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VERCELLI - Il risone pagato ai produttori 35 centesimi al chilo, ma per il consumatore il riso allo scaffale costa 4 euro - I giovani risicoltori mettono il dito su una piaga sempre più insopportabile - Manifestazione severa e pacata, portano argomenti seri e tecnici - Saranno ascoltati dal "ramo adulto" dei sindacati di categoria (oggi del tutto immuni da ansie di protagonismo) ? - IL VIDEO CON L'INTERVENTO DI VITTORIO BARBONAGLIA -

Ascoltati o no, uno striscione dice chiaro cosa vogliono dalle Organizzazioni agricole

Nuovi giocatori scendono in campo.

Anzi, arrivano dai campi che conoscono bene: sono il loro posto di lavoro.

I giovani che oggi, 17 ottobre, sono in Piazza Zumaglini a Vercelli hanno molte cose da dire ed è bene starli ad ascoltare (per tutti parla Vittorio Barbonaglia, di Stroppiana) perché raccontano un disagio con la credibilità di chi tutti i giorni accetta la fatica e vorrebbe vederla proiettata in un futuro capace di darle un senso.

Perché, se è vero che il lavoro sia il primo dovere e la massima consolazione dell’uomo, è implicito che a questa sapiente verità debba essere associata quella vitale: il lavoro deve essere lo strumento per procurarsi onestamente da vivere, per mandare avanti la propria famiglia.

Insomma, non è un esercizio fine a se stesso: il conto economico deve tornare.

Barbonaglia nel nostro video è chiaro: non possiamo aspettarci di vivere grazie ai sussidi.

Quattro gli appunti (i primi) sul loro cahier de doléances.

Il primo: è necessaria l’adozione di politiche economiche volte a controllare e contenere gli aumenti ingiustificati dei fattori della produzione.

Il secondo: il calo delle quotazioni (prezzi) del risone pagate al produttore non ha riscontro con il prezzo del riso allo scaffale che paga il consumatore. Una forbice sulla quale occorre intervenire.

Il terzo: occorre abolire il vincolo sull’utilizzo di sementi certificate come condizione per avere accesso all’aiuto accoppiato-riso.

Questa sembra una formula un po’ tecnica, ma è la più realistica di tutte: da tre anni l’azienda agricola ha l’obbligo di documentare l’acquisto di sementi risicole certificate per poter ottenere “l’aiuto accoppiato” (il premio economico erogato ad ettaro dalla Politica Agricola Comunitaria).

Questo vincolo ha prodotto un aumento speculativo inaccettabile dei prezzi del risone da seme.

Infine, il quarto punto: la ridefinizione dell’imposta sul reddito delle imprese agricole.

***

Insomma, sono ragazzi, ma vogliono – e con argomenti solidi – fare impresa, la loro manifestazione non soltanto è pacifica, ma porta contenuti forse un po’ complessi da esporre, ma assai chiari.

Saranno ascoltati?

Al momento le presenze del “ramo adulto” e soprattutto “ufficiale” della risicoltura vercellese in piazza sono del tutto diradate: unica eccezione (e non fa meraviglia) Piero Mentasti di Larizzate, un out sider veterano che, a proposito di questi giovani, dice una cosa chiara: ho seminato bene.

E questo dovrebbe bastare e forse, dietro le saracinesche alle finestre del palazzo dell’agricoltore in piazza Zumaglini il ramo adulto ha ascoltato e soprattutto letto una delle scritte che campeggiano sui lenzuoli stesi – come panni – tra una trattrice e l’altra.

Chi ha orecchie per intendere…

Posted in Economia