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PIANE SESIA - Se ne va a novantasei anni Carla Antonini, la donna più anziana del paese  

Il ricordo di Piera Mazzone

Valsesia e Valsessera

L’ultimo giorno di agosto non si è più svegliata su questa terra Carla Antonini, vedova Bardi: la morte l’ha colta nel sonno, serena, fiduciosa di riabbracciare i suoi cari andati avanti, un po’ rattristata dal dover abbandonare l’amatissima, unica figlia, Dina, il genero Walter, il nipote Aljosa, con la moglie Genny, i bisnipoti Rebecca e Nicolò, e tutte le persone che in questi anni l’avevano circondata d’affetto.

Carla ha sempre vissuto in famiglia, gli anni l’avevano resa sempre più fragile, ma ogni giorno si alzava e viveva con grande serenità, come nel verso del poeta Vittorio Sereni: “In silenzio, come l’erba, come la luce avanti il mezzodì”, cercando di guardare sempre avanti”.

Dopo una vita di quotidiane fatiche, nell’antica casa di Ca ‘d Masun dsò, lavorando in campagna, accudendo con il marito Pino le bovine che fornivano il latte a molti pianesi, Carla si godeva un meritato riposo nella nuova, grande dimora, costruita a “Ca’ ’d Menga”, che ospita quattro generazioni, fiera della famiglia che aveva costruito e mantenuto unita.

Sapere di essere rimasta la donna più anziana del paese la faceva sorridere, ma anche immalinconire: il suo mondo si era impoverito, infoltendo il piccolo cimitero che si estende sotto l’ala protettrice dell’antica pieve di Santa Maria di Naula.

Sorrideva, questo per me è l’ultimo ricordo di Carla quando, a Pasqua, seduta nella sua cucina, seguiva l’approntamento del pranzo di famiglia: Dina indaffarata, Aljosa che la vezzeggiava, Walter che cercava di essere utile nei preparativi.

Uscendo dalla sua casa pensavo a quella lunga vita piena di dignità, comune alle donne del suo tempo che sapevano sempre essere l’anello forte della famiglia, riflettevo sui tanti ricordi che custodiva, sul suo interesse per la lettura, ora che ne aveva tutto il tempo, considerandola una donna fortunata per aver mantenuto la mente pronta e capace di accogliere e dare affetto.

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Redazione di Vercelli

Posted in Cronaca