Il comparto lattiero-caseario continua a vivere una fase di forte difficoltà. Nonostante gli impegni assunti a inizio anno ai tavoli di confronto del Masaf, le aziende da latte devono fare i conti con costi di produzione sempre più elevati, la crescita dei prezzi delle materie prime e gli effetti di un’estate eccezionalmente calda che ha ridotto la disponibilità di foraggi e inciso sulle performance produttive delle mandrie.
A raccogliere le preoccupazioni degli associati è Cia Novara Vercelli VCO.
“Le aziende zootecniche da latte non riescono più a sostenere i costi produttivi rispetto al prezzo riconosciuto al latte alla stalla – afferma il presidente Gaudenzio Bernascone -. L’aumento di gasolio, fertilizzanti e mangimi, unito ai danni causati dalla siccità, sta mettendo a dura prova la tenuta economica delle aziende. È necessario intervenire per evitare ulteriori chiusure”.
Tra le principali criticità segnalate dagli allevatori figurano i rincari delle materie prime destinate all’alimentazione animale.
“I costi sono aumentati soprattutto per l’acquisto di soia, mais, cereali e foraggi – spiega Roberto Putero, allevatore di Novara -. Alla crescita del costo dei mangimi e degli integratori si aggiungono maggiori spese per carburanti, energia elettrica e trasporti. Inoltre, a causa della siccità, i foraggi di qualità sono sempre più difficili da reperire e questo incide pesantemente sulla gestione aziendale”.
A pesare sul comparto sono anche gli effetti dello stress termico sugli animali.
“Le vacche hanno sofferto le alte temperature e ci vorranno mesi prima di tornare ai livelli ottimali di fertilità e produzione – osserva Simone Godio, allevatore di Gattico -. Nel frattempo i costi continuano a crescere, mentre il prezzo riconosciuto ai produttori rimane insufficiente a compensare gli investimenti sostenuti dalle aziende”.
Secondo Cia Novara Vercelli VCO, la crescente attenzione a qualità del latte e benessere animale richiede un adeguato riconoscimento economico lungo la filiera. Senza una valorizzazione della produzione, il rischio è quello di compromettere la sostenibilità delle aziende più virtuose e la competitività dell’intero settore lattiero-caseario.
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Redazione di Vercelli















