Anche quest’anno ka Patronale di San Bartolomeo a Trino termina con quella che può sembrare un “arrivederci a presto” al prossimo grande appuntamento del territorio, Risò: la conferma, con la seconda edizione, di una nuova capacità di “fare sistema”, che incontreremo nel prossimo mese di settembre.
I fuochi artificiali (immagini di Gianni Volpato) hanno dato un tocco sempre capace di suscitare ottimismo e sappiamo tutti quanto ci sia bisogno di un po’ di ottimismo in questi momenti.

Ma veniamo alla attesa “cena dei Sindaci”.
Ieri, 25 agosto, a concludere questa edizione della festa patronale sono arrivati i Sindaci dei Comuni che fanno parte dei “Borghi delle Vie d’Acqua”, realtà a sua volta resa possibile da una attitudine a dare corpo alle idee, che per molti anni e fino a qualche tempo fa era stata a lungo latitante.

A fare gli onori di casa il Sindaco Daniele Pane che è succeduto a Davide Gilardino (poi eletto presidente della Provincia) nella guida della realtà intercomunale.

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Abbiamo raccontato l’esperienza dei “Borghi” non da oggi e, proprio per favorire, senza ripeterci, la ricostruzione di un percorso che ha già permesso il raggiungimento di risultati, ci piace in questa sede
riproporre l’articolo che pubblicammo il 20 febbraio 2022,
quando i Primi Cittadini fondatori si riunirono a Caresanablot per procedere alla firma dell’Atto costitutivo.
Le fotografie di quel servizio portano la cifra del momento storico (tutti con la mascherina), apparentemente il meno adatto per pensare qualcosa che non fosse condizionato da una emergenza non ancora superata.
Quattro anni e mezzo più tardi e tirando le (prime) somme si può dire che l’intuizione originaria si sia rivelata giusta.
Sarà che il 19 febbraio è una data che porta bene, se ricordiamo che nel 1219 fu posta la prima pietra per la costruzione della Basilica di S.Andrea.
Scherzi a parte, il risultato non meno importante di quello costituito dalle opere, è quello “identitario”.
Una scommessa necessariamente concepita “a tavolino”, con una progettualità pragmatica quanto coraggiosa e lungimirante, si è rivelata idonea a cogliere la sintonia con un’istanza reale, quanto fino a quel momento latente, di comunità il cui territorio si estende dal Casalese (con Balzola, Morano e Villanova) fino al Canavese con Villareggia e la minuscola quanto (si permetta la partigianeria) stupenda Maglione.

Territorio abituato, forse per mancanza di altri riferimenti, a concepirsi e definirsi “per differenza”: non siamo Valsesia, non siamo Monferrato, non siamo nemmeno un luogo che riconosca come “capo-luogo” quello provinciale che, quanto a forza centripeta, purtroppo è da tempo bisognoso a sua volta di un nuovo impulso.
Dunque, chi siamo?
Siamo i “Borghi delle Vie d’Acqua” e la radice ha attecchito, superando persino lo strato superficiale di un “naming” di non facilissima traduzione nel web.
Una dimostrazione in più, però e proprio anche per questo, che, se le esigenze sono reali, le risposte capaci di soddisfarle trovano comunque una strada.
Dunque, ieri a Trino tutti (o quasi, del resto il Generale Agosto ha i suoi diritti) presenti i rappresentanti di 56 Comuni per dire e ribadire che i Borghi si pensano come parte di una realtà vocata a “fare sistema”, valorizzando ciascun singolo “campanile” e senza campanilismi, pronti a condividere passi ulteriori, assicurando collaborazioni tanto con Vercelli, quanto con i territori che danno vita ad una osmosi sociale, economica, culturale, viva e feconda, oltre i confini amministrativi provinciali: Casale Monferrato in primo luogo, come ha dimostrato anche la presenza di ospiti quali il Sindaco della città aleramica, Emanuele Capra.
Anche il Sindaco di Vercelli, Roberto Scheda, ha voluto testimoniare, con la propria presenza, le ragioni del dialogo e della collaborazione con il Capoluogo. Con loro, a sottolineare il valore dell’iniziativa nella prospettiva della promozione economica del territorio, il Presidente della Camera di Commercio Monte Rosa, Laghi, Alto Piemonte, Angelo Santarella.

La piccola gallery con cui vi lasciamo dice anche dell’impegno della Pro Loco (ma ci ritorneremo) per la riuscita della festa di San Bartolomeo.

Davvero simpatici, laboriosi ed attentissimi a fare tutto per bene tutti i Volontari, ma soprattutto ha fatto piacere vedere impegnati e seri tanti giovanissimi che, più di tante parole, raccontano il futuro di una comunità.

Giovani e meno giovani, che hanno lavorato in questi giorni con passione, cura, competenza dedizione (e anche buon umore, che non guasta mai), per coccolare i numerosissimi ospiti che in questi giorni hanno potuto fare onore a menù diversificati e studiati con fantasia ed attenzione ai gusti di tutti.



















































