Il carcere di Vercelli martedì 10 marzo alle 12 sarà teatro di un evento inedito : un pranzo (denominato “Pranzo dell’Amicizia”) offerto da un gruppo di detenuti ad alcuni anziani soli residenti a Vercelli e seguiti dalla Comunità di Sant’Egidio.
I pasti saranno forniti da una ditta esterna di catering.
Il pranzo nasce da una proposta avanzata dai detenuti partecipanti ai “Laboratori di pace”, un corso di educazione alla pace, alla solidarietà e alla legalità tenuto in carcere nei mesi scorsi dai volontari di Sant’Egidio: il Direttore, il Comandante della Polizia penitenziaria e l’Area educativa hanno sostenuto l’iniziativa, poiché si tratta di un prezioso gesto di altruismo e di solidarietà verso chi è in difficoltà e soffre il peso della debolezza e della solitudine.
La Comunità di Sant’Egidio e i detenuti promotori dell’evento vogliono mostrare all’opinione pubblica un volto diverso del carcere, in un momento di grandi difficoltà e tensioni nel sistema detentivo italiano: anche chi è ristretto in un carcere è capace di gesti di generosità inattesi, sorprendenti , secondo il principio (caro a Sant’Egidio) per cui non c’è nessuno così povero da non poter aiutare un altro più povero di lui.
Del resto, la Comunità di Sant’Egidio, presente accanto ai detenuti in molte prigioni italiane, può testimoniare il sincero desiderio di riscatto e di riabilitazione che molti di loro manifestano durante la loro detenzione, e che si esprime , ad esempio, attraverso gesti concreti di vicinanza ai detenuti più soli e indigenti, o nelle periodiche raccolte di fondi a sostegno di associazioni di volontariato, di fronte a emergenze nazionali e internazionali.
E’ anche attraverso pensieri e azioni di solidarietà che la vita dei reclusi si rinnova e si apre al futuro.
Il “Pranzo dell’Amicizia” è, senza dubbio, un’iniziativa originale ed innovativa nel panorama delle attività formative che si svolgono solitamente all’interno delle carceri per abbattere quella barriera, ancora troppo alta, che separa il mondo del carcere dall’esterno, il “dentro” dal “fuori”.
Il muro di cemento è l’espressione fisica, materiale, di un muro più profondo che passa attraverso i cuori e tende a separare , a escludere.
Per questo la Comunità di Sant’Egidio è presente nel carcere di Vercelli da più di vent’anni, offrendo in maniera del tutto gratuita amicizia, ascolto, condivisione della fede e delle necessità della vita, aiutando e sostenendo soprattutto i detenuti più poveri e quelli più lontani dalle loro famiglie, o che una famiglia non l’hanno o non l’hanno più.
Sono stati numerosi, in questi anni, gli incontri di approfondimento culturale e di formazione spirituale, ma anche di festa , organizzati a favore dei detenuti, proprio allo scopo di creare un’osmosi fra la vita “dentro” e la vita “fuori”.
Un’osmosi che fa bene a tutti, ai reclusi, ma anche ai “liberi”.
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Redazione di Vercelli















