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ROTARY CLUB VERCELLI - “Arte ferita, arte salvata. Il patrimonio culturale e la guerra”: relatore il Colonnello Mario Renna  

Un viaggio tra documenti d'epoca e arte ferita per celebrare i valori di sacrificio, servizio e rispetto per la collettività

Vercelli Città

Presso il Circolo Ricreativo di Vercelli, si è tenuto martedì 3 novembre,  il tradizionale “Interclub Forze Armate” organizzato dal Rotary Club Vercelli, presieduto da Federico Maria Gastaldi, in occasione della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. La serata ha visto la presenza di numerosissimi soci del Rotary Club Vercelli, del Rotary Club Viverone Lago e del Rotary Club Sant’Andrea Vercelli.

Numerose le autorità rotariane tra cui: la Coordinatrice Via d’Azione Pubblico Interesse del Rotary Distretto 2031 Benedetta Delleani, il Presidente della Commissione Distrettuale Membership Rotary e Rotaract Massimo Calliera, il Presidente del Rotary Club Sant’Andrea Stefano Mazza, il Presidente del Rotary Club Viverone Lago Alberto Fiorina e la Presidente del Rotaract Sant’Andrea Lucia Arborio.

Presente anche una delegazione dell’Interact Club I.T. Piero Calamandrei con il Presidente Francesco Marchisio.

Molti gli ospiti presenti tra cui l’Assessore Comunale Elisa Cubito, il Comandante del Reggimento Artiglieria Terrestre “a Cavallo” Colonnello Mario Rocchi e il Sottufficiale di Corpo 1° Maresciallo Vincenzo De Lucia.

Nutrita la delegazione dell’A.N.A. Vercelli guidata dal Presidente della Sezione Piero Carlo Pola, da Flavio Negro (Vicepresidente Vicario Sezione A.N.A di Vercelli, nonché Capogruppo del Gruppo Alpini Vercelli ‘Don Secondo Pollo’), Gianni Marino (Gruppo Alpini di Porta Torino) e Maurizio Mattiuzzo (Gruppo Alpini Vercelli ‘Don Secondo Pollo’).

Graditi ospiti anche il Presidente del Kiwanis Vercelli Piero Medri, il Presidente della Fondazione Museo del Tesoro del Duomo e Archivio Capitolare Piero Bellardone e il Presidente del Museo Leone Gianni Mentigazzi.

Dopo l’introduzione del Presidente Gastaldi, che ha chiesto un minuto di silenzio per commemorare le vittime della tragedia che ha colpito il nostro Esercito e la Croce Rossa Italiana in Bosnia, il socio Dottor Sergio Macciò ha introdotto il relatore d’eccezione della serata: il Colonnello delle Truppe Alpine dell’Esercito Italiano Mario Renna.

Nato nel 1967 a Parma, Renna è Colonnello del Genio per Truppe Alpine dell’Esercito italiano.

Laureato in ingegneria industriale al Politecnico di Torino e successivamente in Scienze Strategiche all’Università di Torino, dove ha conseguito un dottorato di ricerca.

La sua formazione comprende inoltre un Master in Post-War Recovery Studies all’Università di York, un Master in giornalismo e comunicazione scientifica all’Università di Ferrara e un Master internazionale in Protezione dei beni culturali presso l’Università di Torino.

Nella sua carriera militare ha partecipato a dodici missioni all’estero sotto l’egida della NATO e dell’UE operando nei Balcani, in Afghanistan e nella Repubblica Centrafricana.

Giornalista pubblicista, dal 2005 lavora nel campo della comunicazione.

È autore e curatore di diversi articoli e volumi su argomenti militari fra cui “RING ROAD, sei mesi con gli Alpini in Afghanistan” (Mursia, 2011), “Noi Alpini ci siamo sempre” (Rizzoli, 2022) e “Alpini – soldati di montagna” (Giunti, 2024). Tra i suoi incarichi recenti si annoverano la carica di Direttore della rivista “Informazioni della Difesa”, il ruolo di Portavoce della NATO in Kosovo e di addetto stampa del Sottosegretario di Stato alla Difesa a Roma.

Attualmente insegna Sociologia Militare all’Università di Torino e collabora con il Centro Studi dell’Associazione Nazionale Alpini.

Il Colonnello Renna ha intrattenuto i soci del Rotary e i loro ospiti con la relazione: “Arte ferita, arte salvata. Il patrimonio culturale e la guerra”.

I conflitti armati sono sempre sinonimo di morte e distruzioni, indeboliscono il tessuto sociale ed economico delle popolazioni colpite e rendono pace e riconciliazione una prospettiva tanto desiderata quanto difficile da ristabilire.

È quello che sta accadendo anche oggi in Ucraina, nel cuore dell’Europa.

Durante la guerra il patrimonio culturale dei paesi assediati è particolarmente a rischio a causa del suo enorme valore identitario che stimola il senso di appartenenza e favorisce la coesione sociale delle comunità umane che lo condividono.

La distruzione del patrimonio culturale da parte degli aggressori non è dunque ricercata per il suo valore strategico o militare, bensì per il suo forte significato simbolico.

Colpire il patrimonio culturale vuole dire intaccare il morale della popolazione.

Renna ha ripercorso alcune tappe importanti della tutela del patrimonio culturale a partire dalla prima Guerra Mondiale, citando il caso della difesa di Venezia dai bombardamenti austriaci per poi passare alle distruzioni e le spoliazioni avvenute durante il secondo conflitto mondiale che hanno reso evidenti nella comunità internazionale l’esigenza di dar vita a uno strumento giuridico di protezione universale che si è effettivamente realizzato con la Convenzione per la Protezione dei Beni Culturali in Caso di Conflitto Armato adottata nel 1954 a L’Aia sotto gli auspici dell’UNESCO.

La relazione, accompagnata da foto e rappresentazioni di documenti d’epoca ha avvinto e interessato i soci in una serata riuscita alla perfezione che ha permesso di celebrare i valori di servizio, sacrificio, appartenenza e rispetto per lo Stato e per chi indossa l’uniforme a difesa della collettività e ha creato un ponte ideale tra etica rotariana e mondo militare.

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Redazione di Vercelli

Posted in Cultura e Spettacolo