Nel corso del primo semestre del 2026 il valore delle esportazioni dell’Alto Piemonte, l’area che comprende le province di Biella, Novara, Vercelli e del Verbano Cusio Ossola, ha superato i 6,79 miliardi di euro, registrando un lieve incremento del +2,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e recuperando la flessione del -0,8% registrata nel primo trimestre.
Il dato complessivo riflette dinamiche differenti a seconda dei settori, fornendo un quadro che resta comunque parziale in quanto riferito al solo primo semestre dell’anno.
In particolare, il tessile e abbigliamento, settore che rappresenta il 31,7% dell’export totale dell’area, evidenzia un incremento del +7,9% a livello di quadrante, pur mostrando segnali di stazionarietà nel Biellese in riferimento alla componente tessile.
In calo appare il comparto dei macchinari (-4,6%), che resta il secondo settore per valore, con il 18,1% del totale. In leggera ripresa, dopo il calo del primo trimestre, risultano le sostanze e i prodotti chimici che segnano un +2% (con un’incidenza del 12,9% dell’export complessivo), ancora penalizzati dalle performance del Novarese.
Diminuiscono, infine, i prodotti alimentari e bevande (-3,9%), che rimangono al quarto posto nella graduatoria coprendo il 9,5% del valore dell’export locale.
Il risultato complessivo delle quattro province (+2,9%), pur di segno positivo, mostra un ritmo di crescita più contenuto rispetto al quadro generale, che vede il Piemonte (quinta regione esportatrice d’Italia) salire del +6% e l’Italia del +4,5%.
Il lieve incremento complessivo dell’Alto Piemonte è inoltre la sintesi di dinamiche provinciali eterogenee: a fronte del calo di Vercelli (-2,6%), si rileva la crescita di Novara (+4%) e Biella (+6,2%), mentre il Verbano Cusio Ossola segna un +10,4%, incremento che va tuttavia commisurato a volumi d’affari contenuti.
Sul fronte geografico, i mercati dell’Unione Europea si confermano la destinazione principale, assorbendo il 61,7% delle vendite, con un incremento del +7,5%, mentre l’andamento dell’export verso i Paesi extra-UE risulta in calo (-3,8%).
Guardando ai maggiori mercati di sbocco, Germania e Francia mantengono la leadership di principali partner commerciali per quasi tutte le realtà provinciali, con alcune differenze a livello locale.
«I dati del primo semestre 2026 mostrano un Alto Piemonte inevitabilmente condizionato dalle complessità geopolitiche e della frenata di alcuni mercati tradizionali» commenta Angelo Santarella, presidente della Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte. «Il nostro territorio esprime comparti di grande rilevanza, come la meccanica e la chimica, che risentono in modo diretto del rallentamento degli investimenti su scala globale. In questo scenario la Camera di Commercio intende confermare la propria vicinanza alle imprese con azioni di supporto concreto. Ne è un esempio il Bando Internazionalizzazione, in apertura il prossimo 1° ottobre, con cui mettiamo a disposizione 350mila euro per finanziare i costi sostenuti dalle piccole e medie imprese che partecipano alle fiere internazionali, sia in Italia che all’estero. Il nostro obiettivo è chiaro: accompagnare anche le realtà meno strutturate nei processi di espansione sui mercati esteri, rafforzando la competitività complessiva del tessuto produttivo locale».
FOCUS BIELLA
Nel corso del primo semestre 2026 le esportazioni biellesi (pari al 14% del quadrante) segnano un dato positivo, registrando un +6,2% per un totale di circa 961 milioni di euro.
Il comparto principale, quello tessile, registra una lieve crescita (+1,3%) grazie alla componente dei filati (+2,3%) mentre i tessuti (+0,1%) rimangono stazionari. Di rilievo il dato degli articoli di abbigliamento, che mettono a segno un +38,4%. Appaiono in ripresa le sostanze chimiche (+1,2%) dopo un primo trimestre sottotono (-19,6%) e la meccanica (+2,3%).
A livello di destinazioni, l’area UE cresce più debolmente (+3,2%), rispetto all’export extra-UE che accelera del +9%, trainato dalle tendenze verso Cina (+32,6%), Stati Uniti (+17,8%) e Svizzera (+17,4%).
FOCUS NOVARA
L’export novarese, che pesa per il 53,5% sulle vendite all’estero del quadrante (pari a un valore di oltre 3,63 miliardi di euro), registra nei primi sei mesi del 2026, una crescita del +4%.
Si rileva un andamento decisamente diversificato tra i diversi settori: alla sostenuta crescita del tessile abbigliamento (+27,4%), si contrappone la difficoltà dei macchinari, il primo settore per peso assoluto nei valori dell’export, che registra un -5%. In calo anche il terzo dei comparti provinciali, quello della chimica, attestata al -3,3%. Variazioni positive vengono registrate per altri settori importanti, come i prodotti in metallo (+19,1%) e gli articoli farmaceutici, con un dato del +22,4%.
Sul piano geografico, le vendite verso i mercati dell’Unione Europea registrano una crescita del +9%, trainate dalle performance della Francia (+12,1%), primo partner di riferimento, e della Spagna (+14,7%), che si consolida al terzo posto tra i mercati di sbocco. In flessione, al contrario, l’export extra-UE, che arretra del -7%.
FOCUS VERBANO CUSIO OSSOLA
Nel primo semestre 2026 il VCO esprime il 6,5% dell’export del quadrante ed è la provincia con la miglior performance relativa (+10,4%), per un valore complessivo che supera i 443 milioni di euro.
Le variazioni settoriali, pur ragionando su valori assoluti piuttosto bassi, vedono in forte crescita i due principali comparti territoriali: i metalli (+15,6%) e le sostanze chimiche (+48,2%).
Guardando ai Paesi di destinazione, cresce l’export verso la Svizzera (+32,9%), mercato principale per il VCO, seguita dalla Germania (+16,9%), mentre risultano in contrazione le vendite verso la Francia (-6,8%). Il mercato dell’Unione Europea (che assorbe il 62,4% del totale) registra una crescita del +4,7%, a fronte dell’incremento verso i Paesi extra-UE del +21,3%, variazione sospinta dal dato della Svizzera e relativa a valori assoluti contenuti.
FOCUS VERCELLI
Le esportazioni della provincia di Vercelli (che incidono per il 26% sull’intero quadrante) chiudono il primo semestre sopra gli 1,75 miliardi di euro, registrando la sola flessione dell’area, pari al -2,6%.
Questo calo è imputabile principalmente alla frenata dei suoi principali comparti, in primis tessile e abbigliamento, in discesa del -5,0%, unitamente a macchinari (-4,6%) e alimentare (-3,6%). Crescono, invece, la chimica (+2,3%), i metalli (+18%) e le altre attività manifatturiere (+3,8%).
Dal punto di vista dei mercati, l’area dell’Unione Europea mostra un buon dinamismo (+6%), trainata dai primi due partner commerciali: la Francia (+7,9%) e la Germania (+2,6%). Arretra invece l’export extra-UE (-9,8%), penalizzato dalle contrazioni registrate negli Emirati Arabi Uniti (-45,5%) e negli Stati Uniti (-17,2%).
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Redazione di Vercelli


















