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VERCELLI - Gli eventi di Risò / 3 - Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli al talk sulla conquista delle 8 ore di lavoro in risaia - Tanta gente per ricordare come, il 6 giugno di 120 anni fa, figure come l'Avv. Modesto Cugnolio resero possibile l'incontro tra la forza del Diritto e quella del Movimento Operaio - IL VIDEO con, integrale, l'intervento del Ministro e la gallery

La mattinata vercellese del Ministro della Cultura Alessandro Giuli si è tradotta in un successo personale per l’esponente politico giunto in città per partecipare al talk di Risò sulla conquista delle otto ore di lavoro in risaia.

Accolto da tutte le Autorità provinciali, dal Rettore dell’ Università del Piemonte Orientale, Prof. Menico Rizzi e dalla Prof.ssa Anna Maria Poggi, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, Giuli ha dialogato dal palco del salone Dugentesco con la giornalista Laura Tecce, che il grande pubblico conosce come conduttrice televisiva e autrice di programmi tv.

L’intervento del Ministro è riproposto integralmente nel filmato che accompagna, insieme alla gallery, queste note.

Al termine delle quali è bello ricordare anche qualche illustre Studioso di questa epopea, appunto la conquista delle otto ore di lavoro in risaia, che ha avuto nell’Avvocato Modesto Cugnolio l’artefice di un lungo percorso capace di unire la forza del Diritto a quella del Movimento Operaio.

Come abbiamo qualche volta ricordato con il compianto amico Sergio Negri, non va dimenticato, nemmeno nella prospettiva storica traguardata a partire dalle lotte in risaia, che Cugnolio fu un esponente socialista, non meno che della Massoneria.

Della quale prese le difese nel 1914 quando votò contro la mozione di Benito Mussoli e Giovanni Ziboldi che stabilì l’incompatibilità assoluta della doppia appartenenza, al Partito socialista ed alla Massoneria.

Appare storicamente inverosimile pensare che in nulla l’esperienza iniziatica e le frequentazioni della stessa Loggia, di cui facevano parte anche esponenti del mondo agrario, abbia influito sul raggiungimento di un compromesso, dopo le dure lotte e gli scioperi e sul conseguimento degli accordi del 1 giugno 1906.

Sergio asseriva che la Massoneria del 1906 fosse diversa da quella di oggi e certo non aveva torto, anche perché nel 1906 (non dal 1908 in poi) si poteva dire “la” Massoneria e non “le” Massonerie.

Tuttavia, non sembri banale richiamare una circostanza pacifica: cioè che quasi nulla di ciò che conosciamo oggi sia identico a ciò che era già nel 1906; tutto evolve, nella comunità degli uomini e delle donne, nel tempo che è dato a ciascheduno di vivere.

E proprio la figura di Sergio Negri, studioso di prima grandezza di quella grande stagione di lotte e di conquiste, così come quella del compianto Sen. Irmo Sassone, anch’egli autore di diversi pregevoli studi sull’argomento, dovranno – a modesto parere di chi scrive – essere recuperate anche nell’ambito di manifestazioni come questa che non intendano rassegnarsi all’oblio di ciò e di chi, invece, ha ancora tanto da insegnare a noi tutti.

Ora vi lasciamo con il video e con la gallery.