Ci sono appuntamenti che non hanno bisogno di essere annunciati sul calendario, perché sono già scritti nella memoria e nel cuore di una comunità.
La Fiera di San Martino di Gattinara è uno di questi.
Un rito collettivo che attraversa i secoli, capace di rinnovarsi senza perdere il fascino delle proprie origini e di trasformare, ogni anno, il secondo martedì di novembre in una straordinaria giornata di festa.
Martedì 10 novembre torna l’Antica Fiera di San Martino, uno degli eventi più attesi dell’autunno, che porterà nel centro cittadino ben 180 ambulanti, pronti ad animare le vie di Gattinara con un grande mercato a cielo aperto, richiamando visitatori, curiosi e appassionati da tutto il territorio.
Dalle 8.00 alle 18.00, Corso Valsesia, Corso Vercelli, Corso Garibaldi, Corso Cavour Piazza Italia e Piazza Paolotti si trasformeranno in un vivace intreccio di bancarelle, colori, profumi e voci.
Un percorso tutto da scoprire, tra abbigliamento, calzature, articoli per la casa, prodotti enogastronomici, specialità gastronomiche, accessori e mille curiosità.
Un’occasione per fare acquisti, cercare l’affare, lasciarsi tentare da qualcosa di particolare o, semplicemente, godersi il piacere di una passeggiata nell’atmosfera inconfondibile delle grandi fiere popolari.
Ma ridurre San Martino a un grande mercato significherebbe raccontarne soltanto una parte.
La Fiera di San Martino è soprattutto storia, memoria e identità.
Le sue origini affondano in un passato lontano, quando la vita delle comunità rurali seguiva il ritmo delle stagioni e novembre segnava la conclusione dell’annata agricola.
San Martino era il tempo dei bilanci e dei nuovi accordi, degli scambi commerciali e degli acquisti in vista dell’inverno. Era soprattutto il momento in cui ci si ritrovava, si rinsaldavano i rapporti e si celebrava insieme la fine di un ciclo di lavoro.
Da allora il mondo è profondamente cambiato, ma la Fiera ha saputo conservare intatta la propria anima.
Cambiano i prodotti, le abitudini e le generazioni, ma resta immutato il desiderio di esserci, di incontrarsi e di condividere una giornata diversa dal solito.
C’è chi ricorda le fiere di quando era bambino, chi non manca all’appuntamento da decenni, chi arriva dai paesi vicini e chi, per la prima volta, scopre il fascino di una tradizione che continua a vivere nelle strade e nelle piazze della città.
È proprio questa capacità di unire passato e presente a rendere la Fiera di San Martino un patrimonio prezioso per Gattinara: non soltanto un’importante occasione commerciale, ma anche un momento di socialità, di vitalità per il centro cittadino e di valorizzazione delle tradizioni locali.
E quando le bancarelle cominceranno a chiudere e il grande mercato lascerà lentamente spazio alla sera, la giornata non avrà ancora esaurito le sue emozioni.
Come vuole la tradizione, infatti, l’atmosfera della Fiera si intreccerà con un altro momento particolarmente atteso dai gattinaresi: il passaggio della Banda Musicale Santa Cecilia con la celebre “Marcia Nova”, che annuncia se ci sarà Carnevale.
Un appuntamento carico di suggestione, che lega idealmente due delle manifestazioni più rappresentative della storia e dell’identità cittadina.
«La Fiera di San Martino è molto più di una manifestazione commerciale: è una parte della nostra storia, un appuntamento che appartiene alla memoria collettiva e che ogni anno riesce a far ritrovare alla città il piacere di stare insieme – sottolineano il Sindaco Maria Vittoria Casazza e il Vicesindaco Daniele Baglione -. Vedere le nostre vie animate da 180 ambulanti e da tante persone significa dare nuova vita a una tradizione secolare, ma anche offrire un’importante occasione di incontro e di vitalità per tutto il territorio. In un’epoca in cui tutto cambia rapidamente, queste manifestazioni ci ricordano quanto siano importanti le nostre radici e quanto sia bello continuare a tramandarle alle nuove generazioni».
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Redazione di Vercelli


















