VercelliOggi
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Biellese e Oropa, Provincia di Vercelli, Regione Piemonte
È lui il nostro Dio e noi il popolo del suo pascolo, il gregge che egli conduce -

IN PRINCIPIO ERA IL VERBO - Letture dalla Liturgia nella XXIII Domenica del Tempo Ordinario - "Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro" - Commento a cura delle Suore Carmelitane del Monastero "Mater Carmeli" di Biella - 

La carità non fa alcun male al prossimo: pienezza della Legge infatti è la carità

Ez 33, 7-9

Dal libro del profeta Ezechièle.

Mi fu rivolta questa parola del Signore:
“O figlio dell’uomo, io ti ho posto come sentinella per la casa d’Israele. Quando sentirai dalla mia bocca una parola, tu dovrai avvertirli da parte mia.
Se io dico al malvagio: “Malvagio, tu morirai”, e tu non parli perché il malvagio desista dalla sua condotta, egli, il malvagio, morirà per la sua iniquità, ma della sua morte io domanderò conto a te.
Ma se tu avverti il malvagio della sua condotta perché si converta ed egli non si converte dalla sua condotta, egli morirà per la sua iniquità, ma tu ti sarai salvato”.

Sal.94

RIT: Ascoltate oggi la voce del Signore.

Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia.

  RIT: Ascoltate oggi la voce del Signore.

Entrate: prostràti, adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
È lui il nostro Dio e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce.

  RIT: Ascoltate oggi la voce del Signore.

Se ascoltaste oggi la sua voce!
“Non indurite il cuore come a Merìba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere”.

  RIT: Ascoltate oggi la voce del Signore.

Rm 13, 8-10

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, non siate debitori di nulla a nessuno, se non dell’amore vicendevole; perché chi ama l’altro ha adempiuto la Legge.
Infatti: “Non commetterai adulterio, non ucciderai, non ruberai, non desidererai”, e qualsiasi altro comandamento, si ricapitola in questa parola: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”.
La carità non fa alcun male al prossimo: pienezza della Legge infatti è la carità.

Mt 18, 15-20
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
“Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro”.

***

UN PENSIERO SULLA PAROLA, A CURA DELLE SUORE CARMELITANE DEL MONASTERO “MATER CARMELI” DI BIELLA

Tentare il tutto per tutto, spinti dalla carità

(Ez 33,7-9; Sal 94; Rm 13,8-10; Mt 18,15-20)

Ascoltiamo questa domenica da Gesù indicazioni che richiedono una certa strategia nel bene per seguirle.

“Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo”.

Notiamo che Gesù non dice di aspettare le scuse di colui/ei che ci ha offeso o fatto un torto, ma di prendere per primi l’iniziativa per cercare di riportare la pace e la riconciliazione. Questo non avviene però senza la disponibilità a riconoscere le proprie colpe; non si tratta di passare sopra quanto accade e non pensarci più, ma di fare chiarezza nella verità per non trascinare pesi che intralciano le relazioni.

Il primo passo suggerisce la discrezione scegliendo di incontrare il fratello da solo a solo, senza coinvolgere subito altre persone.

Sembrerebbe un’indicazione poco seguita, considerando che non raramente avviene che a causa dei nostri sfoghi, prima del “colpevole” altri siano già conoscenza di quanto accaduto.

Bisogna dunque trovare il coraggio di incontrare il fratello, non pensando di far valere le proprie ragioni, ma cercando di capire le sue motivazioni.

Perché ha qualcosa contro di me?

Posso cambiare anch’io per aiutare la relazione a migliorare? Non c’è quasi mai un colpevole assoluto, correggere non è condannare, ma farsi vicino, aiutare a far luce sulle difficoltà cercando le radici del disagio per intervenire e migliorare la vita di tutti.

Strategia vincente in questa direzione è preparare l’incontro con la preghiera che può aiutare a dissolvere anche l’eventuale rabbia, con annesso segreto desiderio di rivalsa, che possono in prima battuta abitare il nostro cuore e manifestarsi in gesti e parole.

La buona riuscita di una correzione molto dipende dalle motivazioni che la animano.

Qui Gesù parla di ammonire chi ha mancato mettendo in forse la disponibilità all’ascolto.

Chi ammonisce può considerare che non è facile accettare una correzione e potrà mettersi nei panni del fratello tanto meglio se lui per primo avrà vissuto il bisogno e la fatica di questa esperienza.

Preghiamo per la disponibilità all’ascolto, per avere il coraggio di riconoscere e ammettere i nostri sbagli, poiché solo così ce ne possiamo liberare.

In genere proprio nel rapporto con gli altri possono emergere anche i nostri limiti, l’altro diventa come uno specchio, colui che se mosso dall’amore può rivelarci quanto ancora non abbiamo visto o voluto vedere di noi stessi.

Una buona correzione dovrebbe essere accompagnata anche da un desiderio di promuovere e far crescere il fratello o la sorella. Si corregge non principalmente perché qualcosa ci dà fastidio e mette in difficoltà noi, ma per aiutare il percorso di crescita e maturità umana e cristiana di chi ci è vicino.

Lo scopo è non lasciar perdere il fratello, ma tentare tutto il possibile per ristabilire e accrescere la comunione, sperimentando che “dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro”.

Quindi anche un conflitto può trasformarsi in occasione di crescita e libertà!

Le Sorelle Carmelitane

Monastero Mater Carmeli – Biella Chiavazza     

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