(elisabetta acide) – Tra le notizie e citazioni che accompagnano l’origine del Santuario della Madonna del Veuchio a Verolengo (che la pietà popolare ha “ribattezzato” Madonnina) troviamo, dopo l’indicazione dell’evento dello “scampato pericolo” accorso a don Giovanni Bracco e della guarigione di tale Pietro delle “crocciole” (stampelle)del 1685, un “evento” risalente al 1690 definito “miracoloso”: l’apparizione della Vergine Maria al alcune fanciulle, proprio l’8 settembre 1690, durante il festeggiamento della natività di Maria, documentato nel Santuario, a partire dal 1704.
Le numerose visite pastorali in particolare di Mons. Paolo Pochettini di Serravalle del 1829, documentano novene e tridui e in particolare la celebrazione della festa del S. Nome di Maria (12 settembre).
La consacrazione dell’attuale edificio, da parte di Mons. Luigi Moreno, vescovo d’Ivrea, è datata 14 settembre 1851 (come indica la lapide nel coro, sistemata per l’occasione).
Il mese di settembre, vede dunque, il Santuario della Madonna del Veuchio di Verolengo, “protagonista” della devozione a santa Maria, la cui festa è ricordata la seconda domenica del mese.
La devozione mariana racconta il grande mistero del Natale e il simbolo niceno – costantinopolitano ci aiuta a focalizzarne il senso: “Natus de Spiritu Sancto ex Maria Virgine”.
Ogni domenica lo proclamiamo con fede: “Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo”.
Il mese di settembre, riunisce i fedeli nella preghiera a Maria, donna vergine e madre “figlia del suo figlio” come ricordava Dante nel canto XXIII della Divina Commedia, Paradiso, mettendo sulle labbra di San Bernardo le parole della lode.
Ma di San Bernardo di Chiaravalle, dobbiamo ricordare proprio l’omelia dedicata alla Vergine Maria (tratta dal Super Missus est, omelia II, 17), le cui parole accompagnano la devozione mariana nella preghiera di intercessione a Santa Maria:
“Se insorgono i venti delle tentazioni,
se incappi negli scogli delle tribolazioni,
guarda la stella, invoca Maria.
Se sei sballottato dalle onde della superbia,
della detrazione, dell’invidia: guarda la stella, invoca Maria.
Se l’ira, o l’avarizia, o l’allettamento della carne
scuotono la navicella dell’anima: guarda a Maria.
Se tu, conturbato per l’enormità del peccato,
pieno di confusione per la laidezza della coscienza,
intimorito per il tenore del giudizio,
incominci ad essere inghiottito dall’abisso della tristezza,
dalla voragine della disperazione: pensa a Maria.
Nei pericoli, nelle angustie, nelle incertezze,
pensa a Maria, invoca Maria.
Ella non si parta mai dal tuo labbro,
non si parta mai dal tuo cuore;
e perché tu abbia ad ottenere l’aiuto della sua preghiera,
non dimenticare mai l’esempio della sua vita.
Se tu la segui, non puoi deviare;
se tu la preghi, non puoi disperare;
se tu pensi a lei, non puoi sbagliare.
Se ella ti sorregge, non cadi;
se ella ti protegge, non hai da temere;
se ella ti guida, non ti stanchi;
se ella ti è propizia, giungerai alla meta”.
Proprio in questo contesto di devozione si collocano i giorni di preghiera del Santuario della Madonna del Veuchio che, a partire da venerdì 4 settembre, vedono riunirsi i fedeli in occasione della novena mariana dedicata alla festa del Santuario, che sarà celebrata il giorno 13 settembre.
Fedeli che si riuniscono nel “nome di Maria”, che si riuniscono in preghiera per incarnare l’immagine ecclesiale sul modello di Maria.
La comunità parrocchiale “S.Anna” di Borgo Revel, proprio in questa “comunione” di cammino mariano, è stata invitata a guidare ed animare la preghiera mariana di venerdì 11 settembre alle ore 20.
Nella preghiera comunitaria delle ore 20, seguita dalla Santa Messa, celebrata da Mons. Stefano Bedello, vicario della Arcidiocesi di Vercelli e parroco del Duomo, saranno contemplati di misteri dolorosi del Santo rosario, in una meditazione che vuole essere una riflessione sul mistero di Cristo sofferente, sull’esempio di Maria, “modello di Chiesa”, per avere nel cuore, semi di accoglienza ed ascolto, per cercare il “volto di Dio” (Salmo 27,8) in quello dei fratelli, sull’esempio di Maria, donna che ha accompagnato il Figlio restando sotto la croce.
Risuoneranno per i fedeli in preghiera, e parole di San Giovanni Paolo II:
“Lo sguardo di Maria, sempre ricco di adorante stupore, non si staccherà più da Gesù.
Sarà uno sguardo addolorato, soprattutto sotto la croce, dove sarà ancora, in certo senso, lo sguardo della partoriente, giacché Maria non si limiterà a condividere la passione e la morte dell’Unigenito, ma accoglierà il nuovo figlio a lei consegnato nel discepolo prediletto (cfr. Gv 19,26-27).
Il credente rivive la morte di Gesù ponendosi sotto la croce accanto a Maria, per penetrare con Lei nell’abisso dell’amore di Dio per l’uomo e sentirle tutta la forza rigeneratrice”,
che aiuteranno a riunirsi nella Chiesa sotto la maternità di Maria, donna ecclesiale che “guida” ed “intercede” per i suoi figli, sulla via del Figlio.
La santa Messa concluderà la serata di preghiera comunitaria; la fede si esprime nella preghiera e nella viva partecipazione ai sacramenti, che ci guida nella via della salvezza e agisce nelle azioni di carità cristiana, nella profondità del rapporto con Dio e con i fratelli e le sorelle, compagni di cammino e di vita quotidiana.
L’appuntamento è per venerdì 11 settembre alle ore 20 presso il Santuario della Madonna del Veuchio di Verolengo, per il cammino di preghiera che prosegue all’inizio di questo anno pastorale che vedrà in cammino le comunità guidate dal parroco don Valerio D’Amico, e che ha preso avvio, proprio nella settimana dal 30 agosto al 6 settembre,
con la preghiera della Parola pellegrina nelle singole comunità parrocchiali – leggi qui –
Maria, modello della Chiesa, sia per ciascuno, modello del credente che legge la Parola, la ascolta, la medita, la contempla e la porta nella propria vita.
La Parola, diventi per intercessione di Maria, Parola in ciascuno, vita in ogni singolo fedele e presenza del Signore.
















