chi le produce: Cina e Stati Uniti: “La globalizzazione si sta disfacendo ed ognuno deve essere in grado di soddisfare le sue esigenze fondamentali”.

Al termine della serata il vicesindaco Daniele Baglione ha ringraziato il relatore, preannunciando per dopo Pasqua una nuova serata con Ernesto Santini, dedicata alle applicazioni dell’AI ad edifici intelligenti, che semplificano la vita a chi li abita, alle città e ai sistemi energetici.

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Redazione di Vercelli

Posted in Cultura e Spettacolo